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	<title>Anna Piuzzi &#187; Arte</title>
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		<title>«Due passi sono» il primo Teatroxcasa in FVG</title>
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		<pubDate>Sun, 06 Mar 2016 18:59:08 +0000</pubDate>
		<dc:creator>Anna</dc:creator>
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		<category><![CDATA[Arte]]></category>
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				<content:encoded><![CDATA[<p style="text-align: justify;">Una domenica generosa in lentezza e in pioggia. Addosso trattengo gelosamente ciò che resta di una bella nottata, intessuta fino quasi all’alba di buona musica e di un’ottima compagnia. Voglia indolente di restare sul divano, raggomitolata sotto la mia coperta blu. Ma mi alzo, mi cambio e parto perché questa cosa del <a href="http://www.teatroxcasa.org/#home" target="_blank"><strong><em>Teatroxcasa</em></strong></a> proprio la voglio vedere.</p>
<p style="text-align: justify;">Mi ritrovo così catapultata in un’esperienza emozionante. Martina ed Eros, con Gioele e Valentina, hanno aperto la loro casa — primi in Friuli — alla geniale idea di un circuito che mette in contatto artisti con <em>«case illuminate che vogliono ospitare cultura e metterla a disposizione di un pubblico» </em>perché<em> «la cultura può essere leggera e poco ingombrante».</em></p>
<p style="text-align: justify;">Ad accogliere chi arriva alla spicciolata ci sono la piccola Valentina e un’amica: impeccabili maschere, con tanto di lista degli invitati alla mano. Entro in casa e c’è il calore splendido di questa super famiglia che regala sorrisi, dispensa abbracci e fa di tutto affinché ognuno stia bene, a proprio agio. Nell’attesa dello spettacolo, in ingresso c’è il ben di Dio: salame, prosciutto, buon vino e dolcetti di tutti i tipi. Nel soggiorno — che sarà il nostro teatro — sedie e cuscini per ospitare il pubblico. E i cartelli di Valentina che, giustamente, ha ribattezzato la scala che porta al piano superiore “galleria”. Una meraviglia.</p>
<p style="text-align: justify;">Dunque ognuno al proprio posto. Luci spente. Si comincia. I due attori scendono, animano lo spazio del “palco” dando vita, in un attimo, a una piccola, ma preziosa magia: <a href="https://carullominasi.wordpress.com/compagnia/biografia/" target="_blank">Cristiana Minasi e Giuseppe Carullo</a> mettono in scena <a href="https://carullominasi.wordpress.com/due_passi_sono/sinossi/" target="_blank">«Due passi sono»</a>.</p>
<p style="text-align: justify;">Due piccoli (ma piccoli sul serio) esseri umani si affacciano per noi sul palco dell’esistenza, facendoci vivere la loro quotidianità con battute ironiche e brillanti, che strappano sonore risate, ma che — comunque — inchiodano a un senso opprimente di claustrofobia. Pasti in pillole, routine schiacciante, paura di uscire, sguardo fisso sulle mattonelle del marciapiedi anziché aperto alle stelle del cielo.</p>
<p style="text-align: justify;">Poi, d’un tratto, le domande su ciò che vogliamo dalla nostra vita. E le paure che le fanno piombare in basso. «<em>Ho sognato io, te, una bimba e un cane»</em> dice lui. «<em>Siamo troppo bassi</em> &#8211; risponde lei -, <em>la bambina mi viene corta. E tu hai le braccia troppo lunghe, la bambina mi viene corta e con le braccia lunghe</em>».</p>
<p style="text-align: justify;">E ancora: «<em>Perché non provi a uscire? Vai fuori e mi dici quello che vedi</em>». Irrompono così la grazia e l’incanto di chi il coraggio lo trova. Di chi fa un balzo nella vita per tentare di essere felice davvero. Di chi raccoglie la sfida di dare corpo a un sogno, anche se privo di garanzia alcuna.</p>
<p style="text-align: justify;">Mi emoziona questa piccolissima, energica donna che dice: «<em>Il mare da lontano sembra finto, poi, quando si scende giù, si scopre che il mare c’è e fa le onde, fa gli spruzzi e dentro ci sono anche i pesci. Sai che ti dico? Alla fine si può anche essere felici, però per essere veramente felici bisogna averlo visto almeno una volta il mare da lontano, bisogna aver creduto almeno una volta che fosse tutto finto</em>».</p>
<p style="text-align: justify;">Già: saltare nella vita, avventurarci, senza troppe paure, sulle strade che ci apre (anche se si tratta di passaggi stretti ed angusti), anche se inciamperemo, anche se cadremo, anche se il mare, da lontano, sembra finto. E sai che felicità quando ci tufferemo dentro, senza aver ceduto al dubbio che la felicità non potesse toccare a noi.</p>

<a class="thumbnail" href='http://www.annapiuzzi.it/due-passi-sono-il-primo-teatroxcasa-in-fvg/teatro_in_casa_1/' title='Teatro per casa'><img width="5397" height="1468" src="http://www.annapiuzzi.it/wp-content/uploads/2016/03/teatro_in_casa_1.jpg" class="attachment-post-boxed" alt="Teatroxcasa - Giovamare" /></a>
<a class="thumbnail" href='http://www.annapiuzzi.it/due-passi-sono-il-primo-teatroxcasa-in-fvg/teatro_in_casa_2/' title='teatro_in_casa_2'><img width="1024" height="677" src="http://www.annapiuzzi.it/wp-content/uploads/2016/03/teatro_in_casa_2.jpg" class="attachment-post-boxed" alt="Cristiana Minasi" /></a>
<a class="thumbnail" href='http://www.annapiuzzi.it/due-passi-sono-il-primo-teatroxcasa-in-fvg/teatro_in_casa_3/' title='teatro_in_casa_3'><img width="1024" height="683" src="http://www.annapiuzzi.it/wp-content/uploads/2016/03/teatro_in_casa_3.jpg" class="attachment-post-boxed" alt="Cristiana Minasi e Giuseppe Carullo" /></a>
<a class="thumbnail" href='http://www.annapiuzzi.it/due-passi-sono-il-primo-teatroxcasa-in-fvg/teatro_in_casa_4/' title='teatro_in_casa_4'><img width="1024" height="683" src="http://www.annapiuzzi.it/wp-content/uploads/2016/03/teatro_in_casa_4.jpg" class="attachment-post-boxed" alt="Cristiana Minasi e Giuseppe Carullo" /></a>
<a class="thumbnail" href='http://www.annapiuzzi.it/due-passi-sono-il-primo-teatroxcasa-in-fvg/teatro_in_casa_5/' title='teatro_in_casa_5'><img width="1024" height="683" src="http://www.annapiuzzi.it/wp-content/uploads/2016/03/teatro_in_casa_5.jpg" class="attachment-post-boxed" alt="Cristiana Minasi e Giuseppe Carullo" /></a>
<a class="thumbnail" href='http://www.annapiuzzi.it/due-passi-sono-il-primo-teatroxcasa-in-fvg/teatro_in_casa_6/' title='teatro_in_casa_6'><img width="1024" height="683" src="http://www.annapiuzzi.it/wp-content/uploads/2016/03/teatro_in_casa_6.jpg" class="attachment-post-boxed" alt="Cristiana Minasi e Giuseppe Carullo" /></a>
<a class="thumbnail" href='http://www.annapiuzzi.it/due-passi-sono-il-primo-teatroxcasa-in-fvg/teatro_in_casa_7/' title='teatro_in_casa_7'><img width="1024" height="648" src="http://www.annapiuzzi.it/wp-content/uploads/2016/03/teatro_in_casa_7.jpg" class="attachment-post-boxed" alt="Cristiana Minasi e Giuseppe Carullo" /></a>
<a class="thumbnail" href='http://www.annapiuzzi.it/due-passi-sono-il-primo-teatroxcasa-in-fvg/teatro_in_casa_8/' title='teatro_in_casa_8'><img width="1024" height="720" src="http://www.annapiuzzi.it/wp-content/uploads/2016/03/teatro_in_casa_8.jpg" class="attachment-post-boxed" alt="La «galleria»" /></a>
<a class="thumbnail" href='http://www.annapiuzzi.it/due-passi-sono-il-primo-teatroxcasa-in-fvg/teatro_in_casa_9/' title='teatro_in_casa_9'><img width="1024" height="683" src="http://www.annapiuzzi.it/wp-content/uploads/2016/03/teatro_in_casa_9.jpg" class="attachment-post-boxed" alt="Cristiana Minasi e Giuseppe Carullo" /></a>
<a class="thumbnail" href='http://www.annapiuzzi.it/due-passi-sono-il-primo-teatroxcasa-in-fvg/teatro_in_casa_10/' title='teatro_in_casa_10'><img width="1024" height="683" src="http://www.annapiuzzi.it/wp-content/uploads/2016/03/teatro_in_casa_10.jpg" class="attachment-post-boxed" alt="Cristiana Minasi e Giuseppe Carullo" /></a>
<a class="thumbnail" href='http://www.annapiuzzi.it/due-passi-sono-il-primo-teatroxcasa-in-fvg/teatro_in_casa_12/' title='teatro_in_casa_12'><img width="1024" height="683" src="http://www.annapiuzzi.it/wp-content/uploads/2016/03/teatro_in_casa_12.jpg" class="attachment-post-boxed" alt="Cristiana Minasi e Giuseppe Carullo" /></a>
<a class="thumbnail" href='http://www.annapiuzzi.it/due-passi-sono-il-primo-teatroxcasa-in-fvg/teatro_in_casa_13/' title='teatro_in_casa_13'><img width="1024" height="683" src="http://www.annapiuzzi.it/wp-content/uploads/2016/03/teatro_in_casa_13.jpg" class="attachment-post-boxed" alt="Teatroxcasa - Giovamare" /></a>

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		<title>Dall&#8217;alto di Udine un viaggio fotografico nel Friuli che fu</title>
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		<pubDate>Thu, 10 Dec 2015 12:10:59 +0000</pubDate>
		<dc:creator>Anna</dc:creator>
				<category><![CDATA[Arte]]></category>
		<category><![CDATA[Consigli]]></category>
		<category><![CDATA[Fotografia]]></category>
		<category><![CDATA[Il mio Friuli]]></category>

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		<description><![CDATA[In questa giornata di sole un post leggero, un consiglio, soprattutto se siete a passeggio per Udine o se avete in programma di farlo nel fine...]]></description>
				<content:encoded><![CDATA[<p style="text-align: justify;">In questa giornata di sole un post leggero, un consiglio, soprattutto se siete a passeggio per Udine o se avete in programma di farlo nel fine settimana (o quando diavolo volete).</p>
<p style="text-align: justify;">Quante volte vi è capitato di meravigliarvi nello scoprire luoghi della vostra città di cui eravate del tutto all’oscuro? A me (l’ultima volta) è successo martedì mattina quando, a Udine, il mio maestro di fotografia, <a href="http://www.annapiuzzi.it/alla-feltrinelli-la-crisi-attraverso-gli-spazi-della-citta-nelle-foto-di-rizzi/" target="_blank">Massimo Rizzi</a>, ha portato un selezionatissimo gruppetto dei suoi allievi fino in Castello. Non foto panoramiche, niente lezioni, ma la visita al <a href="http://www.turismofvg.it/Musei/Museo-friulano-della-fotografia" target="_blank">Museo friulano di fotografia</a> che trova spazio all’ultimo piano dell’edificio.</p>
<p style="text-align: justify;">Le fotografie provengono dalla <a href="http://www.udinecultura.it/opencms/opencms/release/ComuneUdine/cittavicina/cultura/it/musei/Civici_Musei_e_Gallerie_di_Storia_ed_Arte/fototeca/index.html" target="_blank">fototeca</a> dei Civici musei. «<em>Sono — </em>si legge nella mini guida curata dalla conservatrice, Cristina Donazzolo Cristante —<em> tra quelle più significative della raccolta nata con il museo e cresciuta in sua funzione, cui si sono aggiunte foto di panorami, monumenti, avvenimenti e quant’altro si riferisce alle sfere storico-artistica ed etnografica, a formare il nucleo fondamentale della fototeca, l’Archivio Friuli</em>».</p>
<p style="text-align: justify;">Tre le sale. Nella prima i materiali dell’Ottocento. Nella seconda delle gigantografie introducono il visitatore in studi d’epoca, quello di <a href="http://www.circolofotograficofriulano.it/silvio-maria-buiatti-fotografo.html" target="_blank">Silvio Maria Buiatti</a> (1030), di <a href="http://www.gri.it/fotografi-in-italia-1839-1939/friuli-ven-giu/udine/177-pignat-luigi-c.html" target="_blank">Luigi Pignat</a> (inizi ‘900) e spiegano, attraverso alcune strumentazioni come fosse il ritratto il genere più praticato. Paesaggi, lavoro e società sono invece i tre raggruppamenti della terza ed ultima sala. Bellissime, a mio modo di vedere, le foto Brisighelli con suggestivi panorami montani, e quelle Umberto Antonelli scattate tra il 1925 e 1945 dove paesaggio e lavoro si fondono.</p>
<p style="text-align: justify;">Visita davvero consigliatissima, questi gli orari: 9.30-12.30/15.00-18.00, chiuso il lunedì e la domenica pomeriggio.</p>
<p style="text-align: justify;">Qui sotto una piccola gallery, la foto di noi &#8220;allievi&#8221; è stata scattata da Massimo Rizzi.</p>

<a class="thumbnail" href='http://www.annapiuzzi.it/dallalto-di-udine-un-viaggio-fotografico-nel-friuli-che-fu/img_1628/' title='IMG_1628'><img width="1024" height="444" src="http://www.annapiuzzi.it/wp-content/uploads/2015/12/IMG_1628.jpg" class="attachment-post-boxed" alt="IMG_1628" /></a>
<a class="thumbnail" href='http://www.annapiuzzi.it/dallalto-di-udine-un-viaggio-fotografico-nel-friuli-che-fu/allievi/' title='allievi'><img width="822" height="546" src="http://www.annapiuzzi.it/wp-content/uploads/2015/12/allievi.png" class="attachment-post-boxed" alt="allievi" /></a>
<a class="thumbnail" href='http://www.annapiuzzi.it/dallalto-di-udine-un-viaggio-fotografico-nel-friuli-che-fu/img_1629/' title='IMG_1629'><img width="1024" height="897" src="http://www.annapiuzzi.it/wp-content/uploads/2015/12/IMG_1629.jpg" class="attachment-post-boxed" alt="IMG_1629" /></a>
<a class="thumbnail" href='http://www.annapiuzzi.it/dallalto-di-udine-un-viaggio-fotografico-nel-friuli-che-fu/dsc_0489/' title='DSC_0489'><img width="1024" height="683" src="http://www.annapiuzzi.it/wp-content/uploads/2015/12/DSC_0489.jpg" class="attachment-post-boxed" alt="DSC_0489" /></a>
<a class="thumbnail" href='http://www.annapiuzzi.it/dallalto-di-udine-un-viaggio-fotografico-nel-friuli-che-fu/dsc_0487/' title='DSC_0487'><img width="1024" height="683" src="http://www.annapiuzzi.it/wp-content/uploads/2015/12/DSC_0487.jpg" class="attachment-post-boxed" alt="DSC_0487" /></a>
<a class="thumbnail" href='http://www.annapiuzzi.it/dallalto-di-udine-un-viaggio-fotografico-nel-friuli-che-fu/img_1633/' title='IMG_1633'><img width="1024" height="483" src="http://www.annapiuzzi.it/wp-content/uploads/2015/12/IMG_1633.jpg" class="attachment-post-boxed" alt="IMG_1633" /></a>

<p style="text-align: justify;">
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		<title>Biennale 2015, impressioni su «All the world&#8217;s futures»</title>
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		<pubDate>Wed, 12 Aug 2015 07:00:49 +0000</pubDate>
		<dc:creator>Anna</dc:creator>
				<category><![CDATA[Arte]]></category>
		<category><![CDATA[Biennale arte]]></category>
		<category><![CDATA[Venezia]]></category>
		<category><![CDATA[Arsenale Venezia]]></category>
		<category><![CDATA[Biennale arte 2015]]></category>

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		<description><![CDATA[All the world’s futures è il tema della Biennale arte 2015 curata da Okwui Enwezor. L’ho visitata ieri in una giornata che fortunatamente ci ha graziato...]]></description>
				<content:encoded><![CDATA[<p><a href="http://www.labiennale.org/it/arte/news/05-03.html" target="_blank">All the world’s futures</a> è il tema della Biennale arte 2015 curata da <a href="https://it.wikipedia.org/wiki/Okwui_Enwezor" target="_blank">Okwui Enwezor</a>. L’ho visitata ieri in una giornata che fortunatamente ci ha graziato dal punto di vista meteo, un po’ di venticello ha reso meno pesante la calura e attenuato l’afa veneziana. Come sempre l’ideale sarebbe spezzare in due la visita, <a href="http://www.labiennale.org/it/luoghi/arsenale.html?back=true" target="_blank">Arsenale</a> e <a href="http://www.labiennale.org/it/luoghi/giardini.html?back=true" target="_blank">Giardini</a>, ma &#8211; come sempre &#8211; ho optato per il tour de force. Vado veloce, le mie sono solo impressioni, non essendo io un’esperta.</p>
<p>Ho preferito l’esposizione all’Arsenale. Ovviamente qui gioca la cornice che è meravigliosa, ma comunque ho trovato lavori che &#8211; a parer mio &#8211; sono più di qualità, curati e belli. Mi sono piaciuti molto i ritratti del sudafricano <a href="http://www.jackshainman.com/artists/kay-hassan/" target="_blank">Kay Hassan</a>, rosseggianti, su manifesti strappati. Forse la sala più bella, alle Corderie, quella con le teche (quasi dei “reliquiari”) di <a href="https://www.youtube.com/watch?v=Zsx7h16FMCU" target="_blank">Riccardo Brey</a>.</p>
<p>Nei giardini diverse le installazioni che onestamente non ho capito. Bellissimo invece il padiglione del Giappone con il mare di chiavi appese a fili rossi sopra barchette arenate, ma in cielo anziché su una spiaggia. Opera di <a href="http://www.chiharu-shiota.com/en/" target="_blank">Chiharu Shiota</a>.</p>
<p>Abbastanza anonimo il padiglione Italia, mi sono piaciuti <a href="https://it.wikipedia.org/wiki/Domenico_Paladino" target="_blank">Mimmo Paladino</a> e i corpi di <a href="https://it.wikipedia.org/wiki/Nino_Longobardi" target="_blank">Nino Longobardi</a>, un po’ meno gli scheletri che fanno da cornice. Bella la prima sala del padiglione centrale con l’omaggio a <a href="http://www.fabiomauri.com" target="_blank">Fabio Mauri</a> (morto nel 2009 che oggi vive una significativa notorietà postuma): un muro del pianto fatto di valige ci ricorda anche qui il tema dell’emigrazione, in sottofondo la voce di Pasolini.</p>
<p>Divertenti, nel padiglione francese, gli alberi che si muovono, comodissima la scalinata in gomma piuma per riposare cullati da una musica primordiale. Curiose (per usare un eufemismo) e irriverenti le opere di <a href="http://www.artribune.com/tag/sarah-lucas/" target="_blank">Sarah Lucas</a> al padiglione inglese. Interessante anche la proposta del Canada che &#8211; oltre a un elaborato macchinario ingoia monetine &#8211; ha riprodotto un negozio e un robivecchi pieno di barattoli di colore.</p>
<p>Insomma, come al solito da vedere perché la Biennale apre lo sguardo al mondo e ci fa guardare il mondo con lo sguardo altrui. Inoltre vale la pena davvero riflettere sul tema di quest&#8217;anno dal momento che viviamo una realtà frantumata e conflittuale: altri futuri del mondo sono necessari.</p>

<a class="thumbnail" href='http://www.annapiuzzi.it/biennale-2015-impressioni-su-all-the-worlds-futures/biennale2015-1/' title='biennale2015-1'><img width="1080" height="720" src="http://www.annapiuzzi.it/wp-content/uploads/2015/08/biennale2015-1.jpg" class="attachment-post-boxed" alt="biennale2015-1" /></a>
<a class="thumbnail" href='http://www.annapiuzzi.it/biennale-2015-impressioni-su-all-the-worlds-futures/biennale2015-2/' title='biennale2015-2'><img width="1080" height="720" src="http://www.annapiuzzi.it/wp-content/uploads/2015/08/biennale2015-2.jpg" class="attachment-post-boxed" alt="biennale2015-2" /></a>
<a class="thumbnail" href='http://www.annapiuzzi.it/biennale-2015-impressioni-su-all-the-worlds-futures/biennale2015-3/' title='Lili Reynaud-Dewar - Arsenale'><img width="1080" height="720" src="http://www.annapiuzzi.it/wp-content/uploads/2015/08/biennale2015-3.jpg" class="attachment-post-boxed" alt="Lili Reynaud-Dewar - Arsenale" /></a>
<a class="thumbnail" href='http://www.annapiuzzi.it/biennale-2015-impressioni-su-all-the-worlds-futures/biennale2015-4/' title='biennale2015-4'><img width="1080" height="452" src="http://www.annapiuzzi.it/wp-content/uploads/2015/08/biennale2015-4.jpg" class="attachment-post-boxed" alt="biennale2015-4" /></a>
<a class="thumbnail" href='http://www.annapiuzzi.it/biennale-2015-impressioni-su-all-the-worlds-futures/biennale2015-5/' title='Newall Herry - Corderie'><img width="1080" height="720" src="http://www.annapiuzzi.it/wp-content/uploads/2015/08/biennale2015-5.jpg" class="attachment-post-boxed" alt="Newall Herry - Corderie" /></a>
<a class="thumbnail" href='http://www.annapiuzzi.it/biennale-2015-impressioni-su-all-the-worlds-futures/biennale2015-6/' title='Ricardo Brey, Asterion'><img width="1080" height="720" src="http://www.annapiuzzi.it/wp-content/uploads/2015/08/biennale2015-6.jpg" class="attachment-post-boxed" alt="Ricardo Brey, Asterion" /></a>
<a class="thumbnail" href='http://www.annapiuzzi.it/biennale-2015-impressioni-su-all-the-worlds-futures/biennale2015-7/' title='Kay Hassan, Empire Medley'><img width="1080" height="720" src="http://www.annapiuzzi.it/wp-content/uploads/2015/08/biennale2015-7.jpg" class="attachment-post-boxed" alt="Kay Hassan, Empire Medley" /></a>
<a class="thumbnail" href='http://www.annapiuzzi.it/biennale-2015-impressioni-su-all-the-worlds-futures/biennale2015-8/' title='Padiglione Sudafrica'><img width="1080" height="720" src="http://www.annapiuzzi.it/wp-content/uploads/2015/08/biennale2015-8.jpg" class="attachment-post-boxed" alt="Padiglione Sudafrica" /></a>
<a class="thumbnail" href='http://www.annapiuzzi.it/biennale-2015-impressioni-su-all-the-worlds-futures/biennale2015-9/' title='biennale2015-9'><img width="1080" height="720" src="http://www.annapiuzzi.it/wp-content/uploads/2015/08/biennale2015-9.jpg" class="attachment-post-boxed" alt="Padiglione Perù - Gilda Mantilla &amp; Raimond Chaves" /></a>
<a class="thumbnail" href='http://www.annapiuzzi.it/biennale-2015-impressioni-su-all-the-worlds-futures/biennale2015-10/' title='Precisazioni - Padiglione Turchia'><img width="1080" height="678" src="http://www.annapiuzzi.it/wp-content/uploads/2015/08/biennale2015-10.jpg" class="attachment-post-boxed" alt="Padiglione Turchia" /></a>
<a class="thumbnail" href='http://www.annapiuzzi.it/biennale-2015-impressioni-su-all-the-worlds-futures/biennale2015-11/' title='Anna e Chiara - Padiglione Turchia'><img width="1080" height="720" src="http://www.annapiuzzi.it/wp-content/uploads/2015/08/biennale2015-11.jpg" class="attachment-post-boxed" alt="Anna e Chiara - Padiglione Turchia" /></a>
<a class="thumbnail" href='http://www.annapiuzzi.it/biennale-2015-impressioni-su-all-the-worlds-futures/biennale2015-12/' title='Autoscatti - Arsenale'><img width="1080" height="672" src="http://www.annapiuzzi.it/wp-content/uploads/2015/08/biennale2015-12.jpg" class="attachment-post-boxed" alt="Autoscatti - Arsenale" /></a>
<a class="thumbnail" href='http://www.annapiuzzi.it/biennale-2015-impressioni-su-all-the-worlds-futures/biennale2015-13/' title='biennale2015-13'><img width="1080" height="537" src="http://www.annapiuzzi.it/wp-content/uploads/2015/08/biennale2015-13.jpg" class="attachment-post-boxed" alt="biennale2015-13" /></a>
<a class="thumbnail" href='http://www.annapiuzzi.it/biennale-2015-impressioni-su-all-the-worlds-futures/biennale2015-14/' title='biennale2015-14'><img width="720" height="1080" src="http://www.annapiuzzi.it/wp-content/uploads/2015/08/biennale2015-14.jpg" class="attachment-post-boxed" alt="biennale2015-14" /></a>
<a class="thumbnail" href='http://www.annapiuzzi.it/biennale-2015-impressioni-su-all-the-worlds-futures/biennale2015-15/' title='biennale2015-15'><img width="1080" height="720" src="http://www.annapiuzzi.it/wp-content/uploads/2015/08/biennale2015-15.jpg" class="attachment-post-boxed" alt="biennale2015-15" /></a>
<a class="thumbnail" href='http://www.annapiuzzi.it/biennale-2015-impressioni-su-all-the-worlds-futures/biennale2015-16/' title='Mimmo Paladino - Padiglione Italia'><img width="1080" height="720" src="http://www.annapiuzzi.it/wp-content/uploads/2015/08/biennale2015-16.jpg" class="attachment-post-boxed" alt="Mimmo Paladino - Padiglione Italia" /></a>
<a class="thumbnail" href='http://www.annapiuzzi.it/biennale-2015-impressioni-su-all-the-worlds-futures/biennale2015-17/' title='The Key in the Hand by Chiharu Shiota - Giappone'><img width="1080" height="720" src="http://www.annapiuzzi.it/wp-content/uploads/2015/08/biennale2015-17.jpg" class="attachment-post-boxed" alt="The Key in the Hand - Chiharu Shiota - Padiglione Giappone" /></a>
<a class="thumbnail" href='http://www.annapiuzzi.it/biennale-2015-impressioni-su-all-the-worlds-futures/biennale2015-18/' title='The Key in the Hand - Chiharu Shiota'><img width="1080" height="720" src="http://www.annapiuzzi.it/wp-content/uploads/2015/08/biennale2015-18.jpg" class="attachment-post-boxed" alt="The Key in the Hand - Chiharu Shiota - Padiglione Giappone" /></a>
<a class="thumbnail" href='http://www.annapiuzzi.it/biennale-2015-impressioni-su-all-the-worlds-futures/biennale2015-19/' title='Canadissimo'><img width="1080" height="720" src="http://www.annapiuzzi.it/wp-content/uploads/2015/08/biennale2015-19.jpg" class="attachment-post-boxed" alt="Canadissimo" /></a>
<a class="thumbnail" href='http://www.annapiuzzi.it/biennale-2015-impressioni-su-all-the-worlds-futures/biennale2015-20/' title='Padiglione Australia'><img width="720" height="1080" src="http://www.annapiuzzi.it/wp-content/uploads/2015/08/biennale2015-20.jpg" class="attachment-post-boxed" alt="Padiglione Australia" /></a>
<a class="thumbnail" href='http://www.annapiuzzi.it/biennale-2015-impressioni-su-all-the-worlds-futures/biennale2015-21/' title='Chiara allo specchio'><img width="1080" height="702" src="http://www.annapiuzzi.it/wp-content/uploads/2015/08/biennale2015-21.jpg" class="attachment-post-boxed" alt="Chiara allo specchio" /></a>
<a class="thumbnail" href='http://www.annapiuzzi.it/biennale-2015-impressioni-su-all-the-worlds-futures/biennale2015-22/' title='Fabio Mauri - Il Muro Occidentale'><img width="1080" height="720" src="http://www.annapiuzzi.it/wp-content/uploads/2015/08/biennale2015-22.jpg" class="attachment-post-boxed" alt="Fabio Mauri - Il Muro Occidentale" /></a>

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		<title>Alla Feltrinelli la crisi attraverso gli spazi della città nelle foto di Rizzi</title>
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		<pubDate>Thu, 06 Aug 2015 05:39:34 +0000</pubDate>
		<dc:creator>Anna</dc:creator>
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		<category><![CDATA[Fotografia]]></category>
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		<description><![CDATA[Se fate tappa alla Feltrinelli di Udine, fino al 23 agosto vale la pena salire al primo piano e visitare la mostra fotografica di Massimo Rizzi...]]></description>
				<content:encoded><![CDATA[<p>Se fate tappa alla <a href="http://www.lafeltrinelli.it/fcom/it/home/pages/puntivendita/negozi/trova/friuli/Libri-e-Musica-Udine.html" target="_blank">Feltrinelli di Udine</a>, fino al 23 agosto vale la pena salire al primo piano e visitare la mostra fotografica di Massimo Rizzi <strong><em>«Appunti sulla crisi»</em></strong>. Si tratta di una serie di scatti raccolti nell&#8217;arco di un mese, tra la metà di giugno e quella di luglio «<em>per verificare — </em>scrive Rizzi nella presentazione <em>— la possibilità di lavorare su un progetto che indaghi lo stato di salute della nostra città. Realizzate in pellicola usando una vecchia fotocamera e stampate economicamente, hanno l&#8217;unico intento di schizzare degli indirizzi di ricerca che possano costituire le basi di un lavoro strutturato e approfondito. Per poter fare questo, invito i rappresentanti di tutte le Istituzioni, gli Enti e le Associazioni che si occupano di cosa pubblica, a sostenere fattivamente questa ricerca</em>».</p>
<p>Non sono certo un&#8217;iniezione di buon umore queste foto, ma, amaramente belle, sono indispensabili per riflettere: mettono in fila, infatti, uno dietro l&#8217;altro, angoli della città che raccontano storie di degrado urbano e sociale di cui spesso ci dimentichiamo. Si va dal Parco Ardito Desio a via delle Ferriere (nella foto in alto), passando per altri luoghi che molto probabilmente non ci fermiamo mai ad osservare.</p>
<p><em><strong>Massimo Rizzi</strong></em>, fotografo professionista, si occupa di didattica della fotografia e di rappresentazione dello spazio antropico. Tiene regolarmente corsi e laboratori presso il suo studio di Udine e in collaborazione con Associazioni e Istituzioni. Ha esposto i suoi lavori a Udine, Buttrio, Trieste e Lubiana.</p>
<p><a href="http://www.annapiuzzi.it/wp-content/uploads/2015/08/Udine_Appunti-sulla-crisi_locandina.jpg"><img class="size-large wp-image-1178 alignnone" alt="Udine_Appunti sulla crisi_locandina" src="http://www.annapiuzzi.it/wp-content/uploads/2015/08/Udine_Appunti-sulla-crisi_locandina-723x1024.jpg" width="635" height="899" /></a></p>
<p>&nbsp;</p>
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		<title>A Villa Manin dal «greco pazzo»</title>
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		<pubDate>Mon, 25 May 2015 04:00:28 +0000</pubDate>
		<dc:creator>Anna</dc:creator>
				<category><![CDATA[Arte]]></category>
		<category><![CDATA[Bambini]]></category>
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		<description><![CDATA[«Un giorno la gente ne avrà bisogno e imparerà ad apprezzare quest’arte». Parole che già da sole sono un buon motivo per fare tappa a Villa...]]></description>
				<content:encoded><![CDATA[<p style="text-align: justify;"><em>«Un giorno la gente ne avrà bisogno e imparerà ad apprezzare quest’arte»</em>. Parole che già da sole sono un buon motivo per fare tappa a <a href="http://www.villamanin-eventi.it" target="_blank">Villa Manin</a> (io ci sono stata ieri) per conoscere <a href="http://en.wikipedia.org/wiki/George_Costakis" target="_blank">George Costakis</a> attraverso una mostra che è uno strepitoso assaggio dell’immenso patrimonio di opere d’arte dell’Avanguardia russa che «il greco pazzo» ha instancabilmente collezionato per tutta una vita.</p>
<p style="text-align: justify;">E decisamente non deve essere stato facile essere un collezionista d’arte nella Mosca staliniana, e poi in quella degli Anni 70, e per di più alla luce del sole, coltivando i contatti con gli artisti, ma anche con le istituzioni, dando vita nella propria casa ad un centro culturale. Non solo un&#8217;attitudine (agli occhi del regime) pericolosamente borghese, quella di Costakis, ma quasi una provocazione perché scelse di collezionare le opere di artisti non conformisti, banditi dai musei e per l’ufficialità del tutto inesistenti. L’istante che illumina il suo percorso è quello in cui s’imbatte in un quadro di <a href="http://en.wikipedia.org/wiki/Olga_Rozanova" target="_blank">Olga Rozanova</a>, istante di cui dirà: <em>«Mi accorsi che fino a quel momento avevo vissuto senza aprire le finestre»</em>. Da lì con tenace furia inizia ad acquistare le prime opere &#8211; che col tempo diventeranno migliaia -, sculture, quadri, disegni, appunti, studi soprattutto d’inizio Novecento, da Chagall a Malevich, da Kandinsky a Tatlin, da Rodchenko a Popova, da Rozanova a El Lissitzky.</p>
<p style="text-align: justify;">Quella a Villa Manin è una mostra da visitare tenendo ben presente proprio questa cornice di riferimento. I quadri vanno guardati davvero come finestre colorate che qualcuno non ha potuto fare a meno di spalancare per dar voce e spazio a uno straordinario desiderio di sperimentazione. Finestre che si sono aperte (e si sono alimentate) in un momento in cui la promessa di cambiamento (o meglio di rivoluzione) era potente e sembrava voler davvero consegnare all’uomo un mondo nuovo. Promessa, come sappiamo, puntualmente tradita. Anzi, quel tradimento fu accompagnato &#8211; come sempre accade &#8211; dal tentativo di chiudere quelle finestre spalancate. Per fortuna un «greco pazzo» ha avuto lo sguardo lungo e coraggio da vendere.</p>
<p style="text-align: justify;">Di fatto le mostre a Villa Manin sono due, perché salendo al secondo piano ci si schiude davanti il mondo della fotografia di<a href="http://it.wikipedia.org/wiki/Aleksandr_Michajlovič_Rodčenko" target="_blank"> Aleksandr Rodčenko</a>. Cento opere tra fotografie originali, collage, fotomontaggi, copertine e stampe, pubblicità, provenienti dal <a href="http://www.mamm-mdf.ru/en/" target="_blank">Multimedia Complex of Actual Arts</a> di Mosca. E anche qui è straordinario pensare che quegli scatti &#8211; di assoluta sperimentazione &#8211; risalgono agli anni Venti e Trenta.</p>
<p style="text-align: justify;">Ciò detto mi ha fatto un enorme piacere vedere tante famiglie con bambini (affascinati ed in religioso silenzio) a visitare la mostra. Spessissimo mi sono sentita dire: «Tu ci puoi andare perché non hai bambini» (considerazione che potrei declinarvi in mille altre varianti). Certo, non ho bambini. Ma credo che iniziare un bimbo al gusto dell&#8217;arte e alla curiosità di visitare una mostra sia questione di volontà e non un&#8217;eresia. In una saletta della mostra davano un documentario su Costakis, dietro a me c&#8217;era una mamma con sua figlia, di massimo cinque anni. «Mamma mi sto un po&#8217; annoiando». Risposta: «Perché non guardi bene e credi di non capire». E mentre scorrevano le immagini dei quadri si è presa la bambina in braccio e ha cominciato a chiederle: «Cosa vedi lì?». Attenzione catturata, bambina estasiata.</p>

<a class="thumbnail" href='http://www.annapiuzzi.it/?attachment_id=946' title='Villa Manin'><img width="1337" height="540" src="http://www.annapiuzzi.it/wp-content/uploads/2015/05/avanguardie-1.jpg" class="attachment-post-boxed" alt="Villa Manin - Avanguardia russa" /></a>
<a class="thumbnail" href='http://www.annapiuzzi.it/?attachment_id=947' title='Villa Manin '><img width="1251" height="773" src="http://www.annapiuzzi.it/wp-content/uploads/2015/05/avanguardie-3.jpg" class="attachment-post-boxed" alt="Avanguardie russe, visitatori" /></a>
<a class="thumbnail" href='http://www.annapiuzzi.it/a-villa-manin-dal-greco-pazzo/gradinata_1929/' title='Gradinata, 1929'><img width="586" height="430" src="http://www.annapiuzzi.it/wp-content/uploads/2015/05/Gradinata_1929.jpg" class="attachment-post-boxed" alt="A. Rodčenko - Gradinata, 1929." /></a>
<a class="thumbnail" href='http://www.annapiuzzi.it/a-villa-manin-dal-greco-pazzo/rodchenko_radio-listener/' title='A. Rodčenko - Ascoltando la radio, Mosca, 1929.'><img width="800" height="648" src="http://www.annapiuzzi.it/wp-content/uploads/2015/05/Rodchenko_Radio-listener.jpg" class="attachment-post-boxed" alt="A. Rodčenko - Listener to Radio, mosca, 1929" /></a>
<a class="thumbnail" href='http://www.annapiuzzi.it/a-villa-manin-dal-greco-pazzo/aleksandr-rodcenko-2/' title='Esercizi mattutini sul tetto di uno studentato'><img width="1000" height="763" src="http://www.annapiuzzi.it/wp-content/uploads/2015/05/Aleksandr-Rodčenko-2.jpg" class="attachment-post-boxed" alt="A. Rodčenko - Esercizi mattutini sul tetto di uno studentato, Lefortovo, 1932" /></a>

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		<title>Sole. Bologna. E David Bowie</title>
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		<pubDate>Sun, 12 Apr 2015 19:50:28 +0000</pubDate>
		<dc:creator>Anna</dc:creator>
				<category><![CDATA[Arte]]></category>
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		<description><![CDATA[Sabato. Sole. Primavera. E a me, ieri, è venuta voglia di Bologna. In ordine sparso qualche appunto (e consiglio) da una bella giornata. Nota n°1. David Bowie...]]></description>
				<content:encoded><![CDATA[<p>Sabato. Sole. Primavera. E a me, ieri, è venuta voglia di Bologna. In ordine sparso qualche appunto (e consiglio) da una bella giornata.</p>
<p><a href="http://www.annapiuzzi.it/wp-content/uploads/2015/04/bo_onoarte.jpg"><img class="alignnone size-full wp-image-878" alt="bo_onoarte" src="http://www.annapiuzzi.it/wp-content/uploads/2015/04/bo_onoarte.jpg" width="4512" height="1569" /></a></p>
<p><span style="color: #000000;"><em><strong>Nota n°1. David Bowie mi ha fatto scoprire un posto bellissimo</strong></em>. </span>Chi mi conosce sa che amo il Duca bianco, la sua musica e tutto ciò che ha rappresentato tra la fine degli anni Settanta e gli anni Novanta. Così quando ho letto che in via santa Margherita (a quattro passi da piazza maggiore) c’era una mostra fotografica su David Bowie, non c’ho pensato due volte. Tanto più che gli scatti &#8211; per la prima volta in Italia &#8211; sono quelli di <a href="http://xl.repubblica.it/fotogallerie/david-bowie-fotografato-da-masayoshi-sukita/17467/" target="_blank">Masayoshi Sukita</a>. Per capirci, il fotografo dell’album <a href="http://it.wikipedia.org/wiki/%22Heroes%22" target="_blank">Heroes</a>. Le sue foto di Bowie però non finiscono lì. I due, infatti, divennero amici e reciproca fonte d’ispirazione, così Sukita ha raccontato per immagini oltre 40 anni della carriera di Bowie. La vera sorpresa però è stata la cornice della mostra: <a href="http://www.onoarte.com/index.html" target="_blank">Ono arte contemporanea</a> (<em>nelle foto in alto</em>). Un posto che è insieme galleria d’arte, bookshop, nonché lounge bar. All’interno di Ono c’è anche <a href="https://www.facebook.com/BackgroundBologna" target="_blank">Background</a>, un vinyl shop che acquista e rivende vinili usati, rari da collezione e le ultime novità in fatto di musica indipendente. Le mostre organizzate alla Ono sono fotografiche e riguardano in gran parte il mondo del cinema e della musica. Per visitare «Heroes» &#8211; la mostra appunto su David Bowie &#8211; c’è tempo fino al 10 maggio. Poi (dal 14 maggio al 13 giugno) sarà la volta della <a href="http://www.onoarte.com/pdf/CS%20Dylan.pdf" target="_blank">retrospettiva</a> sui primi anni della carriera di Bob Dylan, attraverso l’obiettivo di Barry Feinstein, Joe Alper e Tony Frank.</p>
<p style="text-align: justify;"><a href="http://www.annapiuzzi.it/wp-content/uploads/2015/04/bo_colazionedabianca.jpg"><img class="alignright  wp-image-877" alt="bo_colazionedabianca" src="http://www.annapiuzzi.it/wp-content/uploads/2015/04/bo_colazionedabianca-1024x768.jpg" width="381" height="286" /></a></p>
<p style="text-align: left;"><em><strong>Nota n° 2. <a href="http://colazionedabianca.it" target="_blank">Colazione da Bianca</a></strong></em>. In rete mi ero imbattuta in questa deliziosa pasticceria dal nome curioso (<em>nella foto a fianco</em>). Chiaramente non ho potuto esimermi dal testarla di persona. Un bel locale, uno di quelli in cui ti aspetti di veder spuntare, da un momento all’altro, Amélie Poulain. Tavolini colorati, come anche le pareti. Un enorme mazzo di rose bianche ad accoglierti e &#8211; soprattutto &#8211; una vetrina colma di leccornie. Ho assaggiato diverse cosine, ma segnalo i dolcetti con la crema chantilly alla rosa. Buoni e particolari insieme. Piacevole, vista la giornata assolata, lo spazio esterno, sotto i portici. Un interessante punto di osservazione sociologica nel via vai cittadino. <a href="http://www.annapiuzzi.it/wp-content/uploads/2015/04/bo_santo-stefano2.jpg"><img class="alignright  wp-image-880" alt="bo_santo stefano2" src="http://www.annapiuzzi.it/wp-content/uploads/2015/04/bo_santo-stefano2-1024x726.jpg" width="381" height="270" /></a></p>
<p style="text-align: left;"><em><strong>Nota n° 3. <a href="http://it.wikipedia.org/wiki/Basilica_di_Santo_Stefano_(Bologna)" target="_blank">La basilica di Santo Stefano.</a></strong></em> Meglio conosciuta come le sette chiese, rimane il mio angolo preferito di Bologna. La piazzetta è raccolta (e ieri anche invasa da un mercatino d’antiquariato) e nella basilica si respira un’atmosfera intensa ed unica. Costruito su quello che prima era un tempio dedicato a Iside, il complesso &#8211; immaginato da San Petronio come copia del Santo Sepolcro &#8211; si articola in una serie di edifici addossati l’uno all’altro che però non raggiungono più il numero di sette. La Basilica, infatti, nei secoli notevoli rimaneggiamenti, soprattutto durante il XIX e XX. I due chiostri poi sono una meraviglia. Vale davvero la pena fare una passeggiata sin qui.</p>
<p style="text-align: left;">Infine. Se la Colazione da Bianca non vi è bastata o se cercate una piadina fatta con tutti i sacri crismi (o entrambe le cose) vi consiglio questo posticino qui: <a href="http://www.tripadvisor.it/Restaurant_Review-g187801-d3533662-Reviews-La_Tua_Piadina-Bologna_Province_of_Bologna_Emilia_Romagna.html" target="_blank">La tua piadina Borgonuovo</a>.</p>
<p style="text-align: left;"><strong>Post scriptum.</strong> Ieri ho finalmente provato l’ebbrezza del <a href="http://www.ntvspa.it" target="_blank">«Nuovo trasporto viaggiatori»</a> (nome che pare una citazione di <a href="http://www.annapiuzzi.it/con-santarossa-nel-futuro-di-metropoli-sui-passi-delluomo/" target="_blank">Metropoli</a>) e dunque per la prima volta sono salita su un <a href="http://www.italotreno.it/IT/Pagine/default.aspx" target="_blank">Italotreno</a>. Che dire? Mestre-Bologna in un’ora e tredici minuti. Viaggio comodo. Anche perché la prenotazione del posto era nella carrozza «cinema». Risultato? Furbissimo: la gran parte dei miei involontari compagni di viaggio ha inforcato cuffie ed auricolari per guardarsi «Scusa ma ti voglio sposare» (!!!)… così io ho goduto di una silenziosissima ora di lettura.</p>
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		<title>«Musas» di Tualis. Non perdetevele!</title>
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		<pubDate>Sun, 10 Aug 2014 14:25:30 +0000</pubDate>
		<dc:creator>Anna</dc:creator>
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		<category><![CDATA[Donne]]></category>
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		<description><![CDATA[Gigliola e io ci eravamo sempre e solo parlate al telefono. La nostra reciproca conoscenza passava attraverso i miei articoli e le sue splendide fotografie. Così,...]]></description>
				<content:encoded><![CDATA[<p>Gigliola e io ci eravamo sempre e solo parlate al telefono. La nostra reciproca conoscenza passava attraverso i miei articoli e le sue splendide fotografie. Così, quando la scorsa settimana mi ha invitata all’inaugurazione della sua mostra a Tualis non ci ho pensato due volte: ho detto di sì. E allora stamattina mi metto in marcia verso il monte Crostis.</p>
<p>«Musas» &#8211; questo il titolo dell’esposizione -  è l’ennesima dichiarazione d’amore di un’affermata fotografa come Gigliola Di Piazza alla Carnia e alla sua Tualis che ha deciso di raccontare attraverso il volto e lo sguardo dei suoi abitanti. Mi emoziona vedere una comunità &#8211; e di un territorio fragile come quello della nostra montagna &#8211; stringersi attorno a un evento che è narrazione di sé e testimonianza di una tenace voglia di esserci e di resistere. E come sempre ad emozionarmi sono le parole di un altro figlio straordinario di Tualis, don Pierluigi Di Piazza che stamattina interviene invitandoci a guardare quei volti &#8211; catturati dall’obiettivo di Gigliola nella loro essenza caratteriale &#8211; «<em>non frettolosamente, ma con attenzione</em>». E poi il suo cavallo di battaglia: avere un’identità forte vuol dire essere capaci di apertura, di accoglienza. «<em>Ho portato con me a Tualis </em>- spiega -<em> i ragazzi del Centro Balducci, arrivano dall’Afghanistan, dalla Siria, dal Nord Africa</em>». Volti dai tratti e dai colori diversi, ma con lo sguardo che si nutre degli stessi sogni, delle stesse speranze e della stessa umanità di tutti noi.</p>
<p>Finiscono discorsi e interventi e una piccola folla si riversa nella canonica per visitare la mostra. Mi godo il mio articolo che fa bella mostra di sé accanto al libro degli ospiti: una punta di sano orgoglio fa bene all’animo. Osservo le foto e la gente che osserva las «<em>musas</em>» di Tualis. Aspetto in disparte. Lei mi guarda e mi dice: «<em>Tu ses Anna?</em>». Sì, sono Anna e sono felice di abbracciare questa straordinaria donna trapiantata a Milano ma con la Carnia nel cuore che possiede il raro dono di saper raccontare il mondo per immagini.</p>
<p>Non mi resta quindi che segnalarvi che la mostra sarà visitabile fino al 17 agosto dalle ore 10 alle 22. Oltre ad essere bella vi fornirà un&#8217;impareggiabile scusa per godere delle prelibatezze della <a href="http://www.sagradascueta.it/index.html" target="_blank">«Sagra da Scueta»</a>. <a href="http://www.annapiuzzi.it/wp-content/uploads/2014/08/lvc.2014.8.7Tualis_Musas.pdf" target="_blank">Qui invece potete leggere il mio articolo con l&#8217;intervista a Gigliola Di Piazza</a>. Qui sotto alcune foto, sopra uno dei pannelli della mostra di Gigliola Di Piazza.</p>

<a class="thumbnail" href='http://www.annapiuzzi.it/musas-di-tualis-non-perdetevele/dsc_0143-2/' title='DSC_0143'><img width="1080" height="838" src="http://www.annapiuzzi.it/wp-content/uploads/2014/08/DSC_01431.jpg" class="attachment-post-boxed" alt="La chiesa di Tualis" /></a>
<a class="thumbnail" href='http://www.annapiuzzi.it/musas-di-tualis-non-perdetevele/dsc_0152-2/' title='DSC_0152'><img width="1080" height="720" src="http://www.annapiuzzi.it/wp-content/uploads/2014/08/DSC_01521.jpg" class="attachment-post-boxed" alt="La giornalista Rai, Marinella Chirico" /></a>
<a class="thumbnail" href='http://www.annapiuzzi.it/musas-di-tualis-non-perdetevele/dsc_0159-2/' title='DSC_0159'><img width="1080" height="720" src="http://www.annapiuzzi.it/wp-content/uploads/2014/08/DSC_01591.jpg" class="attachment-post-boxed" alt="Don Pierluigi Di Piazza" /></a>
<a class="thumbnail" href='http://www.annapiuzzi.it/musas-di-tualis-non-perdetevele/dsc_0162-2/' title='DSC_0162'><img width="1080" height="720" src="http://www.annapiuzzi.it/wp-content/uploads/2014/08/DSC_01621.jpg" class="attachment-post-boxed" alt="Gigliola Di Piazza" /></a>
<a class="thumbnail" href='http://www.annapiuzzi.it/musas-di-tualis-non-perdetevele/dsc_0171-2/' title='DSC_0171'><img width="1080" height="720" src="http://www.annapiuzzi.it/wp-content/uploads/2014/08/DSC_01711.jpg" class="attachment-post-boxed" alt="Gigliola Di Piazza" /></a>
<a class="thumbnail" href='http://www.annapiuzzi.it/musas-di-tualis-non-perdetevele/dsc_0176-2/' title='DSC_0176'><img width="1080" height="720" src="http://www.annapiuzzi.it/wp-content/uploads/2014/08/DSC_01761.jpg" class="attachment-post-boxed" alt="La mostra «Musas»" /></a>
<a class="thumbnail" href='http://www.annapiuzzi.it/musas-di-tualis-non-perdetevele/dsc_0183-2/' title='DSC_0183'><img width="1080" height="720" src="http://www.annapiuzzi.it/wp-content/uploads/2014/08/DSC_01831.jpg" class="attachment-post-boxed" alt="La mostra «Musas»" /></a>
<a class="thumbnail" href='http://www.annapiuzzi.it/musas-di-tualis-non-perdetevele/dsc_0190-2/' title='DSC_0190'><img width="1080" height="720" src="http://www.annapiuzzi.it/wp-content/uploads/2014/08/DSC_01901.jpg" class="attachment-post-boxed" alt="In coda per «Musas»" /></a>
<a class="thumbnail" href='http://www.annapiuzzi.it/musas-di-tualis-non-perdetevele/dsc_0196-2/' title='DSC_0196'><img width="1080" height="720" src="http://www.annapiuzzi.it/wp-content/uploads/2014/08/DSC_01961.jpg" class="attachment-post-boxed" alt="Salutando Tualis" /></a>

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		<title>Laboriosamente vivere: la magia tra boschi e caprioli di Stella</title>
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		<pubDate>Sat, 09 Aug 2014 18:25:58 +0000</pubDate>
		<dc:creator>Anna</dc:creator>
				<category><![CDATA[Arte]]></category>
		<category><![CDATA[Buone notizie]]></category>
		<category><![CDATA[Donne]]></category>
		<category><![CDATA[Il mio Friuli]]></category>
		<category><![CDATA[Incontri]]></category>

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		<description><![CDATA[Sapevo che sarebbe stata una bella serata. Quello che però ignoravo è che sarei stata avvolta dalla magia. Salgo a Stella, la borgata più alta di...]]></description>
				<content:encoded><![CDATA[<p>Sapevo che sarebbe stata una bella serata. Quello che però ignoravo è che sarei stata avvolta dalla magia. Salgo a Stella, la borgata più alta di Tarcento, per <a href="http://bardo-lusevera-news.blogspot.it/2014/08/stella-in-agosto-laboriosamente-vivere.html" target="_blank"><em>Laboriosamente vivere</em></a>. Volevo ascoltare Pino Roveredo e salutare Toni Capuozzo, ma soprattutto desideravo conoscere di persona Toni Zanussi.</p>
<p>Fatto sta che uno degli aspetti positivi dell’essere giornalista è che di incontri interessanti ne fai parecchi e &#8211; se ti piace (e sai) ascoltare le storie per poi raccontarle -, le persone ti prendono in simpatia. Così Zanussi (mente e anima di Laboriosamente vivere) ha invitato la collega Monika Pascolo e me nella sua casa di Stella. Dopo una tortuosa salita sbarchiamo in un mondo altro, immerso nel verde, sperduto, ma straordinariamente ed immediatamente familiare. Ad accoglierci ci sono, ovunque, i <a href="http://www.giovanifvg.it/dettaglioNews.php?id=3820" target="_blank"><em>Caprioli di Stella</em></a> del figlio Pier Paolo, cornice suggestiva e perfetta al calore umano che subito ci investe ed abbraccia. Poi la parte più bella, le storie &#8211; davanti un bicchiere di bianco su tavolone in giardino -, dal Nicaragua di Capuozzo, al carcere di Roveredo. Il resto lo fa la visita alla casa di Zanussi, la cucina con l’odore buono del legno, le «<em>camere per gli amici</em>» e il «<em>cjast</em>», con lo studio e la sua parete di fotografie, i colori e quadri ovunque. E tra un quadro e l’altro aneddoti e racconti di una vita, l’umanità dell’uomo e la sensibilità dell’artista.</p>
<div id="attachment_554" class="wp-caption alignright" style="width: 310px"><a href="http://www.annapiuzzi.it/wp-content/uploads/2014/08/DSC_0059.jpg"><img class="size-medium wp-image-554 " alt="Giusi Foschia e il Giardino commestibile" src="http://www.annapiuzzi.it/wp-content/uploads/2014/08/DSC_0059-300x200.jpg" width="300" height="200" /></a><p class="wp-caption-text">Giusi Foschia e il Giardino commestibile</p></div>
<p>Scendiamo così fino alla chiesetta dove intanto ha preso vita la festa, traccia di un Friuli ostinato che lancia «segnali di possibilità» attraverso la testimonianza di chi, nel quotidiano, apre strade nuove o ne ripercorre di dimenticate, ma che tutte, indistintamente, portano alla sostanza autentica delle cose. Scopro così Giusi Foschia e il suo <a href="http://www.ilgiardinocommestibile.it" target="_blank"><em>Giardino commestibile</em></a>. Ed è bello vedere che l’entusiasmo si mescola all’emozione che prende il sopravvento quando questa donna dal sorriso contagioso racconta che nel ’76, dopo l’Orcolat, la sua famiglia ha fatto armi e bagagli per andare in Venezuela. Si scusa e ride, per tornare al più presto su un terreno più sicuro: le sue piante. Il corniolo, il finocchio, l’aglio ursino. Racconta come fare la gelatina di petali di papavero che &#8211; ci assicura &#8211; sanno di lampone. Tra una pianta e l’altra però ci infila la sua vita, gli studi d’arte, l’esperienza a Monaco e a Londra, dove si innamora dei giardini e traccia una nuova via per la sua vita che, da «<em>raccoglitrice</em>», la porta fino a Zomeis. Mi apre il cuore quando raccomanda a tutti «<em>l’isolamento</em>» se «<em>gli altri non ci sostengono</em>» perché, dice, «<em>ognuno deve coltivare i propri sogni</em>». E lei il suo di sogno lo ha lì, tra le mani e ce lo mostra fiera e radiosa. Vado a salutarla, la ringrazio. Ride e mi spiega «<em>ho avuto una vita avventurosa</em>». Non ne dubito.</p>
<p>Le parole e i fiori lasciano il posto alla musica Klezmer dei Minimal Trio e poi a un altro trio, inedito: Capuozzo, Roveredo e la sorpresa della serata, Gigi Maieron.</p>
<div id="attachment_552" class="wp-caption alignright" style="width: 310px"><a href="http://www.annapiuzzi.it/wp-content/uploads/2014/08/DSC_0078-.jpg"><img class="size-medium wp-image-552 " alt="Toni Capuozzo, Pino Roveredo e Gigi Maieron." src="http://www.annapiuzzi.it/wp-content/uploads/2014/08/DSC_0078--300x200.jpg" width="300" height="200" /></a><p class="wp-caption-text">Toni Capuozzo, Pino Roveredo e Gigi Maieron.</p></div>
<p>Capuozzo rivolge a Roveredo solo due domande, il resto lo fa la capacità di narrare di un uomo che ha vissuto il carcere, la contezione e la straordinaria scoperta della libertà. Ti incanta mentre racconta la sua vita, l’infanzia all’Ente comunale di assistenza («<em>Quando sono uscito mi sono ammalato di libertà. Non mi sembrava vero di poter camminare senza seguire una riga militare</em>»), la salvezza attraverso la scrittura (dalle lettere scritte in carcere in cambio di sigarette, fino al premio Campiello), la vita da operaio e poi l’impegno verso gli ultimi, in carcere, al sert, in manicomio. Chicca della serata la musica e le parole di Maieron che per «<em>Mieli</em>» ingaggia due coristi d’eccezione, Capuozzo e Roveredo.</p>
<p>Insomma tutta la magia di questo incrocio di vite è andata in scena quassù, a Stella, un piccolo borgo sperduto dove abitano appena 8 persone. 6 fino a febbraio, prima che la vita si affacciasse di nuovo in questi boschi e dopo 45 anni senza nascite, venissero al mondo due gemelline: Adele ed Elisabetta. Mentre torniamo alla macchina, nel buio pesto della strada senza luce, sento tutto l’amore che ho per il mio Friuli e la sua straordinaria gente. Sento le radici e l’orgoglio buono di appartenere a questa meravigliosa terra.</p>

<a class="thumbnail" href='http://www.annapiuzzi.it/laboriosamente-vivere-la-magia-di-stella/dsc_0014/' title='DSC_0014'><img width="1080" height="720" src="http://www.annapiuzzi.it/wp-content/uploads/2014/08/DSC_0014.jpg" class="attachment-post-boxed" alt="A casa di Toni Zanussi aspettando «Laboriosamente vivere»" /></a>
<a class="thumbnail" href='http://www.annapiuzzi.it/laboriosamente-vivere-la-magia-di-stella/dsc_0017/' title='DSC_0017'><img width="1080" height="720" src="http://www.annapiuzzi.it/wp-content/uploads/2014/08/DSC_0017.jpg" class="attachment-post-boxed" alt="DSC_0017" /></a>
<a class="thumbnail" href='http://www.annapiuzzi.it/laboriosamente-vivere-la-magia-di-stella/dsc_0024/' title='DSC_0024'><img width="1080" height="720" src="http://www.annapiuzzi.it/wp-content/uploads/2014/08/DSC_0024.jpg" class="attachment-post-boxed" alt="Toni Capuozzo, Gigi Maieron e Pino Roveredo." /></a>
<a class="thumbnail" href='http://www.annapiuzzi.it/laboriosamente-vivere-la-magia-di-stella/dsc_0027/' title='DSC_0027'><img width="1080" height="720" src="http://www.annapiuzzi.it/wp-content/uploads/2014/08/DSC_0027.jpg" class="attachment-post-boxed" alt="Lo studio di Toni Zanussi." /></a>
<a class="thumbnail" href='http://www.annapiuzzi.it/laboriosamente-vivere-la-magia-di-stella/dsc_0031/' title='DSC_0031'><img width="1080" height="720" src="http://www.annapiuzzi.it/wp-content/uploads/2014/08/DSC_0031.jpg" class="attachment-post-boxed" alt="Lo studio di Toni Zanussi." /></a>
<a class="thumbnail" href='http://www.annapiuzzi.it/laboriosamente-vivere-la-magia-di-stella/dsc_0034/' title='DSC_0034'><img width="1080" height="720" src="http://www.annapiuzzi.it/wp-content/uploads/2014/08/DSC_0034.jpg" class="attachment-post-boxed" alt="Lo studio di Toni Zanussi." /></a>
<a class="thumbnail" href='http://www.annapiuzzi.it/laboriosamente-vivere-la-magia-di-stella/dsc_0035/' title='DSC_0035'><img width="1080" height="688" src="http://www.annapiuzzi.it/wp-content/uploads/2014/08/DSC_0035.jpg" class="attachment-post-boxed" alt="Gigi Maieron e Toni Zanussi." /></a>
<a class="thumbnail" href='http://www.annapiuzzi.it/laboriosamente-vivere-la-magia-di-stella/dsc_0037/' title='DSC_0037'><img width="1080" height="720" src="http://www.annapiuzzi.it/wp-content/uploads/2014/08/DSC_0037.jpg" class="attachment-post-boxed" alt="Lo studio di Toni Zanussi." /></a>
<a class="thumbnail" href='http://www.annapiuzzi.it/laboriosamente-vivere-la-magia-di-stella/dsc_0039/' title='DSC_0039'><img width="1080" height="720" src="http://www.annapiuzzi.it/wp-content/uploads/2014/08/DSC_0039.jpg" class="attachment-post-boxed" alt="Toni Zanussi mostra le sue opere a Monika Pascolo." /></a>
<a class="thumbnail" href='http://www.annapiuzzi.it/laboriosamente-vivere-la-magia-di-stella/dsc_0046/' title='DSC_0046'><img width="1080" height="720" src="http://www.annapiuzzi.it/wp-content/uploads/2014/08/DSC_0046.jpg" class="attachment-post-boxed" alt="I caprioli di Stella" /></a>
<a class="thumbnail" href='http://www.annapiuzzi.it/laboriosamente-vivere-la-magia-di-stella/dsc_0051/' title='DSC_0051'><img width="1080" height="720" src="http://www.annapiuzzi.it/wp-content/uploads/2014/08/DSC_0051.jpg" class="attachment-post-boxed" alt="DSC_0051" /></a>
<a class="thumbnail" href='http://www.annapiuzzi.it/laboriosamente-vivere-la-magia-di-stella/dsc_0070/' title='DSC_0070'><img width="1080" height="720" src="http://www.annapiuzzi.it/wp-content/uploads/2014/08/DSC_0070.jpg" class="attachment-post-boxed" alt="Minimal Klezmer Trio" /></a>
<a class="thumbnail" href='http://www.annapiuzzi.it/laboriosamente-vivere-la-magia-di-stella/dsc_0075/' title='DSC_0075'><img width="1080" height="720" src="http://www.annapiuzzi.it/wp-content/uploads/2014/08/DSC_0075.jpg" class="attachment-post-boxed" alt="Toni Capuozzo, Pino Roveredo e Gigi Maieron." /></a>
<a class="thumbnail" href='http://www.annapiuzzi.it/laboriosamente-vivere-la-magia-di-stella/dsc_0078/' title='DSC_0078'><img width="1080" height="720" src="http://www.annapiuzzi.it/wp-content/uploads/2014/08/DSC_0078-.jpg" class="attachment-post-boxed" alt="Toni Capuozzo, Pino Roveredo e Gigi Maieron." /></a>
<a class="thumbnail" href='http://www.annapiuzzi.it/laboriosamente-vivere-la-magia-di-stella/dsc_0080/' title='DSC_0080'><img width="1080" height="720" src="http://www.annapiuzzi.it/wp-content/uploads/2014/08/DSC_0080.jpg" class="attachment-post-boxed" alt="Toni Capuozzo, Pino Roveredo e Gigi Maieron." /></a>

<p>&nbsp;</p>
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		<title>«Pronti si pArte!» imperdibile appuntamento a Conegliano</title>
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		<pubDate>Sat, 07 Jun 2014 03:44:30 +0000</pubDate>
		<dc:creator>Anna</dc:creator>
				<category><![CDATA[Arte]]></category>
		<category><![CDATA[Bambini]]></category>

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		<description><![CDATA[Amici/lettori/internauti di Conegliano e dintorni, questo post è indirizzato a voi. Domani, domenica 8 giugno, c&#8217;è un appuntamento da non perdere. Se volete fare un viaggio...]]></description>
				<content:encoded><![CDATA[<p>Amici/lettori/internauti di Conegliano e dintorni, questo post è indirizzato a voi. Domani, domenica 8 giugno, c&#8217;è un appuntamento da non perdere. Se volete fare un viaggio nell&#8217;arte attraverso gli occhi e la creatività dei bambini dovete proprio visitare la mostra &#8211; durerà un giorno solo &#8211; «Pronti si pArte!» che raccoglie i bellissimi lavori realizzati dagli studenti delle 37 classi di 10 scuole primarie &#8211; del coneglianese e del vittoriese &#8211; coinvolte nell&#8217;omonimo progetto ideato dall&#8217;associazione <a href="http://www.lamuccagialla.it" target="_blank">La mucca gialla</a> e finanziato, per la sua valenza educativa e culturale, dalla Amat Foundation. <em>The place to be</em> è l&#8217;oratorio di Sant&#8217;Orsola, nel piazzale del castello di Conegliano, l&#8217;orario di apertura della mostra è dalle 9.30 alle 12,30 e dalle 14.00 alle 18.30.</p>
<p>Ma di cosa si tratta? Da gennaio a maggio 2014 gli operatori didattici del sodalizio hanno portato l’arte nelle scuole, facendo conoscere ai giovanissimi studenti, artisti quali Calder, Mirò, Chagall, Monet e molti altri ancora. I laboratori &#8211; completamente gratuiti &#8211; si sono articolati in una prima breve parte teorica durante la quale sono state esposte, in maniera interattiva, la vita dell’artista e una selezione delle sue opere. I bambini si sono poi cimentati con la realizzazione di una piccola opera d’arte personale, prendendo spunto dalla poetica e dalla tecnica dell’artista presentato. E il progetto ha anche un’anima «green». Accanto ai materiali tradizionali sono stati infatti utilizzati materiali inusuali e di recupero, per sensibilizzare i bimbi al rispetto dell’ambiente e aprirli alle infinite possibilità dei materiali di riciclo.</p>
<p>Insomma un bellissimo progetto che avvicina i bambini all&#8217;arte, stimolandoli alla creatività e alla ricerca del bello, il tutto realizzato da una realtà &#8211; <a href="http://www.lamuccagialla.it" target="_blank">La mucca gialla</a> &#8211; che di idee e di amore per l&#8217;arte ne ha davvero da vendere, accompagnate da una straordinaria capacità di lavorare con i più piccoli. Fossi in voi questo appuntamento non lo mancherei per nulla al mondo.</p>
<p><em>Nella foto uno dei lavori esposti.</em></p>
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