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	<title>Commenti a: Tra i numeri dei profughi in cerca della nostra umanità (perduta?)</title>
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		<title>Di: massimo</title>
		<link>http://www.annapiuzzi.it/tra-i-numeri-dei-profughi-in-cerca-della-nostra-umanita/#comment-1248</link>
		<dc:creator>massimo</dc:creator>
		<pubDate>Thu, 25 Jun 2015 06:54:57 +0000</pubDate>
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		<description><![CDATA[Tra l&#039;altro l&#039;Etiopia è il paese africano che ospita più rifugiati (senza contare i &quot;rifugiati interni&quot; che quotidianamente vanno ad aggiungersi alle percentuali ufficiali). 
Arrivano dall&#039;Eritrea, dal Sud Sudan, dalla Somalia e, come detto, gli etiopi stessi...Viaggiando molto nel nord dell&#039;Etiopia ti garantisco che la situazione è ben più complicata di quanto si possa pensare. Il nord dell&#039;Etiopia ha la stessa lingua, tradizioni, cultura dell&#039;Eritrea...è impossibile distinguere un etiope del nord da un eritreo.
Un&#039;intera regione montagnosa del nord dell&#039;Etiopia (che si può conoscere solo andandoci) sta&#039; letteralmente &quot;scomparendo&quot; perchè la maggior parte dei giovani ormai si &quot;mescola&quot; ai rifugiati e parte! Chissà se tutti questi sono inseriti nelle percentuali ufficiali...ci sarebbe da fare un bel reportage.
Sono migranti economici? Può darsi...è utile sapere però che l&#039;economia etiope stà galoppando molto velocemente ed opportunità di lavoro ci sono...basta farsi un giro per Addis Abeba e dintorni di questi tempi.]]></description>
		<content:encoded><![CDATA[<p>Tra l&#8217;altro l&#8217;Etiopia è il paese africano che ospita più rifugiati (senza contare i &#8220;rifugiati interni&#8221; che quotidianamente vanno ad aggiungersi alle percentuali ufficiali).<br />
Arrivano dall&#8217;Eritrea, dal Sud Sudan, dalla Somalia e, come detto, gli etiopi stessi&#8230;Viaggiando molto nel nord dell&#8217;Etiopia ti garantisco che la situazione è ben più complicata di quanto si possa pensare. Il nord dell&#8217;Etiopia ha la stessa lingua, tradizioni, cultura dell&#8217;Eritrea&#8230;è impossibile distinguere un etiope del nord da un eritreo.<br />
Un&#8217;intera regione montagnosa del nord dell&#8217;Etiopia (che si può conoscere solo andandoci) sta&#8217; letteralmente &#8220;scomparendo&#8221; perchè la maggior parte dei giovani ormai si &#8220;mescola&#8221; ai rifugiati e parte! Chissà se tutti questi sono inseriti nelle percentuali ufficiali&#8230;ci sarebbe da fare un bel reportage.<br />
Sono migranti economici? Può darsi&#8230;è utile sapere però che l&#8217;economia etiope stà galoppando molto velocemente ed opportunità di lavoro ci sono&#8230;basta farsi un giro per Addis Abeba e dintorni di questi tempi.</p>
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		<title>Di: massimo</title>
		<link>http://www.annapiuzzi.it/tra-i-numeri-dei-profughi-in-cerca-della-nostra-umanita/#comment-1247</link>
		<dc:creator>massimo</dc:creator>
		<pubDate>Wed, 24 Jun 2015 16:26:06 +0000</pubDate>
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		<description><![CDATA[Condivido ciò che dici sull&#039;incapacità di gestire la questione...andrebbe vista la realtà direttamente &quot;di là&quot; per capire meglio molte situazioni...almeno (per molti che parlano di invasione o situazioni di emergenza) tentare di informarsi e di conoscere come realmente si muove il mondo oltre il proprio naso...
Ciao!]]></description>
		<content:encoded><![CDATA[<p>Condivido ciò che dici sull&#8217;incapacità di gestire la questione&#8230;andrebbe vista la realtà direttamente &#8220;di là&#8221; per capire meglio molte situazioni&#8230;almeno (per molti che parlano di invasione o situazioni di emergenza) tentare di informarsi e di conoscere come realmente si muove il mondo oltre il proprio naso&#8230;<br />
Ciao!</p>
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		<title>Di: Anna</title>
		<link>http://www.annapiuzzi.it/tra-i-numeri-dei-profughi-in-cerca-della-nostra-umanita/#comment-1246</link>
		<dc:creator>Anna</dc:creator>
		<pubDate>Wed, 24 Jun 2015 05:44:30 +0000</pubDate>
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		<description><![CDATA[Ciao Massimo,
che piacere! Benvenuto nel mio blog!

Dunque iniziamo rimediamo subito al dato mancante: i richiedenti asilo eritrei in Europa (che hanno trovato ospitalità prevalentemente in Svezia, Svizzera e Germania) sono 37 mila, un dato triplicato rispetto al 2013. Dal 1° gennaio 2015 sulle nostre coste ne sono arrivati circa 10 mila, il 24% del totale degli sbarchi. Per altro le nazionalità eritrea e siriana sono le uniche a godere del regime di protezione nel 75% degli stati membri, requisito richiesto dalla Commissione per essere “ricollocati” (parola orribile!) nell’ambito del progetto (naufragato) di redistribuzione per quote dei richiedenti asilo nell’ambito dei paesi dell’UE.

Anche in questo caso un gran numero di profughi si trova in Africa: i dati dell’Unhcr dicono che 216 mila eritrei si trovano in Etiopia e in Sudan. Ancora una volta è, in proporzione, piccolissimo il numero di chi si ferma in Italia, infatti, a fronte degli oltre 20 mila sbarchi del 2014 sono state meno di 400 le richieste di asilo. 

Detto questo sicuramente sono tanti gli Etiopi che “approfittano” della situazione, spacciandosi per eritrei e tentano così l’approdo in Europa. Sono migranti economici e nonostante la crisi nel vecchio continente sono portati a pensare che comunque troveranno qualcosa di meglio rispetto alla povertà del loro Paese. Non credo però che si tratti di numeri esorbitanti, ma non ho dati in merito. Quello che so però è che dove ci sono progetti di sviluppo strutturati i ragazzi tendono a restare, anche se sicuramente anche su questo fronte le esperienze sono diverse. 

Al di là dei casi particolari e al di là della questione (sulla quale ci sono le più diverse opinioni, anche ideologiche) delle frontiere e delle regole per entrare in Europa, l’intento del mio post era quello di dare una dimensione numerica del fenomeno dei flussi migratori di profughi perché spesso si parla di invasione senza avere nemmeno un dato di riferimento. Questo si accompagna alla tendenza a gestire in maniera emergenziale un fenomeno che non è più transitorio, ma un cambiamento del nostro tempo. Questo equivale a dirsi sconfitti in partenza, senza la minima intenzione di governarlo. Ne è un esempio il fatto che i nostri Comuni (e non parlo di realtà come Tarvisio o Gorizia che sono sul confine) quando arrivano dei profughi sono del tutto impreparati e la prefettura continua solo a gestire l’emergenza.

Si tratta di questioni difficili da risolvere, affrontarle in maniera irrazionale e strumentale non serve a nessuno. Ci sarebbe poi l’immenso capitolo riguardante le ragioni di queste profuganze e l’incapacità della comunità internazionale di affrontarle. Penso alla Siria, un conflitto iniziato nel 2011, con la cruenta repressione di un movimento del tutto pacifico. Oggi grazie al nostro immobilismo rimane un paese distrutto e infestato da un dilagante terrorismo con velleità internazionali.]]></description>
		<content:encoded><![CDATA[<p>Ciao Massimo,<br />
che piacere! Benvenuto nel mio blog!</p>
<p>Dunque iniziamo rimediamo subito al dato mancante: i richiedenti asilo eritrei in Europa (che hanno trovato ospitalità prevalentemente in Svezia, Svizzera e Germania) sono 37 mila, un dato triplicato rispetto al 2013. Dal 1° gennaio 2015 sulle nostre coste ne sono arrivati circa 10 mila, il 24% del totale degli sbarchi. Per altro le nazionalità eritrea e siriana sono le uniche a godere del regime di protezione nel 75% degli stati membri, requisito richiesto dalla Commissione per essere “ricollocati” (parola orribile!) nell’ambito del progetto (naufragato) di redistribuzione per quote dei richiedenti asilo nell’ambito dei paesi dell’UE.</p>
<p>Anche in questo caso un gran numero di profughi si trova in Africa: i dati dell’Unhcr dicono che 216 mila eritrei si trovano in Etiopia e in Sudan. Ancora una volta è, in proporzione, piccolissimo il numero di chi si ferma in Italia, infatti, a fronte degli oltre 20 mila sbarchi del 2014 sono state meno di 400 le richieste di asilo. </p>
<p>Detto questo sicuramente sono tanti gli Etiopi che “approfittano” della situazione, spacciandosi per eritrei e tentano così l’approdo in Europa. Sono migranti economici e nonostante la crisi nel vecchio continente sono portati a pensare che comunque troveranno qualcosa di meglio rispetto alla povertà del loro Paese. Non credo però che si tratti di numeri esorbitanti, ma non ho dati in merito. Quello che so però è che dove ci sono progetti di sviluppo strutturati i ragazzi tendono a restare, anche se sicuramente anche su questo fronte le esperienze sono diverse. </p>
<p>Al di là dei casi particolari e al di là della questione (sulla quale ci sono le più diverse opinioni, anche ideologiche) delle frontiere e delle regole per entrare in Europa, l’intento del mio post era quello di dare una dimensione numerica del fenomeno dei flussi migratori di profughi perché spesso si parla di invasione senza avere nemmeno un dato di riferimento. Questo si accompagna alla tendenza a gestire in maniera emergenziale un fenomeno che non è più transitorio, ma un cambiamento del nostro tempo. Questo equivale a dirsi sconfitti in partenza, senza la minima intenzione di governarlo. Ne è un esempio il fatto che i nostri Comuni (e non parlo di realtà come Tarvisio o Gorizia che sono sul confine) quando arrivano dei profughi sono del tutto impreparati e la prefettura continua solo a gestire l’emergenza.</p>
<p>Si tratta di questioni difficili da risolvere, affrontarle in maniera irrazionale e strumentale non serve a nessuno. Ci sarebbe poi l’immenso capitolo riguardante le ragioni di queste profuganze e l’incapacità della comunità internazionale di affrontarle. Penso alla Siria, un conflitto iniziato nel 2011, con la cruenta repressione di un movimento del tutto pacifico. Oggi grazie al nostro immobilismo rimane un paese distrutto e infestato da un dilagante terrorismo con velleità internazionali.</p>
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		<title>Di: massimo</title>
		<link>http://www.annapiuzzi.it/tra-i-numeri-dei-profughi-in-cerca-della-nostra-umanita/#comment-1245</link>
		<dc:creator>massimo</dc:creator>
		<pubDate>Tue, 23 Jun 2015 15:01:53 +0000</pubDate>
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		<description><![CDATA[Cara Anna, leggo con piacere le tue &quot;parole in cammino&quot;...
Non vedo nel numero di profughi gli eritrei il cui numero, credo, sia rilevante. E lo è ancor di più se si sommano gli etiopi che si &quot;spacciano&quot; per eritrei e partono (te lo garantisco) solo per la voglia di andare altrove e senza nessuna minaccia nel loro paese. Ne ho conosciuti tanti...molti di loro avevano già raggiunto l&#039;opportunità di studiare nel paese d&#039;origine, alcuni già all&#039;università.
Ora, i più fortunati, sono sparsi qua e la&#039; per l&#039;Europa con un passaporto eritreo, altri sono in Italia &quot;bloccati&quot; dalle impronte digitali che vagano tra stazioni e alloggi di fortuna con connazionali, altri ancora sono fermi nel deserto nell&#039;attesa di un barcone, e purtroppo altri che hanno visto spezzata la loro speranza nel mar mediterraneo. Io, personalmente, alcuni di questi li ho accolti...e se capitasse ancora l&#039;occasione lo rifarei per uno &quot;spirito cristiano&quot;...anche se gli stessi a cui ho aperto le porte di casa mia, li avevo conosciuti nella loro terra donandogli la possibilità di crearsi un futuro migliore laddove sono nati ed esortandoli a rimanere lì...più di così, sinceramente, non so cosa fare!
Sono consapevole che il problema migratorio sia ampio e di difficile soluzione e il mio caso è un puntino nell&#039;oceano che non si può generalizzare. Dalla mia piccola esperienza sono favorevole all&#039;accoglienza ma voglio che sia chiaro e comprensibile che ci sono persone che si muovono non potendolo fare...cioè per legge non lo possono fare (non vengono rilasciati visti turistici per gli etiopi) anche perchè non scappano da persecuzioni, fame, malattie. Che poi questo sia giusto o non giusto (il fatto di non ottenere un visto verso un altro paese) possiamo discuterne però esiste anche questa realtà e mi sembra giusto sottolinearla. Se io non posso andare in un altro paese e lo faccio me ne devo assumere tutte le responsabilità evitando di mettere nei guai altri.
Ciao!]]></description>
		<content:encoded><![CDATA[<p>Cara Anna, leggo con piacere le tue &#8220;parole in cammino&#8221;&#8230;<br />
Non vedo nel numero di profughi gli eritrei il cui numero, credo, sia rilevante. E lo è ancor di più se si sommano gli etiopi che si &#8220;spacciano&#8221; per eritrei e partono (te lo garantisco) solo per la voglia di andare altrove e senza nessuna minaccia nel loro paese. Ne ho conosciuti tanti&#8230;molti di loro avevano già raggiunto l&#8217;opportunità di studiare nel paese d&#8217;origine, alcuni già all&#8217;università.<br />
Ora, i più fortunati, sono sparsi qua e la&#8217; per l&#8217;Europa con un passaporto eritreo, altri sono in Italia &#8220;bloccati&#8221; dalle impronte digitali che vagano tra stazioni e alloggi di fortuna con connazionali, altri ancora sono fermi nel deserto nell&#8217;attesa di un barcone, e purtroppo altri che hanno visto spezzata la loro speranza nel mar mediterraneo. Io, personalmente, alcuni di questi li ho accolti&#8230;e se capitasse ancora l&#8217;occasione lo rifarei per uno &#8220;spirito cristiano&#8221;&#8230;anche se gli stessi a cui ho aperto le porte di casa mia, li avevo conosciuti nella loro terra donandogli la possibilità di crearsi un futuro migliore laddove sono nati ed esortandoli a rimanere lì&#8230;più di così, sinceramente, non so cosa fare!<br />
Sono consapevole che il problema migratorio sia ampio e di difficile soluzione e il mio caso è un puntino nell&#8217;oceano che non si può generalizzare. Dalla mia piccola esperienza sono favorevole all&#8217;accoglienza ma voglio che sia chiaro e comprensibile che ci sono persone che si muovono non potendolo fare&#8230;cioè per legge non lo possono fare (non vengono rilasciati visti turistici per gli etiopi) anche perchè non scappano da persecuzioni, fame, malattie. Che poi questo sia giusto o non giusto (il fatto di non ottenere un visto verso un altro paese) possiamo discuterne però esiste anche questa realtà e mi sembra giusto sottolinearla. Se io non posso andare in un altro paese e lo faccio me ne devo assumere tutte le responsabilità evitando di mettere nei guai altri.<br />
Ciao!</p>
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