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	<title>Anna Piuzzi &#187; richiedenti asilo</title>
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		<title>Tra i numeri dei profughi in cerca della nostra umanità (perduta?)</title>
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		<pubDate>Sun, 21 Jun 2015 16:10:48 +0000</pubDate>
		<dc:creator>Anna</dc:creator>
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				<content:encoded><![CDATA[<p>L’informazione è a portata di mano, eppure si continuano a preferire le semplificazioni al ragionamento. La pancia alla testa. Con il solo risultato di allontanare le soluzioni a problemi che oggi non sono più emergenziali, ma strutturali. Parlo di migrazioni e di profuganze e allora inizio dai numeri.</p>
<h2><span style="color: #ff6347;">Quanti sono? Da dove vengono?</span></h2>
<p><a href="http://www.annapiuzzi.it/wp-content/uploads/2015/06/Italian_04_15Countries_Conflict.png"><img class=" wp-image-1068 alignnone" alt="Conflitti " src="http://www.annapiuzzi.it/wp-content/uploads/2015/06/Italian_04_15Countries_Conflict.png" width="1500" height="900" /></a></p>
<p>Stando ai dati del <a href="https://www.unhcr.it/news/rapporto-global-trends-2014-dellunhcr-quasi-60-milioni-le-persone-costrette-a-fuggire-dalle-loro-case-in-tutto-il-mondo" target="_blank">«Report global trends 2014»</a> dell&#8217;<a href="https://www.unhcr.it" target="_blank">Unhcr</a>, i  “<strong>migranti forzati</strong>” nel mondo sono (o meglio, erano alla fine del 2014) <strong>59,5 milioni</strong>, il 51% dei quali minori. 8,3 milioni in più rispetto al 2013, ben 22 milioni in più rispetto a dieci anni fa. Traducendo in termini di quotidianità, nel 2014, <strong>ogni giorno 42.500 persone</strong> in media sono diventate rifugiati, richiedenti asilo o sfollati interni. Nel 2013 erano 32.200.</p>
<p>Si tratta di un’accelerazione che è data dal moltiplicarsi delle situazioni di guerra, non da un’irresistibile voglia di mettersi in marcia per lasciare la propria casa ed il proprio paese per andare altrove. Negli ultimi 5 anni <strong>sono 15 i conflitti scoppiati</strong> <strong>o che si sono riattivati</strong>: <strong>8 in Africa</strong> (Costa d&#8217;Avorio, Repubblica Centrafricana, Libia, Mali, nord-est della Nigeria, Repubblica Democratica del Congo, Sud Sudan e quest&#8217;anno Burundi); <strong>3 in Medio Oriente</strong> (Siria, Iraq e Yemen); <strong>1 in Europa</strong> (Ucraina) e<strong> 3 in Asia</strong> (Kirghizistan, e diverse aree del Myanmar e del Pakistan).</p>
<p>Nel frattempo, durano da decenni le <strong>condizioni di instabilità e conflitto in Afghanistan</strong>, <strong>Somalia</strong> e in altri paesi, e ciò implica che milioni di persone provenienti da questi luoghi continuano a spostarsi. Globalmente è però la <strong>Siria</strong> il paese da cui ha origine il maggior numero sia di sfollati interni (7,6 milioni) che di rifugiati (3.880.000). L’Afghanistan (2.590.000) e la Somalia (1,1 milioni) si classificano al secondo e al terzo posto.</p>
<h2><span style="color: #ff6347;">Dove sono?</span></h2>
<p>Vengono tutti qui in Europa? Decisamente no. Nel complesso, a fine anno il numero di migranti forzati nel Vecchio continente ha raggiunto quota 6,7 milioni, rispetto ai 4,4 milioni alla fine del 2013. E gli altri allora? L’86% dei rifugiati si trovava nel 2014 in regioni e paesi considerati economicamente meno sviluppati. Pubblico qui due infografiche per capire quali sono i principali paesi ad accogliere i profughi: i primi tre sono Turchia, Pakistan e Libano. In Italia nel 2014 sono state presentate 63.700 richieste di asilo.</p>
<p><a href="http://www.annapiuzzi.it/wp-content/uploads/2015/06/infografica-paesi-accoglienza.png"><img class="alignnone size-full wp-image-1070" alt="infografica paesi accoglienza" src="http://www.annapiuzzi.it/wp-content/uploads/2015/06/infografica-paesi-accoglienza.png" width="1120" height="348" /></a></p>
<h2><span style="color: #ff6347;">E in Friuli? </span></h2>
<p>Ogni giorno le prime pagine dei quotidiani locali sono dedicate alla cosiddetta &#8220;emergenza profughi&#8221;. Le Caritas diocesane del Friuli Venezia Giulia hanno così pubblicato un <a href="http://www.diocesiudine.it/udine/allegati/44798/Richiedenti%20asilo%20e%20rifugiati_Caritas%20Friuli.pdf" target="_blank">interessante libretto</a> che &#8211; oltre a una riflessione sull&#8217;accoglienza &#8211; dà conto, numeri alla mano, della situazione reale, aggiornata al 7 maggio 2015. Questo per «<i>informare correttamente e compiutamente sul fenomeno</i>» ha spiegato il direttore della <a href="http://www2.diocesiudine.it/udine/s2magazine/index1.jsp?idPagina=23217" target="_blank">Caritas diocesana di Udine</a>, don Luigi Gloazzo. Una lettura per «<em>rasserenare gli animi</em>» e «<em>non accondiscendere al tentativo colpevole di demolire la cultura dell&#8217;accoglienza così radicata nella nostra gente friulana</em>». Dunque i numeri. In regione i richiedenti asilo sono 2.083: 570 in provincia di Udine, 542 in provincia di Trieste, 475 in provincia di Gorizia e 184 in provincia di Pordenone. Il Friuli si classifica così sesta regione in Italia per presenze rispetto al numero dei residenti (1/719), dietro a Molise (1/251), Sicilia (1/312), Calabria (1/414), Basilicata (1/582), Marche (1/711). In numeri assoluti le prime 5 regioni sono invece: Sicilia (16.010), Lazio (8.611), Lombardia (6.599), Campania (5.585) e Puglia (5.521).</p>
<h2><span style="color: #ff6347;">Segno e sfida del nostro tempo</span></h2>
<p>Questi dati non servono a negare o banalizzare il problema (o a renderlo asettico). Lungi da me. Il tentativo è quello di guardare con un po’ di oggettività la questione, cercando di capire che a nulla servono allarmismi (e nemmeno buonismi). Le migrazioni vanno invece governate con idee ed impegno perché &#8211; come  ha scritto <a href="http://www.ilrestodelcarlino.it/l-identità-e-la-paura-1.1070193" target="_blank">Franco Cardini su «Il Resto del Carlino»</a> &#8211; «<em>sono un segno del nostro tempo e una delle sfide che esso c’impone</em>».</p>
<p>È doloroso vedere e leggere di un’Europa che chiude le frontiere. Tanto a <a href="http://www.lastampa.it/2015/06/12/italia/cronache/la-francia-blocca-gli-ingressi-dei-migranti-emergenza-anche-a-ventimiglia-nuHp4dqTMZJ4XLBymuQhYO/pagina.html" target="_blank">Ventimiglia</a>, quanto in <a href="http://www.lastampa.it/2015/06/17/esteri/lungheria-costruir-un-muro-antiimmigrati-al-confine-con-la-serbia-nty3kDUAZ348OUHOBoEx9N/pagina.html" target="_blank">Ungheria</a>. Davvero Viktor Orban &#8211; lo stesso che nell&#8217;89, ai funerali di Imre Nagy, ebbe il coraggio di accusare la dittatura ungherese di aver rubato la giovinezza di un’intera generazione &#8211; non ricorda che proprio un muro costringeva il suo popolo nel &#8220;paradiso socialista&#8221;?</p>
<h2><span style="color: #ff6347;">In Italia tra crociate e buonismo</span></h2>
<p>A casa nostra, del resto, si oscilla dalla verbosa violenza del dibattito pubblico (orientata a non voler trovare soluzioni efficaci) allo scandalo di chi lucra sui migranti. Così, mentre accusiamo gli altri Paesi europei di <a href="http://www.lastampa.it/2015/05/07/esteri/gli-stati-dicono-no-alle-quote-profughi-lue-cambia-strategia-RC9YcYJNtLjTPjDOBPTuRL/pagina.html" target="_blank">rifiutare il sistema delle quote</a>, le <a href="http://www.lastampa.it/2015/06/09/italia/politica/maroni-ai-prefetti-stop-alle-assegnazioni-di-migranti-nei-comuni-lombardi-yjMKldVsJFMVoOBYCaIzzK/pagina.html" target="_blank">Regioni</a> si affannano a dire che «no», i profughi deve prenderseli in carico qualcun altro. Così anche a livello locale: sia un altro Comune a tenersi questa gente. Dov&#8217;è che abbiamo perso la nostra umanità? La capacità di comprendere il dramma altrui?</p>
<p>E intanto, a colpi di slogan, si soffia sulle paure delle persone. Ma lo stesso risultato lo si ottiene prendendosi gioco di chi esprime la propria preoccupazione. Penso alla questione del <a href="http://messaggeroveneto.gelocal.it/udine/cronaca/2015/05/20/news/il-parco-diventa-un-dormitorio-1.11458839" target="_blank">Parco Moretti</a> a Udine. Davvero è così difficile, pur senza condividerlo, capire l’umano timore di un genitore nel portare i propri bambini in un parco dove qualcuno è costretto a dormire in situazioni precarie?</p>
<p>«<em>Si fa presto a dir pregiudizio &#8211; </em>scrive ancora Cardini -<em> e a predicare che lo si dovrebbe superare. La diffidenza per il &#8220;diverso&#8221;, specie quando lo si avverte come potenzialmente minaccioso, è difficile da combattere anche perché non è razionale. Piantiamola col terrorismo lessicale, finiamola di definire tutto ciò &#8220;razzismo&#8221; o &#8220;xenofobia&#8221;. Così non si fa che peggiorare le cose. Il fatto è che il nucleo profondo della diffidenza, o anche della paura (e, badate, si tratta di sentimenti reciproci) è basato sul fatto che i timori sono generici. Il &#8220;diverso&#8221; ci spaventa o ci allarma per quel certo non-so-che dal quale è circondato: il colore della pelle, gli odori, il tono della voce. Per tutto ciò esiste solo un antidoto: la conoscenza reciproca</em>».</p>
<p>E poi che dignità abbiamo come società se accettiamo di lasciar vivere delle persone in queste condizioni, senza fare l&#8217;impossibile per un&#8217;accoglienza diversa?</p>
<p>Accogliere, governare, incontrarsi, conoscersi, informare ed educare. Questo è il lavoro da fare per tenere lontano quel &#8220;disumanesimo&#8221; che ci sta consumando. Ricordando &#8211; non da ultimo &#8211; che ognuno porta con sé una storia che vale la pena ascoltare, come <a href="http://www.annapiuzzi.it/morte-e-vergogna/" target="_blank">D.</a>, <a href="http://www.annapiuzzi.it/il-resto-delleuropa-vuole-solo-siriani-ed-eritrei-e-rashid/" target="_blank">Rashid</a> e <a href="http://www.annapiuzzi.it/mc-manar/" target="_blank">Mc Manar</a>. «<em>Il resto, il buonismo indiscriminato e i sogni di crociata, è solo spazzatura</em>».</p>

<a class="thumbnail" href='http://www.annapiuzzi.it/tra-i-numeri-dei-profughi-in-cerca-della-nostra-umanita/turkey-border/' title='Turkey border'><img width="1080" height="720" src="http://www.annapiuzzi.it/wp-content/uploads/2015/06/01.jpg.jpg" class="attachment-post-boxed" alt="Rifugiati siriani curdi attraversano il confine turco, fuggendo da Kobane UNHCR / I. Prickett." /></a>
<a class="thumbnail" href='http://www.annapiuzzi.it/tra-i-numeri-dei-profughi-in-cerca-della-nostra-umanita/21-jpg/' title='Karim'><img width="1080" height="720" src="http://www.annapiuzzi.it/wp-content/uploads/2015/06/21.jpg.jpg" class="attachment-post-boxed" alt="Karim, siriano, con sua figlia di nove mesi a Istambul, in un palazzo abbandonato UNHCR / S. Baldwin." /></a>

<p><em><strong>Le foto e le infografiche sono tratte dal sito dell&#8217;Unhcr e accompagnano l&#8217;edizione 2014 del «Report Global trend 2014»</strong></em></p>
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