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A scuola di buona politica

Sicché mi sono imbarcata anche in questa nuova avventura. Un po’ da studente, un po’ da giornalista. Fatto sta che il bilancio dalla prima giornata di Scuole di Politica ed Etica sociale, promossa dall’Ufficio Cultura della Diocesi, è più che positivo. Ieri sera rientrando a casa dopo una giornata piuttosto impegnativa (abbiamo iniziato il corso alle 9 per concluderlo alle 20) avevo addosso quell’entusiasmo di quando un’esperienza — che già immaginavi bella ed interessante — ti sorprende, andando un passo oltre le tue aspettative.

Azzeccatissima la formula. La mattina siamo stati letteralmente rapiti dal professor Luigi Alici che parlando di «Persona e bene comune» ci ha guidati dalla polis di Aristotele a Sant’Agostino, dall’umanesimo integrale di Maritain a  Paul Ricoeur. Da quanto non mi gustavo una lezione così? E poi un salto nella pratica con i laboratori del pomeriggio che sono stati — innanzitutto — un modo per farci incontrare e discutere. È questo uno spazio preziosissimo, perché non capita spesso, anzi, quasi mai, che ci si possa confrontare così tra amministratori locali, scambiare esperienze, idee, dubbi e, certo, anche difficoltà. Infine il confronto sui nostri lavori di gruppo con due amministratori che all’attivo hanno un’esperienza non da poco: il consigliere regionale Vittorino Boem e il sindaco di Gemona, Paolo Urbani, persona che ammiro tantissimo ed è — almeno per me — il Sindaco per antonomasia.

Così stamattina, mettendo in riga gli impegni della giornata tra lavoro e incontri sul territorio, sono attraversata da una bella sensazione. La giornata di ieri è stata un’iniezione di rinnovato entusiasmo per un’esperienza bellissima, quella del servizio alla propria comunità. Un impegno significativo, a volte faticoso e spesso ingombrante per chi ci sta vicino, ma irrinunciabile perché parte fondamentale e fondante del nostro essere nel mondo.

 

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