Recital Casarsa_DSC7351_foto Paolo Grasso

5 straordinari artisti per far rivivere Pier Paolo Pasolini

Si può scegliere di ricordare celebrando. Di incastonare un grande uomo nel tempo in cui è vissuto. Ma si può anche decidere, con lungimiranza, di ricordare quello stesso uomo in modo diverso, facendolo dialogare con il presente, dando prova dell’incredibile attualità del suo pensiero. È quello che è accaduto ieri sera, a Casarsa, con il Recital in onore di Pier Paolo Pasolini: il tributo di cinque straordinari artisti allo “scrittore corsaro” in occasione del quarantesimo anniversario della sua morte che cadrà lunedì 2 novembre. Remo e Marco Anzovino, Mauro Ermanno Giovanardi (ex La Crus), e Danilo Rossi hanno dato respiro, con la loro musica, alle parole di Pasolini che sono risuonate della loro immutata potenza grazie alla voce recitante di Lino Capolicchio.

Bellissima l’idea di aprire la serata con la rielaborazione per melodica e chitarra di «Casta Diva» di Bellini, seguita da un emozionante salto nel tempo, tra le pagine del diario Capolicchio, andando a quel 1968 in cui conobbe Pasolini.

Da qui un rincorrersi di musica e parole, senza sbagliare un colpo, con tempi giusti e scelte sempre indovinate. Dai brani di Remo Anzovino «Spasimo» e «Natural mind» — che hanno ancora una volta messo in luce la capacità dei due fratelli Anzovino di dialogare in musica, mostrando straordinari affiatamento e complicità — fino alla viola di Danilo Rossi che, tra le altre, ci ha regalato l’Adagio dalla prima sonata per violino in sol minore di Johann Sebastian Bach (amatissimo da Pasolini).

E poi la voce mozzafiato di Mauro Ermanno Giovanardi, che — con  inconfondibile “anda” rock — ha portato sul palco di Casarsa le sue «Nel centro di Milano» e «Io confesso», come anche «Una storia sbagliata» di De André e «Un giorno dopo l’altro» di Tenco.

I brani, interpretati da Capolicchio, ci hanno ricordato quanto Pasolini fosse capace di leggere la realtà, riuscendo a andare oltre l’orizzonte del proprio presente, e dunque consegnarci pagine in grado di darci (se solo li volessimo fare nostri) punti di riferimento per orientarci nella complessità che viviamo qui e ora. Silenzio dunque assoluto in sala per ascoltare «Pianto di una scavatrice», «Una disperata vitalità», «Supplica a mia madre», «Profezia» e «Io so».

La serata ha poi riservato anche un inedito con la prima esecuzione assoluta dell’«Alba dei Tram», il brano di Remo Anzovino con le parole di Giuliano Sangiorgi dei Negramaro che uscirà giovedì 29 ottobre. Il disco — interamente ispirato alla figura di Pier Paolo Pasolini — è impreziosito dalla foto di copertina, uno scatto di Alino Prediali.

Un evento dunque, quello di ieri, che apre nel migliore dei modi le iniziative per ricordare il “nostro” poeta. Ora toccherebbe a noi far rivivere le sue parole, non solo in un teatro, ma in un rinnovato slancio di impegno civile capace di far rinascere questo Paese.

Qui di seguito alcune foto della serata, credit (tranne il selfie adolescenziale con Giovanrdi) sono di Paolo Grasso.

 

 

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