<?xml version="1.0" encoding="UTF-8"?>
<rss version="2.0"
	xmlns:content="http://purl.org/rss/1.0/modules/content/"
	xmlns:wfw="http://wellformedweb.org/CommentAPI/"
	xmlns:dc="http://purl.org/dc/elements/1.1/"
	xmlns:atom="http://www.w3.org/2005/Atom"
	xmlns:sy="http://purl.org/rss/1.0/modules/syndication/"
	xmlns:slash="http://purl.org/rss/1.0/modules/slash/"
	>

<channel>
	<title>Anna Piuzzi &#187; Ragogna</title>
	<atom:link href="https://www.annapiuzzi.it/tag/ragogna/feed/" rel="self" type="application/rss+xml" />
	<link>https://www.annapiuzzi.it</link>
	<description></description>
	<lastBuildDate>Wed, 04 Mar 2026 15:50:05 +0000</lastBuildDate>
	<language>it-IT</language>
	<sy:updatePeriod>hourly</sy:updatePeriod>
	<sy:updateFrequency>1</sy:updateFrequency>
	<generator>http://wordpress.org/?v=3.6</generator>
		<item>
		<title>Il Giro d&#8217;Italia? Vivetelo a Ragogna</title>
		<link>https://www.annapiuzzi.it/il-giro-ditalia-vivetelo-a-ragogna/</link>
		<comments>https://www.annapiuzzi.it/il-giro-ditalia-vivetelo-a-ragogna/#comments</comments>
		<pubDate>Thu, 17 May 2018 11:22:40 +0000</pubDate>
		<dc:creator>Anna</dc:creator>
				<category><![CDATA[Eventi]]></category>
		<category><![CDATA[Il mio Friuli]]></category>
		<category><![CDATA[territorio]]></category>
		<category><![CDATA[Wineplugged]]></category>
		<category><![CDATA[Giro d'Italia 2018]]></category>
		<category><![CDATA[Il muro di Ragogna]]></category>
		<category><![CDATA[Monte di Ragogna]]></category>
		<category><![CDATA[Muris in festa]]></category>
		<category><![CDATA[Ragogna]]></category>

		<guid isPermaLink="false">http://www.annapiuzzi.it/?p=1661</guid>
		<description><![CDATA[Ci sono luoghi che conosci da sempre, ma che a un certo punto ti entrano irrimediabilmente nel cuore. Uno di questi per me è Ragogna che...]]></description>
				<content:encoded><![CDATA[<p><em>Ci sono luoghi che conosci da sempre, ma che a un certo punto ti entrano irrimediabilmente nel cuore. Uno di questi per me è Ragogna che sabato 19 maggio sarà attraversata dal Giro d&#8217;Italia che si arrampicherà in cima al Monte. Ne ho scritto questa settimana su Vita Cattolica, non solo perché si tratta di uno dei tratti più avvincenti della corsa rosa o perché Ragogna è diventato uno dei miei luoghi del cuore, ma soprattutto perché da mesi c&#8217;è una comunità al lavoro per fare di questa occasione un&#8217;opportunità di promozione del proprio meraviglioso territorio. Dunque vi faccio qui copia/incolla del pezzo. Buona lettura e buon Giro&#8230; naturalmente a Ragogna. </em></p>
<p>&nbsp;</p>
<h2><span style="color: #ff6600;">A Ragogna tutta la comunità al lavoro </span><span style="color: #ff6600;">per fare del Giro un’occasione di crescita</span></h2>
<p>Solo sport e spettacolo? Decisamente no: il Giro d’Italia può essere molto altro e molto di più. Ad esempio? L’occasione, preziosa, per fare comunità. Va in questa direzione l’esperienza di Ragogna dove da mesi associazioni, volontari e amministrazione stanno lavorando alacremente insieme, animati dal desiderio di fare del passaggio della kermesse ciclistica rosa un’opportunità di promozione e valorizzazione del proprio territorio. Come noto, i corridori sabato 19 maggio – dopo essere partiti da San Vito al Tagliamento e aver transitato per il centro di San Daniele – punteranno dritti al Monte di Ragogna, andando al suo assalto dal versante di Muris che li metterà alla prova con 3 chilometri a dir poco impegnativi, anche con pendenze del 13%. Il programma prevede alle 11.15 il passaggio della carovana rosa in piazza IV novembre, quello del giro intorno alle 12.50.</p>
<p>Dunque, tutti mobilitati. Sin dall’inizio dell’anno, infatti, i gruppi di lavoro – dove ognuno ha messo a disposizione le proprie competenze – si sono incontrati a cadenza settimanale per l’organizzazione degli eventi collaterali, per la promozione e per la «vestizione» a festa (rigorosamente in rosa) di Ragogna <em>(nella foto qui sotto, un gruppo di volontarie</em>). Non solo. C’è anche chi si è occupato dello sfoltimento del bosco lungo la strada del monte per recuperare le vedute panoramiche mozzafiato.</p>
<p><a href="http://www.annapiuzzi.it/wp-content/uploads/2018/05/Ragogna_giro.jpeg"><img class="alignright size-full wp-image-1665" alt="Ragogna_giro" src="http://www.annapiuzzi.it/wp-content/uploads/2018/05/Ragogna_giro.jpeg" width="1024" height="768" /></a></p>
<h3><span style="color: #ff6600;"><strong>Promozione del territorio</strong> </span></h3>
<p>Ma è in particolare sulla promozione che si punta. «Non una promozione finalizzata solo all’evento in sé, ma di più lungo respiro – ha precisato il sindaco, Alma Concil –. Il passaggio del Giro d’Italia rappresenta una straordinaria vetrina, è stato predisposto del materiale divulgativo per raccontare le peculiarità di Ragogna in maniera nuova e accattivante. Coinvolti in questa ideazione anche i ragazzi del Centro di aggregazione giovanile (<em>che sabato 12 maggio si sono incontrati pure per realizzare gli striscioni, ndr</em>). A curare questo aspetto la nostra concittadina Diana Candusso, esperta proprio di promozione del territorio». E per l’occasione è stato realizzato un logo: Matteo Cardia – ragognese doc, esperto di comunicazione e tra i fondatori dell&#8217;agenzia <a href="https://www.buonobruttocreativo.it/" target="_blank">Il buono, il brutto e il creativo</a> – durante le riunioni ha raccolto spunti e idee poi trasformati dalla collega Marsha Zanet (ragognese di adozione) in segno grafico (<em>qui sotto</em>).</p>
<p><a href="http://www.annapiuzzi.it/wp-content/uploads/2018/05/muro_ragogna.png"><img class="alignright size-large wp-image-1666" alt="muro_ragogna" src="http://www.annapiuzzi.it/wp-content/uploads/2018/05/muro_ragogna-1024x468.png" width="635" height="290" /></a></p>
<p>Ma, dicevamo, promozione. Già perché i motivi per visitare la cittadina collinare sono numerosi: dal castello di San Pietro, fino al Museo della Grande Guerra, uno dei maggiori punti di riferimento regionali sul tema del Primo Conflitto Mondiale, che sabato 19 maggio resterà aperto in via straordinaria dalle 10 alle 18. E poi le specialità enogastronomiche. Nella frazione di Muris c’è una delle ultime latterie turnarie in regione (ne sono sopravvissute una quindicina) tenace esempio di cooperativismo di comunità che poche settimane fa ha inaugurato lo spaccio. Significativa è anche la produzione di prosciutto crudo e va segnalata la presenza di un frantoio. Ma, su tutto, l’incanto è rappresentato dall’aspetto naturalistico. Ci sono il lago di Ragogna, la località Tabine, sulle rive del Tagliamento, e chi da Muris sale sul monte può godere dello splendido paesaggio costituito dall’anfiteatro morenico, proprio dove il Tagliamento sembra aprirsi la strada a forza attraverso la stretta di Pinzano. E arrivare fin lassù – lo ha ricordato l’anima del Giro, Enzo Cainero – è anche un modo per rendere omaggio agli alpini: in cima al monte ci sono la chiesetta dedicata ai 24 mila caduti della Julia e il monumento che ricorda l’affondamento del Galilea. Non a caso l’associazione <a href="http://www.murisinfesta.it/" target="_blank">Muris in festa</a> – guidata dal presidente Alessandro De Monte – ha deciso di iniziare la giornata del Giro proprio con una cerimonia commemorativa, alle 9, al monumento. E in cima al monte c&#8217;è anche il monumento all’emigrante, dono di Mario Collavino che, proprio da Ragogna, è partito per far fortuna oltre Oceano, realizzando anche la Freedom Tower a New York. Nell’area della baita degli alpini, inoltre, sarà allestita un’area attrezzata con posti al coperto e fornitissimi chioschi con la proiezione in diretta della tappa su un maxischermo.</p>
<h3><span style="color: #ff6600;">Un ricco programma</span></h3>
<p>Dalle 9 alle 23, nel piazzale della chiesa, sempre sabato 19, lo stesso sodalizio aprirà la suggestiva «Enoteca sot il tôr» dove si potranno fare colazione e brunch con i prodotti della latteria sociale assieme a vini e prodotti del territorio. Seguiranno aperitivi, pranzi, spuntini e merende con intrattenimento musicale. Non solo. «Muris in festa» ha, infatti, organizzato per venerdì 18 maggio alle 19.30, in cima al monte, nell’area della Baita degli alpini, l’evento «Wineplugged in rosa», una degustazione guidata con l’abbinamento di 5 vini a 5 piatti del territorio, il tutto accompagnato da splendida musica (costo 30 euro, necessaria iscrizione a murisinfesta@gmail.com). <a href="https://www.facebook.com/events/250231855718212/" target="_blank">Qui il programma dettagliato delle iniziative</a>.<br />
<a href="http://www.annapiuzzi.it/wp-content/uploads/2018/05/programma_giro.jpeg"><img class="alignright size-full wp-image-1670" alt="programma_giro" src="http://www.annapiuzzi.it/wp-content/uploads/2018/05/programma_giro.jpeg" width="724" height="1024" /></a></p>
<p>&nbsp;</p>
<p><em>Pubblicato sull&#8217;edizione di mercoledì 16 maggio del settimanale diocesano «La Vita Cattolica».</em></p>
<p>&nbsp;</p>
]]></content:encoded>
			<wfw:commentRss>https://www.annapiuzzi.it/il-giro-ditalia-vivetelo-a-ragogna/feed/</wfw:commentRss>
		<slash:comments>0</slash:comments>
		</item>
		<item>
		<title>OrtoBorto, dove si coltivano sogni</title>
		<link>https://www.annapiuzzi.it/ortoborto-dove-si-coltivano-sogni/</link>
		<comments>https://www.annapiuzzi.it/ortoborto-dove-si-coltivano-sogni/#comments</comments>
		<pubDate>Sat, 05 May 2018 06:00:18 +0000</pubDate>
		<dc:creator>Anna</dc:creator>
				<category><![CDATA[Storie]]></category>
		<category><![CDATA[territorio]]></category>
		<category><![CDATA[agricoltura sociale]]></category>
		<category><![CDATA[inclusione sociale]]></category>
		<category><![CDATA[OrtoBorto]]></category>
		<category><![CDATA[Ragogna]]></category>
		<category><![CDATA[sostenibilità]]></category>

		<guid isPermaLink="false">http://www.annapiuzzi.it/?p=1636</guid>
		<description><![CDATA[Sabato mattina, l’ultimo di aprile, sole splendente, nel cuore di Ragogna, a San Giacomo. Queste le coordinate da cui partire per raccontare di un sogno che...]]></description>
				<content:encoded><![CDATA[<p>Sabato mattina, l’ultimo di aprile, sole splendente, nel cuore di Ragogna, a San Giacomo. Queste le coordinate da cui partire per raccontare di un sogno che diventa realtà, di un’idea che ai più sembrerà folle, ma che a me piace definire “visionaria” perché alimentata da chi crede con tenacia che il mondo si possa cambiare davvero, per renderlo migliore di com’è. Siamo a <a href="https://ortoborto.org/" target="_blank">OrtoBorto</a>, orto condiviso nato da pochissimi mesi, ma che raccoglie già oltre una quarantina di soci volontari. Sono le 9 e ad accoglierci ci sono <strong>Maria Teresa Bortoluzzi </strong><em>(nella foto in alto)</em>, mente e cuore del progetto, Pongo, il suo cane, un caffè caldo e un avvolgente profumo di dolci appena sfornati.</p>
<h4><span style="color: #ff6600;">Da Londra a Ragogna, il rientro</span></h4>
<p>Ma andiamo con ordine. Maria Teresa – classe 1973, in tasca una laurea in Storia all’Università di Trieste e, alle spalle, 5 anni a Milano e 12 a Londra, lavorando nel mondo dell’editoria – alla fine del 2016 rientra a Ragogna. «La ragione della mia scelta è semplicissima – spiega – dopo tanto tempo trascorso in città avevo voglia di campagna. La classica svolta dei 40 anni – aggiunge ridendo –. Sei anni fa poi, è mancato mio padre. Ho iniziato a rientrare più spesso e quando ero qui, sistemando le sue cose, pensavo alla bellezza di questi luoghi, a quando bene ci stavo. Quando sono rientrata c’era una cosa che avevo ben chiara in testa: non sarei tornata a lavorare chiusa in un ufficio». Così, dopo un primo periodo di pausa per riordinare le idee e fare un po’ di volontariato, anche per ritessere le relazioni con la comunità, inizia a lavorare per una cooperativa, come tutor di lavoratori di pubblica utilità impiegati nei comuni. «Un’esperienza bellissima – racconta – che mi ha permesso di conoscere, forse per la prima volta, il territorio, attraverso le persone, rendendo il mio rientro anche migliore di quanto mi aspettassi».</p>
<h4><span style="color: #ff6600;">L’idea dell’orto condiviso</span></h4>
<p>Ma OrtoBorto come nasce? «Ho iniziato da subito a lavorare l’orto – spiega – c’erano tutti gli attrezzi perché era anche la passione di mio padre. In un primo momento tutti ridevano di me, perché non pensavano che ne sarei stata capace, etichettandomi ironicamente come “cittadina”. Invece i risultati hanno cominciato ad arrivare. Poi, per tradizione familiare, casa nostra è sempre stata “aperta” e frequentata da molte persone, del paese e non solo. Così, pian piano, è maturata l’idea di coinvolgere amici e conoscenti e fare di questo spazio un orto condiviso, un luogo di socialità. Poi le cose si sono evolute in maniera naturale, insegnando come volontaria Caritas l’italiano ai richiedenti asilo, hanno iniziato a frequentare l’orto anche alcuni ragazzi pachistani, uno di loro Waiz, 24 anni, è diventato praticamente di famiglia, tanto che chiama mia madre “mamma”». Da qui dunque la decisione di dar vita a un’associazione di promozione sociale che ha come scopo l’inclusione attraverso l’orticoltura. In futuro si pensa al coinvolgimento anche del Centro di Salute mentale.</p>
<p>I soci che lavorano la terra possono poi portare a casa i frutti delle proprie fatiche, quelli che invece non simpatizzano con vanga e piantine possono farlo a fronte di una piccola offerta che servirà poi ad acquistare sementi e tutto il necessario.</p>
<h4><span style="color: #ff6600;">Da Maria a Marco, i volti di OrtoBorto</span></h4>
<p>Ma chi sono i soci? C’è la signora <strong>Maria</strong> che ha 80 anni e non manca l’appuntamento a OrtoBorto pur avendo a casa un orto enorme. Ha dalla sua l’esperienza, ma, apertissima alle novità, le piace leggere di orticoltura su internet perché, spiega, «non si smette mai di imparare cose nuove». Mentre chiacchieriamo il signor <strong>Giorgio</strong> accende il motocoltivatore e si dà da fare per lavorare un terreno, quando finisce mi racconta che lui non ha mai coltivato niente, ma che viene qui perché è un modo per rilassarsi. Arriva pure <strong>Lucilla</strong>, di Forgaria nel Friuli, ha portato le talee di alcune aromatiche, menta e passiflora, qui, infatti, si condividono anche le piantine. <strong>Valter</strong> invece è l’esperto di falcetti, non mi guarda di buon occhio, in mano ho una macchina fotografica, sono poco utile alla causa dell’orto. Verso le 10 arriva <strong>Marco</strong>, udinese, ha 24 anni ed è appena rientrato dagli Stati Uniti. Sta cercando lavoro, nel mentre, avendo sentito parlare da alcuni amici di OrtoBorto, viene qui ogni pomeriggio a dare una mano. Ha un sorriso contagioso. «Scrivi – mi sollecita – che i giovani dovrebbero venire qui, non restare a casa nell’attesa che arrivi il lavoro». Come dargli torto?</p>
<h4><span style="color: #ff6600;">Progetti per il futuro</span></h4>
<p>Non servirebbe quasi dirlo, ma a OrtoBorto si fa agricoltura biologica. L’idea è quella di alimentare una coscienza all’insegna della sostenibilità.</p>
<p>Numerosi anche i progetti per il futuro. C’è, ad esempio, l’intenzione di adibire due campi alla coltivazione di grani antichi, ci sono già contatti con la filiera del <a href="https://www.facebook.com/pattofarinafriuliorientale/" target="_blank">Patto della farina</a>. Non solo. A giugno si darà vita ad alcune iniziative contro lo spreco alimentare e, sempre con l’estate, prenderanno il via alcuni laboratori per bambini.</p>
<h4><strong><span style="color: #ff6600;">Insieme attorno a un dolce</span></strong></h4>
<p>Si resta incantati ad ascoltare e guardare questa piccola ed eterogenea comunità di coltivatori armati di buona volontà e una significativa dose di ideali. È tempo di una pausa, arriva Nella, la mamma di Maria Teresa, il profumo che mi ha investito al mio arrivo era quello di una torta deliziosa che condividiamo sotto la tettoia. Alle pareti gli attrezzi, un cartellone con le attività in calendario, mese per mese, e delle piccole lanterne festose. Finiti i lavori si pranzerà tutti assieme.</p>
<p>Per chi volesse partecipare all’iniziativa <strong>OrtoBorto è aperto ogni sabato mattina dalle 9</strong>, invece per restare sempre informati sulle attività si può consultare il sito internet (www.ortoborto.org) e la pagina Facebook.  <strong></strong></p>

<a class="thumbnail" href='https://www.annapiuzzi.it/ortoborto-dove-si-coltivano-sogni/79b6a146966/' title='79b6a146966'><img width="1600" height="1069" src="http://www.annapiuzzi.it/wp-content/uploads/2018/05/79b6a146966.jpg" class="attachment-post-boxed" alt="Maria Teresa (foto FloZum)." /></a>
<a class="thumbnail" href='https://www.annapiuzzi.it/ortoborto-dove-si-coltivano-sogni/ortoborto_attrezzi/' title='ortoborto_attrezzi'><img width="1203" height="917" src="http://www.annapiuzzi.it/wp-content/uploads/2018/05/ortoborto_attrezzi.jpg" class="attachment-post-boxed" alt="Attrezzi." /></a>
<a class="thumbnail" href='https://www.annapiuzzi.it/ortoborto-dove-si-coltivano-sogni/ortoborto_calendario/' title='ortoborto_calendario'><img width="1105" height="886" src="http://www.annapiuzzi.it/wp-content/uploads/2018/05/ortoborto_calendario.jpg" class="attachment-post-boxed" alt="I lavori in calendario." /></a>
<a class="thumbnail" href='https://www.annapiuzzi.it/ortoborto-dove-si-coltivano-sogni/ortoborto_motocoltivatore/' title='ortoborto_motocoltivatore'><img width="1311" height="933" src="http://www.annapiuzzi.it/wp-content/uploads/2018/05/ortoborto_motocoltivatore.jpg" class="attachment-post-boxed" alt="Maria Teresa e Giorgio." /></a>
<a class="thumbnail" href='https://www.annapiuzzi.it/ortoborto-dove-si-coltivano-sogni/ortoborto_giorgio/' title='ortoborto_giorgio'><img width="1396" height="929" src="http://www.annapiuzzi.it/wp-content/uploads/2018/05/ortoborto_giorgio.jpg" class="attachment-post-boxed" alt="Giorgio al lavoro." /></a>
<a class="thumbnail" href='https://www.annapiuzzi.it/ortoborto-dove-si-coltivano-sogni/ortoborto_liliana/' title='ortoborto_liliana'><img width="1242" height="929" src="http://www.annapiuzzi.it/wp-content/uploads/2018/05/ortoborto_liliana.jpg" class="attachment-post-boxed" alt="Lucilla e le talee." /></a>
<a class="thumbnail" href='https://www.annapiuzzi.it/ortoborto-dove-si-coltivano-sogni/ortoborto_piselli/' title='ortoborto_piselli'><img width="1242" height="927" src="http://www.annapiuzzi.it/wp-content/uploads/2018/05/ortoborto_piselli.jpg" class="attachment-post-boxed" alt="Maria Teresa." /></a>
<a class="thumbnail" href='https://www.annapiuzzi.it/ortoborto-dove-si-coltivano-sogni/ortoborto_valter/' title='ortoborto_valter'><img width="1301" height="930" src="http://www.annapiuzzi.it/wp-content/uploads/2018/05/ortoborto_valter.jpg" class="attachment-post-boxed" alt="Maria Teresa e Valter." /></a>
<a class="thumbnail" href='https://www.annapiuzzi.it/ortoborto-dove-si-coltivano-sogni/ortoborto_marco/' title='ortoborto_marco'><img width="1245" height="930" src="http://www.annapiuzzi.it/wp-content/uploads/2018/05/ortoborto_marco.jpg" class="attachment-post-boxed" alt="Marco." /></a>
<a class="thumbnail" href='https://www.annapiuzzi.it/ortoborto-dove-si-coltivano-sogni/orto_borto/' title='orto_borto'><img width="935" height="922" src="http://www.annapiuzzi.it/wp-content/uploads/2018/05/orto_borto.jpg" class="attachment-post-boxed" alt="OrtoBorto." /></a>

<p>(Articolo pubblicato sul settimanale diocesano «La Vita Cattolica», edizione di giovedì 2 maggio 2018, <a href="http://www.annapiuzzi.it/wp-content/uploads/2018/05/VC0305-011-D5.pdf" target="_blank">qui il pdf della pagina</a>, la foto che apre il pezzo è di <a href="https://www.facebook.com/floleggere" target="_blank">Flo Zum</a>).</p>
]]></content:encoded>
			<wfw:commentRss>https://www.annapiuzzi.it/ortoborto-dove-si-coltivano-sogni/feed/</wfw:commentRss>
		<slash:comments>2</slash:comments>
		</item>
	</channel>
</rss>
