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Riforme ferme a quota 35%

Di solito nella mia domenica – standard o meno – c’è quasi sempre lo spazio per la lettura approfondita del Sole 24 ore con il suo (strepitoso) domenicale. Oggi però – come purtroppo molte altre volte – la lettura è stata amaramente sconfortante. Pagina 2 e 3 sono dedicate al «cantiere delle riforme», leggasi «riforme Monti-Letta». Il Sole fa un bilancio sullo stato dell’arte delle manovre per la crescita. Risultato? Il completamento è fermo al 35%, mancano cioè 469 decreti attuativi sui 725 richiesti. Certo, c’è qualche attenuante, alcune riforme sono state varate recentemente – come il Decreto «Valore cultura» – ma, sottolineano (e decisamente a ragione) Cherchi, Fotina e Paris, «quella che adesso è una giustificazione, non può durare a lungo. Gli uffici ministeriali devono rimboccarsi le maniche per produrre nei termini gli atti mancanti per fare in modo che le riforme raggiungano gli obiettivi annunciati». Anche perché ci sono ritardi clamorosi come l’Agenda digitale e la «legge Sabbatini», un meccanismo quest’ultimo «particolarmente atteso dalle imprese manifatturiere, che consente di ottenere  credito agevolato per l’acquisto o il leasing di beni strumentali».

E noi? Noi dovremmo vigilare. Dovremmo pretendere, non miracoli, ma che si lavori e sodo. Come si chiede a noi, senza gratificazioni, perché è tempo di vacche magre e di soli sacrifici.

Ah, dimenticavo: il Sole di oggi ha anche delle belle sorprese come la pagina dedicata al Friuli Future Forum (che animerà Udine per un mese) con un bell’articolo a firma del nuovo rettore dell’Università di Udine, Alberto Felice De Toni.

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