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	<title>Anna Piuzzi &#187; Eventi</title>
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		<title>A Tarcento nasce Casa Langer, spazio dove reimmaginare il futuro</title>
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		<pubDate>Fri, 08 Sep 2023 11:30:11 +0000</pubDate>
		<dc:creator>Anna</dc:creator>
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				<content:encoded><![CDATA[<p>È una luce bellissima quella che si è accesa alle porte dell’Alta Val Torre. Ha la forma di una casa e porta il nome di un sognatore. Soprattutto, è un’idea che cammina sulle gambe di tre giovani che, come lui, sono meravigliosamente visionari. Ma andiamo con ordine. Siamo a Tarcento dove i tre giovani in questione hanno dato vita a <a href="https://www.instagram.com/casalanger/" target="_blank">Casa Alexander Langer</a>, un centro culturale (anche se definirlo così è riduttivo) che sarà inaugurato sabato 9 e domenica 10 settembre con una “due giorni” fitta di iniziative.</p>
<p>Loro – tutti under 30 – sono <a href="https://www.instagram.com/paolostradaioli/" target="_blank"><strong>Paolo Stradaioli</strong></a>, <a href="https://www.instagram.com/s.ghein/" target="_blank"><strong>Giulia Guanella</strong></a> e <a href="https://www.instagram.com/camilla_tuccillo/" target="_blank"><strong>Camilla Tuccillo</strong></a>. Stradaioli, originario di Perugia, vive a Torino, dove ha frequentato la Scuola Holden ed è dunque la “penna” del gruppo. Guanella vive invece in provincia di Como, è progettista di spazi culturali, sta per laurearsi in Antropologia culturale e si occupa della parte grafica e artistica del progetto.</p>
<p>Infine, anima dell’iniziativa, c’è Camilla Tuccillo (<em>nella foto</em>) che lavora nell’ambito della Strategia nazionale per le aree interne (Snai) in Friuli Venezia Giulia. Laziale, Camilla dopo Torino (dove ha studiato biologia) e Trieste (dove ha studiato comunicazione della scienza) ha scelto Lusevera per realizzare il grande desiderio di vivere in montagna. A influenzarla è stato l’incontro con Alexander Langer. Tra le pagine dell’ambientalista e pacifista trentino, si è infatti ritrovata nella visione del mondo di una persona che non c’è più, ma che aveva saputo guardare lontano, indicando ben prima di altri, la strada del dialogo dei popoli, dell’attenzione per i margini e della cura dell’ambiente. Ora a Lusevera è dentro quella visione, sperimenta il margine, il confine, l’incontro.</p>
<p><a href="http://www.annapiuzzi.it/wp-content/uploads/2023/09/camilla.jpg"><img class="alignright size-full wp-image-2201" alt="camilla" src="http://www.annapiuzzi.it/wp-content/uploads/2023/09/camilla.jpg" width="868" height="900" /></a></p>
<h5><strong><span style="color: #ff6600;">Reimmaginare i luoghi</span></strong></h5>
<p>«Casa Langer – spiegano – nasce dall’idea e dalla volontà di tre persone con storie personali e professionali differenti che si sono incontrate quasi per caso tra le montagne del Friuli e grazie al sostegno della Fondazione Pietro Pittini. È un luogo fisico, ha pareti e finestre, affaccia su una strada. A questo luogo corrispondono una via e un numero civico, un preciso paese e una complessa area geografica: via Dante Alighieri numero 7, Tarcento, alle porte dell’Alta Val Torre. Tale scelta risponde all’esigenza di reimmaginare i luoghi che abitiamo. Negli ultimi anni, infatti, capita spesso che le persone – e in particolare i giovani – scelgano la città come luogo per fiorire. Casa Alexander Langer vuole contribuire a invertire questa narrazione dimostrando la potenza culturale e di immaginazione che può nascere da una comunità radicata nel territorio. “Avanguardia” è un’altra parola che abbiamo scelto per descrivere questa Casa. Avanguardia come pagina bianca, dove anche una sola lettera è visibile, dove poter scarabocchiare la propria volontà di esprimersi e al tempo stesso ascoltare le vocazioni del territorio e delle persone che lo conoscono e lo vivono». «Alexander Langer – proseguono – ha vissuto da “ponte” e noi vogliamo imparare a fare lo stesso: mediatori, costruttori di ponti, saltatori di muri, esploratori di frontiera. Collocarci consapevolmente ai confini e coltivare in tutti i modi la conoscenza, il dialogo, la cooperazione».</p>
<p>Tante le attività (molte già in calendario) che verranno proposte durante tutto l’anno: «Come detto, vogliamo rivolgerci in particolare ai tanti giovani presenti sul territorio in cerca di uno spazio di cultura permanente, ma anche a bambini e bambine che potranno sprigionare creatività e immaginazione in un luogo che un giorno sarà loro».</p>
<h5><strong><span style="color: #ff6600;">Il programma dell’inaugurazione e non solo</span></strong></h5>
<p><strong>Sabato 9 settembre</strong> l’apertura di «Casa Langer» è prevista alle 15 con l’inaugurazione della mostra «Animali bellissimi» con l’esposizione (fino al 24 settembre) delle tavole originali dell’omonimo libro scritto e illustrato da Daniela Pareschi e edito da ilBarbagianni. Un avvio, dunque, all’insegna della diversità, dell’unicità e dei nuovi punti di vista. Alle 16.30 sarà illustrato il progetto, seguirà un aperitivo. Domenica alle 10.30 laboratorio per bambini con Daniela Pareschi e per adulti (Disegnare un fiume) con l’illustratrice Caterina Di Paolo. Nel pomeriggio, dalle 15 alle 20, nuovo appuntamento di Peçots Party, l’ormai famoso appuntamento per lo scambio dei vestiti. Alle 18 musica di Francesco Imbriaco.</p>
<p>In calendario c’è anche un laboratorio che sarà replicato tre volte: i primi due appuntamenti (16 e 17 settembre) sono dedicati a bambini e bambine dai 6 ai 10 anni, mentre il terzo (24 settembre) per persone più adulte. Quest’ultimo incontro coinciderà con l’ultimo giorno di esposizione della mostra e rappresenterà un’ottima occasione per dialogare sui temi che si nascondono e allo stesso tempo emergono tra le opere esposte.<br />
<a href="https://sites.google.com/view/casalanger/home" target="_blank">Qui tutto il sito internet di Casa Langer.</a></p>
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		<title>Tra le pieghe amare della storia</title>
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		<pubDate>Tue, 22 Oct 2019 16:12:43 +0000</pubDate>
		<dc:creator>Anna</dc:creator>
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		<description><![CDATA[Che la Biblioteca civica di Treppo Grande mi abbia ormai adottata per la rassegna mensile di incontri con l’autore, è cosa nota. Giovedì 24 ottobre, alle...]]></description>
				<content:encoded><![CDATA[<p>Che la <a href="https://www.facebook.com/BIBLIOTECA-COMUNALE-DI-TREPPO-GRANDE-205052076233180/" target="_blank">Biblioteca civica di Treppo Grande</a> mi abbia ormai adottata per la rassegna mensile di incontri con l’autore, è cosa nota. Giovedì 24 ottobre, alle 20.30, avrò quindi il piacere di dialogare con <strong>Antonella Sbuelz</strong>, parleremo del suo bellissimo «La ragazza di Chagall». Naturalmente vi aspetto, intanto, qui di seguito trovate la recensione/intervista, <a href="http://audio.radiospazio103.it/audio/Libriallaradio02112018.mp3" target="_blank">a questo link</a>, invece c’è la puntata di Libri alla radio dedicata ad Antonella.</p>
<p>«<em>Solo pochi rimanevano in disparte, solo pochi non erano in tripudio. Quel  giorno io ero tra quei pochi. Ma il prezzo che ho pagato è troppo alto perché possa sentirmene orgogliosa</em>». Parole amare quelle di Luisa nello scrivere alla figlia Amalia, da un&#8217;isola di confino del Sud Italia. La piazza di cui racconta è quella di Trieste, il 18 settembre del 1938, quando Mussolini aizzò la folla annunciando le leggi razziali che avrebbero scatenato, di lì a poco, la caccia agli ebrei. Quel momento è il cuore pulsante dell&#8217;ultimo splendido libro di Antonella Sbuelz, «La ragazza di Chagall» (<a href="https://forumeditrice.it/" target="_blank">Forum editrice</a>), ed è lì che una scrittura capace e densa di emozione ci inchioda, come se – accanto a Luisa –, impietriti, ci fossimo anche noi. È in quell&#8217;istante che la storia attraversa e sconvolge le vite dei protagonisti del libro, vite che si intrecciano e che non saranno più le stesse. Diversi i piani temporali che però sembrano tutti raccogliersi e convergere nei sette giorni di navigazione della nave Saturnia: Amalia, infatti, contro la sua volontà, assieme a suo padre Alfio e a Folco e Tilde (che incontra sulla nave), sta fuggendo dall&#8217;Italia per trovare riparo a Buenos Aires.</p>
<p>«Grazie a questo intreccio di vite – spiega Antonella Sbuelz –, volevo ripercorrere il momento di vergogna delle leggi razziali che ha segnato le comunità ebraiche, ma anche tante persone ai margini. Mi interessava quella “zona grigia” di chi non ha subito il dramma della deportazione nei campi di sterminio, ma che si è trovato sul crinale, tra i sommersi e i salvati. Persone che come Alfio, figlio di una coppia mista, non sono finite in un lager, ma la cui vita non è più stata la stessa».</p>
<p>Un momento che per molti ha significato consapevolezza di sé e delle proprie origini, una su tutti Lea, la nonna di Amalia. «Questa donna appartenente alla comunità ebraica triestina – prosegue Sbuelz –, mentre molti sono comprensibilmente affannati a mimetizzarsi, a cercare una via di fuga,  proclama orgogliosamente “io ci sono e sono ebrea” e riscopre così le proprie radici, trasmettendole con tenerezza alla nipote». E allo stesso modo Luisa, che non resterà a guardare, che non rinuncerà, per paura, alla propria autonomia di pensiero.</p>
<p>«La ragazza di Chagall» rivolge lo sguardo al passato spingendoci a prestare attenzione al presente. «Mi ha sempre colpito, nel vedere quanto spazio, giustamente, è dedicato nei libri di storia all&#8217;universo concentrazionario nazista – racconta l&#8217;autrice che è insegnante di Lettere –, quanto, allo stesso tempo e al contrario, le leggi razziali siano solo sussurrate, come se ancora non ci avessimo fatto i conti fino in fondo. Dobbiamo invece ricordare che già nell&#8217;autunno del &#8217;38, prima ancora che nel mondo tedesco, i bambini ebrei in Italia venivano cacciati dalle scuole. Questo si lega in maniera potente con la nostra realtà di oggi. La comunità ebraica triestina nel 1738 si era liberata dall&#8217;obbligo infamante di portare segni distintivi, duecento anni dopo, dalla piazza di Trieste prendeva avvio l&#8217;abominio delle leggi razziali. Tornando al presente, questo ci insegna che la democrazia non può essere mai data per scontata, dovremmo rileggere con attenzione quelle pagine cupe del nostro passato».</p>
<p><em>Pubblicato sull’edizione di mercoledì 14 novembre 2018 del settimanale diocesano «La Vita Cattolica».</em></p>
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		<title>Al Balducci declinata in senso umano la &#8220;sicurezza&#8221;. Intervista con Tito Boeri</title>
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		<pubDate>Sat, 05 Oct 2019 04:00:16 +0000</pubDate>
		<dc:creator>Anna</dc:creator>
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		<description><![CDATA[Sicurezza. È la parola oggi sulla bocca di tutti, in primo luogo della politica. Ma con quale declinazione? E con quali effetti sulla società? Scavare nella...]]></description>
				<content:encoded><![CDATA[<p>Sicurezza. È la parola oggi sulla bocca di tutti, in primo luogo della politica. Ma con quale declinazione? E con quali effetti sulla società? Scavare nella sua dimensione umana, guardare ad essa come a un «prendersi cura» dell’altro, perseguendo quella giustizia sociale che alimenta armonia e pace sociale – anziché rancore e sospetto – è stato l’impegno al cuore della “quattro giorni” dell’annuale convegno del Centro Balducci di Zugliano. Un appuntamento come sempre frequentatissimo, capace di coniugare locale e globale, ad esempio mettendo in dialogo sulla questione ambientale i ragazzi del Friday for future con attiviste provenienti da Afghanistan e Bolivia. E proprio nella mattinata dello sciopero globale per il clima &#8211; venerdì 27 settembre &#8211; si sono dati appuntamento al Balducci oltre 400 studenti che hanno ascoltato l’intervento dell’economista <strong>Tito Boeri</strong>, ex presidente dell’Inps (<em>nella foto insieme a Pierluigi Di Piazza, fondatore del Centro Balducci, photocredits Vincenzo Cesarano)</em>. Perché «sicurezza» deve voler dire anche (e necessariamente) guardare al lavoro dei giovani che è garanzia per il futuro della società tutta.<br />
<strong>Boeri, lei oggi ha incalzato i ragazzi dicendo loro «fatevi tante domande e non fermatevi alla prima risposta», sottolineando a più riprese l’importanza dell’istruzione tanto in termini occupazionali quanto in termini di libertà.</strong><br />
«Penso che l’istruzione, oggi più che mai, sia fondamentale per districarsi dal bombardamento di notizie cui siamo soggetti quotidianamente. Curiosità e istruzione è il binomio che ci deve accompagnare, anche navigando su internet, per capire come muoverci. In una società competitiva e veloce come la nostra poi è chiaro che i ragazzi devono pensare alla solidità della propria formazione».<br />
<strong>Parlando di lavoro, ha toccato il nervo scoperto di quello che lei ha chiamato «l’equivoco di quota cento».</strong><br />
«Si tende a descrivere il mercato del lavoro come se avesse un numero fisso di posti, proprio come un autobus pieno all’ora di punta, per cui per far salire le persone, altre devono scendere. Così non è, ci sono dei periodi in cui ci sono più posti di lavoro per tutti e altri in cui ce ne sono meno. Le imprese che stanno riducendo personale sono realtà che non possono assumere. Altre, al contrario stanno assumendo anche senza che ci sia del personale in uscita. Questa complessità non può essere affrontata con l’idea che mandando in pensione prima delle persone si crei sistematicamente un posto di lavoro per giovani. La realtà dimostra esattamente il contrario. Meglio sarebbe alleggerire il costo del lavoro».<br />
<strong>In che termini?</strong><br />
«Mandando le persone in pensione prima si aggrava il cuneo fiscale e quindi si rende più difficile per i giovani trovare un impiego. Del resto se noi guardiamo a quel che succede negli altri Paesi, ci rendiamo conto che quelli dove il tasso di disoccupazione giovanile è più alto sono proprio quelli dove si va in pensione prima, un dato che dimostra in maniera eloquente come la teoria del numero fisso dei posti di lavoro sia decisamente sbagliata e fuorviante».<br />
<strong>Questione immigrazione.</strong><br />
«L’immigrazione è senza ombra di dubbio una questione che va gestita, non subita come invece ha fatto l’Italia in tutti questi anni. Ma va depurata da pericolosi luoghi comuni, ad esempio per quel che riguarda il lavoro. Detto questo, bisogna poi capire che c’è un’altra dimensione della questione che noi non abbiamo minimamente affrontato: quella dell’emigrazione, ad oggi il problema più serio per il nostro Paese. Ogni anno perdiamo circa 150 mila giovani altamente istruiti che vanno all’estero per cercare fortuna. Questo è un costo che non possiamo più permetterci».<br />
<strong>Ha richiamato i giovani a nutrire una «consapevolezza collettiva».</strong><br />
«Credo che la nostra generazione si sia posta questo problema troppo poco. Ci sono delle risorse comuni che vanno gestite insieme. Da esse, infatti, deriva il benessere di noi tutti, non possiamo continuare a scaricare il loro costo sugli altri, ignorando ad esempio i problemi dell’ambiente, del clima, ma più banalmente nemmeno quelli del verde pubblico. Il modo migliore per farcene carico è concepirsi come parte di una comunità che assume livelli diversi di responsabilità a seconda delle decisioni che prende. Nel caso dei ragazzi può essere la classe, la scuola o la comunità locale, fino alla dimensione nazionale, europea e globale. L’importante è rendersi conto che identificarsi in una di queste comunità non deve essere in conflitto con l’identificarsi anche nelle altre».</p>
<p>Pubblicato sull&#8217;edizione del 2 ottobre 2019 del settimanale diocesano «La Vita Cattolica</p>
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		<title>Il Giro d&#8217;Italia? Vivetelo a Ragogna</title>
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		<pubDate>Thu, 17 May 2018 11:22:40 +0000</pubDate>
		<dc:creator>Anna</dc:creator>
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		<description><![CDATA[Ci sono luoghi che conosci da sempre, ma che a un certo punto ti entrano irrimediabilmente nel cuore. Uno di questi per me è Ragogna che...]]></description>
				<content:encoded><![CDATA[<p><em>Ci sono luoghi che conosci da sempre, ma che a un certo punto ti entrano irrimediabilmente nel cuore. Uno di questi per me è Ragogna che sabato 19 maggio sarà attraversata dal Giro d&#8217;Italia che si arrampicherà in cima al Monte. Ne ho scritto questa settimana su Vita Cattolica, non solo perché si tratta di uno dei tratti più avvincenti della corsa rosa o perché Ragogna è diventato uno dei miei luoghi del cuore, ma soprattutto perché da mesi c&#8217;è una comunità al lavoro per fare di questa occasione un&#8217;opportunità di promozione del proprio meraviglioso territorio. Dunque vi faccio qui copia/incolla del pezzo. Buona lettura e buon Giro&#8230; naturalmente a Ragogna. </em></p>
<p>&nbsp;</p>
<h2><span style="color: #ff6600;">A Ragogna tutta la comunità al lavoro </span><span style="color: #ff6600;">per fare del Giro un’occasione di crescita</span></h2>
<p>Solo sport e spettacolo? Decisamente no: il Giro d’Italia può essere molto altro e molto di più. Ad esempio? L’occasione, preziosa, per fare comunità. Va in questa direzione l’esperienza di Ragogna dove da mesi associazioni, volontari e amministrazione stanno lavorando alacremente insieme, animati dal desiderio di fare del passaggio della kermesse ciclistica rosa un’opportunità di promozione e valorizzazione del proprio territorio. Come noto, i corridori sabato 19 maggio – dopo essere partiti da San Vito al Tagliamento e aver transitato per il centro di San Daniele – punteranno dritti al Monte di Ragogna, andando al suo assalto dal versante di Muris che li metterà alla prova con 3 chilometri a dir poco impegnativi, anche con pendenze del 13%. Il programma prevede alle 11.15 il passaggio della carovana rosa in piazza IV novembre, quello del giro intorno alle 12.50.</p>
<p>Dunque, tutti mobilitati. Sin dall’inizio dell’anno, infatti, i gruppi di lavoro – dove ognuno ha messo a disposizione le proprie competenze – si sono incontrati a cadenza settimanale per l’organizzazione degli eventi collaterali, per la promozione e per la «vestizione» a festa (rigorosamente in rosa) di Ragogna <em>(nella foto qui sotto, un gruppo di volontarie</em>). Non solo. C’è anche chi si è occupato dello sfoltimento del bosco lungo la strada del monte per recuperare le vedute panoramiche mozzafiato.</p>
<p><a href="http://www.annapiuzzi.it/wp-content/uploads/2018/05/Ragogna_giro.jpeg"><img class="alignright size-full wp-image-1665" alt="Ragogna_giro" src="http://www.annapiuzzi.it/wp-content/uploads/2018/05/Ragogna_giro.jpeg" width="1024" height="768" /></a></p>
<h3><span style="color: #ff6600;"><strong>Promozione del territorio</strong> </span></h3>
<p>Ma è in particolare sulla promozione che si punta. «Non una promozione finalizzata solo all’evento in sé, ma di più lungo respiro – ha precisato il sindaco, Alma Concil –. Il passaggio del Giro d’Italia rappresenta una straordinaria vetrina, è stato predisposto del materiale divulgativo per raccontare le peculiarità di Ragogna in maniera nuova e accattivante. Coinvolti in questa ideazione anche i ragazzi del Centro di aggregazione giovanile (<em>che sabato 12 maggio si sono incontrati pure per realizzare gli striscioni, ndr</em>). A curare questo aspetto la nostra concittadina Diana Candusso, esperta proprio di promozione del territorio». E per l’occasione è stato realizzato un logo: Matteo Cardia – ragognese doc, esperto di comunicazione e tra i fondatori dell&#8217;agenzia <a href="https://www.buonobruttocreativo.it/" target="_blank">Il buono, il brutto e il creativo</a> – durante le riunioni ha raccolto spunti e idee poi trasformati dalla collega Marsha Zanet (ragognese di adozione) in segno grafico (<em>qui sotto</em>).</p>
<p><a href="http://www.annapiuzzi.it/wp-content/uploads/2018/05/muro_ragogna.png"><img class="alignright size-large wp-image-1666" alt="muro_ragogna" src="http://www.annapiuzzi.it/wp-content/uploads/2018/05/muro_ragogna-1024x468.png" width="635" height="290" /></a></p>
<p>Ma, dicevamo, promozione. Già perché i motivi per visitare la cittadina collinare sono numerosi: dal castello di San Pietro, fino al Museo della Grande Guerra, uno dei maggiori punti di riferimento regionali sul tema del Primo Conflitto Mondiale, che sabato 19 maggio resterà aperto in via straordinaria dalle 10 alle 18. E poi le specialità enogastronomiche. Nella frazione di Muris c’è una delle ultime latterie turnarie in regione (ne sono sopravvissute una quindicina) tenace esempio di cooperativismo di comunità che poche settimane fa ha inaugurato lo spaccio. Significativa è anche la produzione di prosciutto crudo e va segnalata la presenza di un frantoio. Ma, su tutto, l’incanto è rappresentato dall’aspetto naturalistico. Ci sono il lago di Ragogna, la località Tabine, sulle rive del Tagliamento, e chi da Muris sale sul monte può godere dello splendido paesaggio costituito dall’anfiteatro morenico, proprio dove il Tagliamento sembra aprirsi la strada a forza attraverso la stretta di Pinzano. E arrivare fin lassù – lo ha ricordato l’anima del Giro, Enzo Cainero – è anche un modo per rendere omaggio agli alpini: in cima al monte ci sono la chiesetta dedicata ai 24 mila caduti della Julia e il monumento che ricorda l’affondamento del Galilea. Non a caso l’associazione <a href="http://www.murisinfesta.it/" target="_blank">Muris in festa</a> – guidata dal presidente Alessandro De Monte – ha deciso di iniziare la giornata del Giro proprio con una cerimonia commemorativa, alle 9, al monumento. E in cima al monte c&#8217;è anche il monumento all’emigrante, dono di Mario Collavino che, proprio da Ragogna, è partito per far fortuna oltre Oceano, realizzando anche la Freedom Tower a New York. Nell’area della baita degli alpini, inoltre, sarà allestita un’area attrezzata con posti al coperto e fornitissimi chioschi con la proiezione in diretta della tappa su un maxischermo.</p>
<h3><span style="color: #ff6600;">Un ricco programma</span></h3>
<p>Dalle 9 alle 23, nel piazzale della chiesa, sempre sabato 19, lo stesso sodalizio aprirà la suggestiva «Enoteca sot il tôr» dove si potranno fare colazione e brunch con i prodotti della latteria sociale assieme a vini e prodotti del territorio. Seguiranno aperitivi, pranzi, spuntini e merende con intrattenimento musicale. Non solo. «Muris in festa» ha, infatti, organizzato per venerdì 18 maggio alle 19.30, in cima al monte, nell’area della Baita degli alpini, l’evento «Wineplugged in rosa», una degustazione guidata con l’abbinamento di 5 vini a 5 piatti del territorio, il tutto accompagnato da splendida musica (costo 30 euro, necessaria iscrizione a murisinfesta@gmail.com). <a href="https://www.facebook.com/events/250231855718212/" target="_blank">Qui il programma dettagliato delle iniziative</a>.<br />
<a href="http://www.annapiuzzi.it/wp-content/uploads/2018/05/programma_giro.jpeg"><img class="alignright size-full wp-image-1670" alt="programma_giro" src="http://www.annapiuzzi.it/wp-content/uploads/2018/05/programma_giro.jpeg" width="724" height="1024" /></a></p>
<p>&nbsp;</p>
<p><em>Pubblicato sull&#8217;edizione di mercoledì 16 maggio del settimanale diocesano «La Vita Cattolica».</em></p>
<p>&nbsp;</p>
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		<title>Vino, cibo e musica: il mio primo «Wineplugged»&#8230; a Preone</title>
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		<pubDate>Wed, 30 Dec 2015 15:00:00 +0000</pubDate>
		<dc:creator>Anna</dc:creator>
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				<content:encoded><![CDATA[<p style="text-align: justify;">Ci sono due cose che, in questo mio rocambolesco periodo, amo più di tutte le altre: il Friuli e le persone appassionate. E lunedì 28 dicembre, scampolo di questo 2015, ormai al capolinea, mi sono goduta entrambe. In una serata speciale il nostro territorio è stato narrato con amore — attraverso le eccellenze enogastronomiche targate Fvg —, da <strong>Diana Candusso</strong>, dall’enologo <strong>Stefano Trinco</strong> e dallo chef <strong>Manuel Marchetti</strong>. Ebbene sì: finalmente sono riuscita a partecipare a uno degli appuntamenti di <em><strong>Wineplugged</strong></em>, l’ormai consolidato ed intelligente format di degustazione guidata — ideato nell’ambito del <a href="http://www.promajano.it" target="_blank">Festival di Majano</a> dal terzetto delle meraviglie di cui sopra — che intreccia vino, cibo e musica.</p>
<p style="text-align: justify;">Certo, Preone non è dietro l’angolo, ma che abbiamo fatto bene a decidere di salire fin quassù ce lo dice anche la nebbia che, d’un tratto, poco dopo Venzone, gentilmente abbandona la scena alzando il sipario su un cielo stellato da urlo. Ci accoglie così la Carnia: con le sue vallate disseminate di lucine di Natale e una coltre di stelle.</p>
<p style="text-align: justify;">Breve nota turistica. Arrivati a Preone, saliamo, per dare un’occhiata al paese, fino alla seicentesca chiesa di San Giorgio che, mi dicono, oltre agli affreschi del Taddio, conserva anche una pregevole Crocifissione di Palma il giovane. La vista da qui — ora inghiottita dal buio — deve essere davvero bella. Mi riprometto di farci nuovamente tappa alla prima assolata occasione. Torniamo quindi sui nostri passi e con le dettagliate indicazioni di Diana arriviamo fino al Municipio. Parcheggiamo e, passando davanti alla <em><a href="http://www.locandavittoria.it" target="_blank">Locanda Vittoria</a></em> (vivamente consigliata), ci dirigiamo verso <em><a href="http://www.preone.org/palazzo_lupieri.aspx" target="_blank">Palazzo Lupieri</a></em>. Ci troviamo così davanti un bell’edificio settecentesco — esempio di architettura tradizionale carnica —, che ospita la sede del museo naturalistico (con i suoi <a href="http://paleoitalia.org/places/11/valle-del-rio-seazza/" target="_blank">fossili scoperti nella valle del Rio Seazza</a>) e che, per stasera, accoglierà anche noi e <em>Wineplugged</em>. Curiosità: nelle sue stanze sono state girate alcune scene del bellissimo film <em><a href="http://www.mymovies.it/film/2006/laragazzadellago/" target="_blank">La ragazza del lago</a></em> (consigliato anche questo).</p>
<p style="text-align: justify;">A darci il benvenuto — oltre ai nostri eroi e a <strong>Mayla Pellizari</strong> anima dell’evento — una sala accogliente con i tavoli vestiti di rosso e curati nei minimi dettagli: dal segnaposto al programma della serata, per non parlare delle tovagliette incorniciate dai bicchieri e accompagnate da una poesia di Alessandro Piputto. Non basta, essendo l’iniziativa organizzata dalla locale Pro Loco, tra le nostre mani arriva anche <em><strong>«Preone: il paesaggio come storia»</strong></em>, un libricino turistico, davvero ben fatto, per saperne di più su questo territorio.</p>
<p style="text-align: justify;">Intanto la sala pian piano si riempie e si anima. Quando ci siamo tutti, fatti i saluti di rito, la degustazione prende il via. Da qui in poi io resto incantata, letteralmente travolta da un susseguirsi di odori, sapori e profumi. Prendiamo le mosse da “una bollicina”, un Brut metodo classico <a href="http://www.vignetipittaro.com/it/Vini/1/7/" target="_blank">Etichetta d’argento dei Vigneti Pittaro</a>. È un piccolo universo quello in cui abilmente <strong>Stefano Trinco</strong> ci guida: «<em>Il bello di questo vino — </em>spiega<em> — è che sono state prodotte 40 mila bottiglie, ma la bottiglia che avete bevuto voi stasera non la berrà più nessun altro perché con il &#8220;metodo classico&#8221; ognuna ha la sua rifermentazione, ognuna quindi è diversa</em>».</p>
<p style="text-align: justify;">Resto in religioso silenzio, seguo le istruzioni: guardo il colore, le bollicine (il <em>perlage</em>!). Annusso e scopro che non basta: bisogna registrare il profumo, allontanare il bicchiere (perché il naso si assuefà velocemente) e poi annusare ancora per scoprirne di altri. Lievito, crosta di pane, vaniglia… uno spettacolo. Ad accompagnare questo vino c’è un <strong>frico</strong> <strong>croccante</strong> gustosissimo. Segue la polentina morbida con radicchio, ricottina di bufala e burro abbrustolito. Tutti i prodotti utilizzati, come quelli dei piatti che seguiranno, sono rigorosamente made in Fvg. Accanto a questa leccornia c’è il <strong>Friulano 2014 Doc Friuli Colli Orientali </strong>dell’azienda<strong> Fedele</strong> che diventa la scusa per fare idealmente — con Diana Candusso — un viaggio nelle nove zone doc del Friuli, dove in ognuna si produce anche il Friulano e dove in ognuna assume caratteristiche particolari: «<em>Anche in questo caso la diversità della nostra regione — </em>evidenzia<em> — si presenta non solo nell’aspetto paesaggistico o culturale, ma anche nel mondo dei vini</em>».</p>
<p style="text-align: justify;">Tornando al cibo, tutto quello che assaggio è squisito, ma a conquistare letteralmente il mio cuore sono gli <strong>gnocchetti di castagne al ragù di coniglio e carciofi fritti</strong>, semplicemente una delizia. E qui è doveroso aprire una parentesi sui prodotti. Il coniglio è quello dell’azienda <em><a href="https://www.facebook.com/A-Fil-Di-Tiere-1651332488478256/?fref=nf" target="_blank">A fil di tiere</a></em>, di Lestans, specializzata appunto nell’allevamento del coniglio bianco della Val Cosa e nella coltivazione della cipolla rosa della Val Cosa, uno dei <a href="http://www.turismofvg.it/Enogastronomia/I-presìdi-Slow-Food-del-Friuli-Venezia-Giulia" target="_blank">nove presidi Slow Food</a> della nostra regione. In sala c’è il titolare, <strong>Gregorio Lenarduzzi</strong> che racconta — ed è un piacere ascoltarlo — storia e filosofia della sua azienda, ma anche le ragione del nome <em>«A fil di tiere»</em>: «<em>L’ho scelto — </em>spiega<em> — per non montarmi la testa e per ricordarmi che la missione dell’agricoltore è di dar da mangiare alla gente e che quindi bisogna fare prodotti buoni, puliti e remunerati il giusto, non accessibili solo alle élites</em>». Anche i carciofi sono — come si usa dire — a “km 0”, coltivati a Aonedis, località di San Daniele, nell’azienda <em><a href="https://www.facebook.com/lortosulfiume" target="_blank">L’orto sul fiume</a></em>, guidata da due ragazzi molto giovani e che produce anche un ottimo olio. Ad accompagnare questo piatto meraviglioso il <strong>Sauvignon 2014 Doc Friuli Colli Orientali</strong> dell’azienda <a href="http://www.butussi.it" target="_blank">Butussi </a>(medaglia d’oro al concorso mondiale dei Sauvignon) un vino (raccontatoci in sala anche da<strong> Tobia Butussi</strong>) che con mia estrema meraviglia (naturalmente su imbeccata di Trinco) scopro avere un sentore di maracuja. E poi un rosso notevole il <strong>Refosco dal peduncolo rosso 2011 Friuli Colli Orientali</strong> di <a href="http://www.jacuss.it/index.php/it/" target="_blank">Jacùss</a> (in sala anche Sandro Jacùss) per il <strong>pasticcio</strong> <strong>di</strong> <strong>manzo</strong> <strong>con</strong> <strong>tortino</strong> <strong>di</strong> <strong>patate</strong> <strong>e</strong> <strong>salvia</strong>.</p>
<p style="text-align: justify;">Dulcis in fundo una <strong>deliziosa panna cotta all’amaretto e crema di cachi</strong> e ad accompagnarla non c’è solo il <strong>Ramandolo 2013 Docg</strong> di <a href="http://www.vignetipittaro.com/it/Vini/ronco/18/" target="_blank">Ronco Vieri</a>, fa infatti la sua comparsa (tra meritatissimi applausi) anche lo chef <strong>Manuel Marchetti</strong>. «<em>Ho scelto — </em>racconta<em> — un prodotto di stagione per eccellenza, un frutto difficile da abbinare, ma anche da preparare, e, infatti, il modo migliore per gustarlo è mangiarlo così com’è senza elaborazioni. Qui ho proposto una crema fatta con la polpa dei cachi assieme a una panna cotta &#8220;alleggerita&#8221; dall’amaretto di Saronno. Per dare un tocco di colore nel piatto ci sono i pistacchi grattugiati e un petalo di caco essiccato</em>». Chapeau! Anche il dessert è da leccarsi le dita. Vi è venuta fame? Bene, trovate Manuel  all&#8217;<a href="http://www.casarossaaicolli.it/it/home/" target="_blank">Agriturismo Casa Rossa ai Colli.</a></p>
<p style="text-align: justify;">Il terzo ingrediente di questa serata speciale è la musica curata dai <em><strong>Wineplugged</strong></em> (<strong>Matteo Bellotto</strong>, voce; <strong>Roberto De Bellis</strong>, chitarra; <strong>Francesco Corazza</strong>, basso e <strong>Alessandro Piputto</strong>, batteria). Scaletta interessante ed azzeccata, ogni canzone legata al vino che di volta in volta abbiamo nel bicchiere da <em><a href="https://www.youtube.com/watch?v=Eh44QPT1mPE" target="_blank">Heart of gold</a></em> di Neil Young (per il cuore d’oro del Brut metodo classico di Pittaro) passando per <a href="https://www.youtube.com/watch?v=O8Vao8uDi7Y" target="_blank"><em>Diamante</em></a> di Zucchero, <a href="https://www.youtube.com/watch?v=OzbDUbu1lMM" target="_blank"><em>Impressioni di settembre</em></a> e <a href="https://www.youtube.com/watch?v=YkADj0TPrJA" target="_blank"><em>In the air tonight</em></a>, fino al pezzo degli <em>Spandau Ballet</em> <a href="https://www.youtube.com/watch?v=49gy4OSlG40" target="_blank"><em>I’ll fly for you</em></a> di cui Diana legge una strofa — «<em>non ho una definizione/ Non ho una cosa/ ma quello che ti do/ é tutto ciò che posso dare/ voglio darti tutto il mio tempo/ questo é tutto per me</em>» — perché, aggiunge, «<em>è questo il messaggio di onestà che ci regalano questi vini stasera</em>». Un consiglio: la formazione con l’aggiunta di una seconda voce (Alessio Tax Tassotto) si trasforma negli <a href="https://www.facebook.com/yenarock/?fref=ts" target="_blank"><em>Yena</em></a> e hanno appena sfornato un interessante Ep, non perdetevi una loro performance dal vivo perché sono davvero bravi.</p>
<p style="text-align: justify;">Usciamo da Palazzo Lupieri entusiasti e certi che l’esperienza che abbiamo vissuto stasera rappresenta, senza ombra di dubbio, uno dei modi più intelligenti e brillanti per promuovere il nostro territorio, i suoi prodotti e le sue eccellenze. Sono però fermamente convinta che questa formula non sarebbe altrettanto vincente se al centro non avesse messo prima di tutto le persone a partire dai produttori, fino a noi che ascoltiamo, impariamo e degustiamo. Ma soprattutto è un’esperienza straordinaria perché ideata e sostenuta con dedizione ed entusiasmo da persone appassionate che amano profondamente il nostro meraviglioso Friuli, non a caso a Preone c&#8217;è anche la Pro Majano.</p>
<p style="text-align: justify;">Ci sarebbe un’altra infinità di aneddoti, profumi e sapori da raccontare, ma non vado oltre e vi consiglio invece di tenervi liberi per il 31 gennaio quando «Winepugged &#8211; Vino, cibo e… musica!» farà tappa a Martignacco.</p>

<a class="thumbnail" href='https://www.annapiuzzi.it/il-mio-primo-wineplugged-a-preone/wineplugged-preone-1/' title='wineplugged preone 1'><img width="1024" height="714" src="http://www.annapiuzzi.it/wp-content/uploads/2015/12/wineplugged-preone-1.jpg" class="attachment-post-boxed" alt="Diana Candusso e Stefano Trinco" /></a>
<a class="thumbnail" href='https://www.annapiuzzi.it/il-mio-primo-wineplugged-a-preone/wineplugged-preone-2/' title='wineplugged preone 2'><img width="1024" height="683" src="http://www.annapiuzzi.it/wp-content/uploads/2015/12/wineplugged-preone-2.jpg" class="attachment-post-boxed" alt="Diana Candusso" /></a>
<a class="thumbnail" href='https://www.annapiuzzi.it/il-mio-primo-wineplugged-a-preone/wineplugged-preone-3/' title='wineplugged preone 3'><img width="1024" height="683" src="http://www.annapiuzzi.it/wp-content/uploads/2015/12/wineplugged-preone-3.jpg" class="attachment-post-boxed" alt="Stefano Trinco" /></a>
<a class="thumbnail" href='https://www.annapiuzzi.it/il-mio-primo-wineplugged-a-preone/wineplugged-preone-5/' title='wineplugged preone 5'><img width="1024" height="683" src="http://www.annapiuzzi.it/wp-content/uploads/2015/12/wineplugged-preone-5.jpg" class="attachment-post-boxed" alt="Tobia Butussi" /></a>
<a class="thumbnail" href='https://www.annapiuzzi.it/il-mio-primo-wineplugged-a-preone/wineplugged-preone-6/' title='wineplugged preone 6'><img width="1024" height="683" src="http://www.annapiuzzi.it/wp-content/uploads/2015/12/wineplugged-preone-6.jpg" class="attachment-post-boxed" alt="Gregorio Lenarduzzi" /></a>
<a class="thumbnail" href='https://www.annapiuzzi.it/il-mio-primo-wineplugged-a-preone/wineplugged-preone-7/' title='wineplugged preone 7'><img width="1024" height="683" src="http://www.annapiuzzi.it/wp-content/uploads/2015/12/wineplugged-preone-7.jpg" class="attachment-post-boxed" alt="wineplugged preone 7" /></a>
<a class="thumbnail" href='https://www.annapiuzzi.it/il-mio-primo-wineplugged-a-preone/wineplugged-preone-8/' title='wineplugged preone 8'><img width="1024" height="683" src="http://www.annapiuzzi.it/wp-content/uploads/2015/12/wineplugged-preone-8.jpg" class="attachment-post-boxed" alt="wineplugged preone 8" /></a>
<a class="thumbnail" href='https://www.annapiuzzi.it/il-mio-primo-wineplugged-a-preone/wineplugged-preone-9/' title='wineplugged preone 9'><img width="1024" height="683" src="http://www.annapiuzzi.it/wp-content/uploads/2015/12/wineplugged-preone-9.jpg" class="attachment-post-boxed" alt="Lo chef Manuel Marchetti" /></a>
<a class="thumbnail" href='https://www.annapiuzzi.it/il-mio-primo-wineplugged-a-preone/wineplugged-preone-10/' title='wineplugged preone 10'><img width="1024" height="592" src="http://www.annapiuzzi.it/wp-content/uploads/2015/12/wineplugged-preone-10.jpg" class="attachment-post-boxed" alt="wineplugged preone 10" /></a>
<a class="thumbnail" href='https://www.annapiuzzi.it/il-mio-primo-wineplugged-a-preone/wineplugged-preone-11/' title='wineplugged preone 11'><img width="1024" height="683" src="http://www.annapiuzzi.it/wp-content/uploads/2015/12/wineplugged-preone-11.jpg" class="attachment-post-boxed" alt="I Wineplugged" /></a>
<a class="thumbnail" href='https://www.annapiuzzi.it/il-mio-primo-wineplugged-a-preone/wineplugged-preone-12/' title='wineplugged preone 12'><img width="1024" height="626" src="http://www.annapiuzzi.it/wp-content/uploads/2015/12/wineplugged-preone-12.jpg" class="attachment-post-boxed" alt="I Wineplugged" /></a>
<a class="thumbnail" href='https://www.annapiuzzi.it/il-mio-primo-wineplugged-a-preone/wineplugged-preone-13/' title='wineplugged preone 13'><img width="1024" height="683" src="http://www.annapiuzzi.it/wp-content/uploads/2015/12/wineplugged-preone-13.jpg" class="attachment-post-boxed" alt="I Wineplugged" /></a>
<a class="thumbnail" href='https://www.annapiuzzi.it/il-mio-primo-wineplugged-a-preone/wineplugged-preone-14/' title='wineplugged preone 14'><img width="1024" height="593" src="http://www.annapiuzzi.it/wp-content/uploads/2015/12/wineplugged-preone-14.jpg" class="attachment-post-boxed" alt="wineplugged preone 14" /></a>
<a class="thumbnail" href='https://www.annapiuzzi.it/il-mio-primo-wineplugged-a-preone/wineplugged-preone-15/' title='wineplugged preone 15'><img width="1024" height="590" src="http://www.annapiuzzi.it/wp-content/uploads/2015/12/wineplugged-preone-15.jpg" class="attachment-post-boxed" alt="wineplugged preone 15" /></a>
<a class="thumbnail" href='https://www.annapiuzzi.it/il-mio-primo-wineplugged-a-preone/wineplugged-preone-16/' title='wineplugged preone 16'><img width="1024" height="683" src="http://www.annapiuzzi.it/wp-content/uploads/2015/12/wineplugged-preone-16.jpg" class="attachment-post-boxed" alt="wineplugged preone 16" /></a>
<a class="thumbnail" href='https://www.annapiuzzi.it/il-mio-primo-wineplugged-a-preone/wineplugged-preone-17/' title='wineplugged preone 17'><img width="1024" height="683" src="http://www.annapiuzzi.it/wp-content/uploads/2015/12/wineplugged-preone-17.jpg" class="attachment-post-boxed" alt="wineplugged preone 17" /></a>
<a class="thumbnail" href='https://www.annapiuzzi.it/il-mio-primo-wineplugged-a-preone/wineplugged-preone-18/' title='wineplugged preone 18'><img width="1024" height="683" src="http://www.annapiuzzi.it/wp-content/uploads/2015/12/wineplugged-preone-18.jpg" class="attachment-post-boxed" alt="wineplugged preone 18" /></a>
<a class="thumbnail" href='https://www.annapiuzzi.it/il-mio-primo-wineplugged-a-preone/wineplugged-preone-19/' title='Wineplugged Preone'><img width="1024" height="683" src="http://www.annapiuzzi.it/wp-content/uploads/2015/12/wineplugged-preone-19.jpg" class="attachment-post-boxed" alt="Wineplugged Preone" /></a>

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		<title>Che meraviglia il «concerto disegnato» di Colpesce e Baronciani</title>
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		<pubDate>Sat, 19 Dec 2015 14:07:25 +0000</pubDate>
		<dc:creator>Anna</dc:creator>
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		<description><![CDATA[Ieri sera, venerdì 18 dicembre, primo appuntamento di Dissonanze — circuito regionale di musica, di ricerca e di innovazione — al teatro San Giorgio di Udine. On...]]></description>
				<content:encoded><![CDATA[<p>Ieri sera, venerdì 18 dicembre, primo appuntamento di <em><a href="http://www.dissonanze.org" target="_blank">Dissonanze</a></em> — circuito regionale di musica, di ricerca e di innovazione — al teatro San Giorgio di Udine. On stage <a href="https://www.facebook.com/musicadicolapesce" target="_blank">Colpesce</a> e <a href="http://alessandrobaronciani.blogspot.it" target="_blank">Alessandro Baronciani</a> per il «Concerto disegnato». Immaginavo che mi sarebbe piaciuto, ma non potevo sapere che sarei rimasta incantata di fronte a uno spettacolo di pura poesia in parole, musica e immagini. Quindi non ve lo racconto (non potrei) vi lascio solo alcune foto e il vivissimo consiglio di andare a godervi questa meraviglia (<a href="http://www.dnaconcerti.com/colapesce/" target="_blank">qui le prossime date</a>).</p>

<a class="thumbnail" href='https://www.annapiuzzi.it/che-meraviglia-il-concerto-disegnato-di-colpesce-e-baronciani/colapesce_baronciani-1/' title='colapesce_baronciani 1'><img width="1024" height="682" src="http://www.annapiuzzi.it/wp-content/uploads/2015/12/colapesce_baronciani-1.jpg" class="attachment-post-boxed" alt="colapesce_baronciani 1" /></a>
<a class="thumbnail" href='https://www.annapiuzzi.it/che-meraviglia-il-concerto-disegnato-di-colpesce-e-baronciani/colapesce_baronciani-2/' title='colapesce_baronciani 2'><img width="1024" height="695" src="http://www.annapiuzzi.it/wp-content/uploads/2015/12/colapesce_baronciani-2.jpg" class="attachment-post-boxed" alt="colapesce_baronciani 2" /></a>
<a class="thumbnail" href='https://www.annapiuzzi.it/che-meraviglia-il-concerto-disegnato-di-colpesce-e-baronciani/colapesce_baronciani-3/' title='colapesce_baronciani 3'><img width="1024" height="683" src="http://www.annapiuzzi.it/wp-content/uploads/2015/12/colapesce_baronciani-3.jpg" class="attachment-post-boxed" alt="colapesce_baronciani 3" /></a>
<a class="thumbnail" href='https://www.annapiuzzi.it/che-meraviglia-il-concerto-disegnato-di-colpesce-e-baronciani/colapesce_baronciani-4/' title='colapesce_baronciani 4'><img width="1024" height="683" src="http://www.annapiuzzi.it/wp-content/uploads/2015/12/colapesce_baronciani-4.jpg" class="attachment-post-boxed" alt="colapesce_baronciani 4" /></a>
<a class="thumbnail" href='https://www.annapiuzzi.it/che-meraviglia-il-concerto-disegnato-di-colpesce-e-baronciani/colapesce_baronciani-5/' title='colapesce_baronciani 5'><img width="1024" height="683" src="http://www.annapiuzzi.it/wp-content/uploads/2015/12/colapesce_baronciani-5.jpg" class="attachment-post-boxed" alt="colapesce_baronciani 5" /></a>
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<a class="thumbnail" href='https://www.annapiuzzi.it/che-meraviglia-il-concerto-disegnato-di-colpesce-e-baronciani/colapesce_baronciani-7/' title='colapesce_baronciani 7'><img width="1024" height="683" src="http://www.annapiuzzi.it/wp-content/uploads/2015/12/colapesce_baronciani-7.jpg" class="attachment-post-boxed" alt="colapesce_baronciani 7" /></a>
<a class="thumbnail" href='https://www.annapiuzzi.it/che-meraviglia-il-concerto-disegnato-di-colpesce-e-baronciani/colapesce-baronciani_8/' title='colapesce baronciani_8'><img width="1024" height="683" src="http://www.annapiuzzi.it/wp-content/uploads/2015/12/colapesce-baronciani_8.jpg" class="attachment-post-boxed" alt="colapesce baronciani_8" /></a>
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<a class="thumbnail" href='https://www.annapiuzzi.it/che-meraviglia-il-concerto-disegnato-di-colpesce-e-baronciani/colapesce_baronciani-11/' title='colapesce_baronciani 11'><img width="1024" height="682" src="http://www.annapiuzzi.it/wp-content/uploads/2015/12/colapesce_baronciani-11.jpg" class="attachment-post-boxed" alt="colapesce_baronciani 11" /></a>

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		<title>«Raccontare, documentare, informare»: i doveri semplici che ci ricorda Lirio Abbate</title>
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		<pubDate>Sun, 29 Nov 2015 22:02:01 +0000</pubDate>
		<dc:creator>Anna</dc:creator>
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		<category><![CDATA[Giornalismo]]></category>
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				<content:encoded><![CDATA[<p style="text-align: justify;">«<em>Raccontare, documentare, informare, istruire, fare cultura. Sono le uniche armi che conosco contro la mafia</em>». È la strada che chi è in prima linea nel contrasto alla criminalità organizzata non si stanca di indicarci: unica soluzione, accanto al lavoro dei magistrati e forze dell&#8217;ordine, per scardinare un sistema che, in primo luogo, si sostanzia in una mentalità capace di radicarsi ed incancrenire i territori. Anche il nostro. E lo ha ripetuto oggi a Udine &#8211; a <a href="http://www.pordenonelegge.it/salastampa/399-La-domenica-di-librINsieme" target="_blank">Libri insieme</a>, intervistato da Domenico Pecile -, anche <a href="https://it.wikipedia.org/wiki/Lirio_Abbate" target="_blank">Lirio Abbate</a>, il cronista de l’Espresso che con la sua inchiesta <a href="http://espresso.repubblica.it/attualita/cronaca/2012/12/12/news/a-roma-la-mala-si-fa-in-quattro-1.48981" target="_blank">«I quattro re di Roma»</a> ha portato a galla il sistema di «mafia capitale».</p>
<p style="text-align: justify;">«<em>Dimenticate Gomorra</em>» ha detto, perché la mafia ha cambiato pelle, fiorisce nell’indifferenza, vuole la pace sociale, non il sangue. Un esempio? «<em>”Cosa nostra” in Sicilia c’è, ed è viva e vegeta</em> -  ha proseguito il giornalista &#8211; <em>ma dal 1° gennaio 2014 fino ad oggi a Palermo ci sono stati solo due omicidi di mafia. È evidente che non vogliono sparare, smuovere le acque, perché senza sangue si fanno più affari»</em>. E ormai lo sappiamo: la tranquillità del nostro Friuli, terra di confine, a quattro passi dei Balcani, fa gola (tanta) alla criminalità organizzata le cui infiltrazioni qui da noi sono ormai una certezza.</p>
<p style="text-align: justify;">E poi il viaggio in «mafia capitale», in cui «<em>di fronte agli affari, il “rosso” e il “nero” della politica non guardano agli ideali</em>». In un sistema di appalti senza gara, per affidamento diretto, perché c’è sempre «<em>un’emergenza</em>». E l’emergenza a deciderla non sono i politici, ma gli impiegati. Non a caso gli uomini di Carminati a Roma controllano le segreterie, sono negli uffici tecnici. Va bene. Ma un Sindaco, un assessore come fa a non sapere, a non vedere? I soldi. Ancora, come sempre: «<em>Andavano a colpo sicuro, sentono che sei uno che si fa piegare».</em></p>
<p style="text-align: justify;">Di questo sa anche scherzare Abbate che, con intelligenza, strappa al pubblico più di qualche risata, anche se  parecchio amara. Ammiro quest’uomo che ha semplicemente fatto il suo mestiere (il più bello del mondo), investigando e raccontando. Ma lo ha fatto in un paese in cui il risultato è diventare eroi civili, dover girare con la scorta, e &#8211; spesso &#8211; rimanere soli con le proprie battaglie. Il pensiero corre a <a href="http://www.annapiuzzi.it/la-straordinaria-semplicita-di-chi-e-grande/" target="_blank">Nicola Gratteri, la stessa semplicità</a>, quella delle persone veramente grandi. Mi avvicino. D&#8217;istinto vorrei abbracciarlo, ma mi limito a farmi autografare il libro e lo ringrazio per il suo lavoro. Guardo la sala, prima era semivuota, ora si è riempita: arriva Daria Bignardi. Senza polemica, ma non è così che dovrebbe andare.</p>
<p style="text-align: justify;"><a href="http://www.annapiuzzi.it/wp-content/uploads/2015/11/lirio-abbate-domenico-pecile.jpg"><img class="aligncenter size-full wp-image-1307" alt="lirio abbate domenico pecile" src="http://www.annapiuzzi.it/wp-content/uploads/2015/11/lirio-abbate-domenico-pecile.jpg" width="971" height="681" /></a></p>
<p style="text-align: justify;">
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		<title>5 straordinari artisti per far rivivere Pier Paolo Pasolini</title>
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		<pubDate>Mon, 26 Oct 2015 19:56:14 +0000</pubDate>
		<dc:creator>Anna</dc:creator>
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		<category><![CDATA[Eventi]]></category>
		<category><![CDATA[Il mio Friuli]]></category>
		<category><![CDATA[Marco Anzovino]]></category>
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		<description><![CDATA[Si può scegliere di ricordare celebrando. Di incastonare un grande uomo nel tempo in cui è vissuto. Ma si può anche decidere, con lungimiranza, di ricordare...]]></description>
				<content:encoded><![CDATA[<p>Si può scegliere di ricordare celebrando. Di incastonare un grande uomo nel tempo in cui è vissuto. Ma si può anche decidere, con lungimiranza, di ricordare quello stesso uomo in modo diverso, facendolo dialogare con il presente, dando prova dell’incredibile attualità del suo pensiero. È quello che è accaduto ieri sera, a Casarsa, con il <em><a href="https://www.facebook.com/events/1049272971773358/" target="_blank">Recital in onore di Pier Paolo Pasolini</a></em>: il tributo di cinque straordinari artisti allo “scrittore corsaro” in occasione del quarantesimo anniversario della sua morte che cadrà lunedì 2 novembre. <a href="http://www.remoanzovino.it" target="_blank">Remo</a> e <a href="http://www.marcoanzovino.it" target="_blank">Marco Anzovino</a>, <a href="https://it.wikipedia.org/wiki/Mauro_Ermanno_Giovanardi" target="_blank">Mauro Ermanno Giovanardi</a> (ex La Crus), e <a href="http://www.resiartists.it/it/artist_bio.php?artist=85" target="_blank">Danilo Rossi</a> hanno dato respiro, con la loro musica, alle parole di Pasolini che sono risuonate della loro immutata potenza grazie alla voce recitante di <a href="https://it.wikipedia.org/wiki/Lino_Capolicchio" target="_blank">Lino Capolicchio</a>.</p>
<p>Bellissima l’idea di aprire la serata con la rielaborazione per melodica e chitarra di «Casta Diva» di Bellini, seguita da un emozionante salto nel tempo, tra le pagine del diario Capolicchio, andando a quel 1968 in cui conobbe Pasolini.</p>
<p>Da qui un rincorrersi di musica e parole, senza sbagliare un colpo, con tempi giusti e scelte sempre indovinate. Dai brani di Remo Anzovino <em>«Spasimo»</em> e <em>«Natural mind»</em> — che hanno ancora una volta messo in luce la capacità dei due fratelli Anzovino di dialogare in musica, mostrando straordinari affiatamento e complicità — fino alla viola di Danilo Rossi che, tra le altre, ci ha regalato l’<em>Adagio dalla prima sonata per violino in sol minore</em> di Johann Sebastian Bach (amatissimo da Pasolini).</p>
<p>E poi la voce mozzafiato di Mauro Ermanno Giovanardi, che — con  inconfondibile “anda” rock — ha portato sul palco di Casarsa le sue <em>«Nel centro di Milano»</em> e <em>«Io confesso»</em>, come anche <em>«Una storia sbagliata»</em> di De André e <em>«Un giorno dopo l’altro»</em> di Tenco.</p>
<p>I brani, interpretati da Capolicchio, ci hanno ricordato quanto Pasolini fosse capace di leggere la realtà, riuscendo a andare oltre l’orizzonte del proprio presente, e dunque consegnarci pagine in grado di darci (se solo li volessimo fare nostri) punti di riferimento per orientarci nella complessità che viviamo qui e ora. Silenzio dunque assoluto in sala per ascoltare «Pianto di una scavatrice», «Una disperata vitalità», «Supplica a mia madre», «Profezia» e «Io so».</p>
<p>La serata ha poi riservato anche un inedito con la prima esecuzione assoluta dell’<em>«Alba dei Tram»</em>, il brano di Remo Anzovino con le parole di <a href="https://it.wikipedia.org/wiki/Giuliano_Sangiorgi" target="_blank">Giuliano Sangiorgi</a> dei Negramaro che uscirà giovedì 29 ottobre. Il disco — interamente ispirato alla figura di Pier Paolo Pasolini — è impreziosito dalla foto di copertina, uno scatto di Alino Prediali.</p>
<p>Un evento dunque, quello di ieri, che apre nel migliore dei modi le iniziative per ricordare il “nostro” poeta. Ora toccherebbe a noi far rivivere le sue parole, non solo in un teatro, ma in un rinnovato slancio di impegno civile capace di far rinascere questo Paese.</p>
<p>Qui di seguito alcune foto della serata, credit (tranne il selfie adolescenziale con Giovanrdi) sono di Paolo Grasso.</p>

<a class="thumbnail" href='https://www.annapiuzzi.it/5-straordinari-artisti-per-far-rivivere-pier-paolo-pasolini/recital-casarsa_dsc7304_foto-paolo-grasso/' title='Recital Casarsa_DSC7304_foto Paolo Grasso'><img width="960" height="641" src="http://www.annapiuzzi.it/wp-content/uploads/2015/10/Recital-Casarsa_DSC7304_foto-Paolo-Grasso.jpg" class="attachment-post-boxed" alt="Recital Casarsa_DSC7304_foto Paolo Grasso" /></a>
<a class="thumbnail" href='https://www.annapiuzzi.it/5-straordinari-artisti-per-far-rivivere-pier-paolo-pasolini/recital-casarsa_dsc7351_foto-paolo-grasso/' title='Recital Casarsa_DSC7351_foto Paolo Grasso'><img width="960" height="641" src="http://www.annapiuzzi.it/wp-content/uploads/2015/10/Recital-Casarsa_DSC7351_foto-Paolo-Grasso.jpg" class="attachment-post-boxed" alt="Recital Casarsa_DSC7351_foto Paolo Grasso" /></a>
<a class="thumbnail" href='https://www.annapiuzzi.it/5-straordinari-artisti-per-far-rivivere-pier-paolo-pasolini/recital-casarsa_dsc7373_foto-paolo-grasso/' title='Recital Casarsa_DSC7373_foto Paolo Grasso'><img width="960" height="641" src="http://www.annapiuzzi.it/wp-content/uploads/2015/10/Recital-Casarsa_DSC7373_foto-Paolo-Grasso.jpg" class="attachment-post-boxed" alt="Recital Casarsa_DSC7373_foto Paolo Grasso" /></a>
<a class="thumbnail" href='https://www.annapiuzzi.it/5-straordinari-artisti-per-far-rivivere-pier-paolo-pasolini/recital-casarsa_dsc7457_foto-paolo-grasso/' title='Recital Casarsa_DSC7457_foto Paolo Grasso'><img width="960" height="641" src="http://www.annapiuzzi.it/wp-content/uploads/2015/10/Recital-Casarsa_DSC7457_foto-Paolo-Grasso.jpg" class="attachment-post-boxed" alt="Recital Casarsa_DSC7457_foto Paolo Grasso" /></a>
<a class="thumbnail" href='https://www.annapiuzzi.it/5-straordinari-artisti-per-far-rivivere-pier-paolo-pasolini/recital/' title='recital'><img width="960" height="540" src="http://www.annapiuzzi.it/wp-content/uploads/2015/10/recital.jpg" class="attachment-post-boxed" alt="recital" /></a>

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		<title>#concertforpasolini: la straordinaria forza visionaria della musica (e poesia) di Patti Smith</title>
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		<pubDate>Sat, 01 Aug 2015 23:07:33 +0000</pubDate>
		<dc:creator>Anna</dc:creator>
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				<content:encoded><![CDATA[<p>Non aspetto domani. Travolta dall’inarrestabile energia e dall’incrollabile fede nell’uomo, nella forza dirompente dell’essere non soli, ma insieme nel mondo che attraversano (e muovono) la musica di Patti Smith, la narrazione spinge e non può attendere. Così scrivo ora anche se è tardi.</p>
<p>Un concerto straordinario quello della sacerdotessa del rock, stasera a <a href="http://www.villamanin-eventi.it" target="_blank">Villa Manin</a>, tappa del tour per i 40 anni di <em><a href="https://it.wikipedia.org/wiki/Horses" target="_blank">Horses</a></em> &#8211; il suo primo album registrato agli <em><a href="https://it.wikipedia.org/wiki/Electric_Lady_Studios" target="_blank">Electric Lady Studios</a></em> di New York -, celebrazione che, nella data friulana, si intreccia con un altro quarantesimo, quello della morte di <a href="https://it.wikipedia.org/wiki/Pier_Paolo_Pasolini" target="_blank">Pier Paolo Pasolini</a>. Così il concerto diventa unico, trasformandosi in <a href="http://messaggeroveneto.gelocal.it/tempo-libero/2015/08/01/news/fu-pier-paolo-pasolini-a-indicarmi-la-strada-1.11867382" target="_blank">#concertforpasolini</a>.</p>
<p>La cornice è stupenda, il cortile d’onore. La pioggia si è fermata e la distesa di sedie bianche si riempie, ma dopo un paio di canzoni (tra cui una strepitosa<a href="https://www.facebook.com/anna.piuzzi.7/videos/10207646556750101/?pnref=story" target="_blank"> <em>Free money</em></a>), su <em>Horses</em>, lei chiama. In un attimo sotto il palco &#8211; con la pioggia che ha ripreso a scendere (e che non si fermerà per tutto il resto del concerto) &#8211; ci stringiamo attorno a lei, nell’unico modo in cui si può ascoltare la sua musica, ballando e cantando. Sul palco, ad accompagnarla ci sono due mostri sacri, compagni di una vita, il chitarrista <a href="https://it.wikipedia.org/wiki/Lenny_Kaye" target="_blank">Lenny Kaye</a> e il batterista <a href="https://en.wikipedia.org/wiki/Jay_Dee_Daugherty" target="_blank">Jay Dee Daugherty</a>.</p>
<p>Da <em>Gloria</em> a <em>Break It Up</em> ciò che unisce canzone a canzone &#8211; oltre alla disarmante naturalezza e alla sorprendente grinta di questa rocker quasi settantenne &#8211; sono l’inno alla libertà, all’indipendenza e l’amore per la vita, nonostante le sue tantissime cicatrici. Qualche tempo fa, a <a href="http://www.repubblica.it/spettacoli/musica/2015/06/13/news/patti_smith_horses-116700223/" target="_blank">Repubblica</a>, Smith aveva dichiarato che questo tour celebra anche la meraviglia dell’esserci ancora e credo che davvero stia tutta lì l’emozione fortissima di <em>Elegie</em> &#8211; scritta quarant’anni fa in memoria di Jimi Hendrix &#8211; e che stanotte Patti Smith ha dedicato a tantissimi “amici”, da Pier Paolo Pasolini a Kurt Cobain e Lou Reed, da Robert Mapplethorpe (che scattò la foto di <a href="http://www.lomography.it/magazine/121216-album-photography-robert-mapplethorpe-and-patti-smiths-horses" target="_blank">copertina di Horses</a>) a Amy Winehouse e Joey Ramone, fino ad arrivare, ovviamente, all’amore della sua vita <a href="https://it.wikipedia.org/wiki/Fred_Smith" target="_blank">Fred &#8220;Sonic&#8221; Smith</a>, a cui, verso la fine del concerto, dedicherà la bellissima <em>Because the night</em>.</p>
<p>Dopo uno spazio solo per la sua band &#8211; che ci delizia con un tributo ai <a href="https://it.wikipedia.org/wiki/The_Velvet_Underground" target="_blank">Velvet Underground</a> &#8211; e qualche pezzo da altri album (come poteva mancare<em> People have the power</em>?), il concerto si chiude nell’unico modo possibile, come <em>Horses</em>, con <a href="https://it.wikipedia.org/wiki/My_Generation_(singolo_The_Who)" target="_blank"><em>My generation</em></a>, cover degli <a href="https://it.wikipedia.org/wiki/The_Who" target="_blank"><em>The who</em></a>. Il manifesto di quella generazione che ci ha regalato sogni, musica e visioni, che in parte ci ha tradito e che a nostra volta abbiamo tradito noi. «<em>I hope I&#8217;ll die before I get old</em>» cantava Smith nel 1975. Lei, a differenza di molti suoi compagni di viaggio, è ancora qui, a sorridere, danzare e cantare, trasformando la vita in poesia, e sopratutto per ricordarci &#8211; come ha fatto ieri prima di lasciare il palco &#8211; tre cose fondamentali: «<em>Be happy, be strong, be without fear</em>».</p>
<p><a href="https://www.facebook.com/media/set/?set=a.10152890301310736.1073741939.79957380735&amp;type=3" target="_blank">Qui le foto del concerto, gli scatti sono di Martina Barbon</a>.</p>
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		<title>«Musas» di Gigliola Di Piazza arriva a Tolmezzo e poi sbarca a EXPO</title>
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		<pubDate>Mon, 29 Jun 2015 11:44:14 +0000</pubDate>
		<dc:creator>Anna</dc:creator>
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				<content:encoded><![CDATA[<p>È solo lunedì, ma vi segnalo già un appuntamento da annotare in agenda per sabato 4 luglio. A Tolmezzo sarà infatti inaugurata – alle 17, nella cornice di Palazzo Frisanco – la bella mostra «Musas». Vi muoverete tra le fotografie di <a href="https://www.facebook.com/gigliola.dipiazza" target="_blank">Gigliola Di Piazza</a> che in questo progetto, di scatto in scatto, ha di fatto realizzato il &#8220;censimento&#8221; fotografico dei suoi compaesani di Tualis e Noiaretto, frazioni di Comeglians.</p>
<p>È quasi superfluo dire che Di Piazza (donna straordinaria, trapiantata a Milano, ma con radici ben salde in Carnia), anche questa volta, ha saputo catturare espressioni e sguardi in grado di raccontare le persone più efficacemente di mille parole.</p>
<p>La mostra arriva a Tolmezzo dopo la sua prima esposizione a Tualis, lo scorso agosto, in occasione della <a href="http://www.sagradascueta.it/" target="_blank">«Sagra da scueta»</a>. All&#8217;inaugurazione – sotto il solleone e vivendo l&#8217;emozione che solo le piccole comunità sanno trasmettere – c&#8217;ero anche io. <a href="http://www.annapiuzzi.it/musas-di-tualis-non-perdetevele/" target="_blank">Il racconto e le foto di quella giornata li trovate qui.</a></p>
<p>E non è tutto. Il progetto «Musas» infatti sarà fra anche fra i contenuti del progetto <a href="http://12tomany.net/approfondisci_news?id=14" target="_blank">«Dai Sapori ai Saperi della Carnia»</a> che la Rete di Imprese 12-to-Many presenterà ad EXPO Milano 2015, dal 14 al 20 settembre, ospitata nel padiglione <a href="http://www.expo2015.org/it/kip-international-school" target="_blank">«Territori attraenti per un mondo sostenibile»</a> gestito dalla KIP International School.</p>
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