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	<title>Anna Piuzzi &#187; Giovani all&#8217;estero</title>
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		<title>«Giro nella storia» oggi a Udine</title>
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		<pubDate>Mon, 06 Jul 2015 04:00:11 +0000</pubDate>
		<dc:creator>Anna</dc:creator>
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		<description><![CDATA[«Giro nella storia»: un progetto interessante, tutto da conoscere. Ma soprattutto una chiave di lettura attraverso cui leggere (e vivere) in maniera diversa il centenario della...]]></description>
				<content:encoded><![CDATA[<p><a href="http://www.gironellastoria.com" target="_blank">«Giro nella storia»</a>: un progetto interessante, tutto da conoscere. Ma soprattutto una chiave di lettura attraverso cui leggere (e vivere) in maniera diversa il <a href="http://www.centenario1914-1918.it/it" target="_blank">centenario della Grande guerra</a>. Ad aver dato corpo (anzi, gambe!) a questa idea è stato Nicolò Girardi, triestino, classe 1984 (una laurea in Storia e un master alla London School of Journalism), che il 10 maggio 2014 è partito da Londra per percorrere a piedi la linea di fuoco del primo conflitto mondiale, per arrivare a Trieste il 9 luglio.</p>
<p>Se volete conoscere Nicolò, il suo viaggio e dunque il suo progetto, l&#8217;appuntamento è per stasera alle 18.30, a Udine, nei Giardini di Palazzo Morpurgo, quando presenterà il libro che raccoglie la sua esperienza, dialogando con l&#8217;assessore alla Cultura del Comune di Udine, Federico Pirone.</p>
<p>Per saperne di più qui c&#8217;è<a href="http://www.annapiuzzi.it/wp-content/uploads/2015/07/intervista-nicolo-girardi.pdf" target="_blank"> la mia intervista con Nicolò</a>. Buona lettura!</p>
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		<title>Guardando a Londra e da Londra</title>
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		<pubDate>Sat, 27 Sep 2014 05:28:46 +0000</pubDate>
		<dc:creator>Anna</dc:creator>
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		<description><![CDATA[Occhio e croce, dicono, gli italiani a Londra sono 500 mila. Per &#8220;visualizzare&#8221; la portata dell&#8217;esodo, basta chiudere gli occhi e immaginare una cartina del Bel...]]></description>
				<content:encoded><![CDATA[<p>Occhio e croce, dicono, gli italiani a Londra sono <a href="http://franceschini.blogautore.repubblica.it/2014/07/01/le-pagine-gialle-per-i-500-mila-italiani-di-londra/" target="_blank">500 mila</a>. Per &#8220;visualizzare&#8221; la portata dell&#8217;esodo, basta chiudere gli occhi e immaginare una cartina del Bel Paese con un buco in corrispondenza di una città come Bologna o Firenze. O ― se ci piace di più essere campanilisti ― cancelliamo poco meno di mezzo Friuli e siamo a posto. Qualche giorno fa un amico ― parlando di un altro amico che da qualche mese ha giocato la carta della City ― mi ha detto: «<em>Onestamente non so quanto convenga. Marco per esempio si paga un affitto da paura e si fa ogni giorno 45 minuti di metropolitana</em>». Ecco la riflessione sta proprio qui: se nonostante l&#8217;affitto da paura, i 45 minuti di metropolitana (che poi non mi sembrano un granché, visto che io ne faccio altrettanti di corriera), lo smog, il maltempo britannico e tutto il resto si rimane comunque a Londra, segno evidente che non si tratta solo della questione dell&#8217;aver trovato un lavoro oltremanica.</p>
<div id="attachment_733" class="wp-caption alignright" style="width: 310px"><a href="http://www.annapiuzzi.it/wp-content/uploads/2014/09/DSC_0013.jpg"><img class="size-medium wp-image-733" alt="Caterina Soffici e Corrado Formigli a Pordenonelegge" src="http://www.annapiuzzi.it/wp-content/uploads/2014/09/DSC_0013-300x190.jpg" width="300" height="190" /></a><p class="wp-caption-text">Caterina Soffici e Corrado Formigli a Pordenonelegge</p></div>
<p>Ci viene allora in aiuto un libretto intelligente e divertente (anche se a tratti sconfortante). Si tratta di <a href="http://www.feltrinellieditore.it/opera/opera/italia-yes-italia-no/" target="_blank">«Italia yes Italia no. Che cosa capisci del nostro Paese quando vai a vivere a Londra»</a> della giornalista <a href="http://www.ilfattoquotidiano.it/blog/csoffici/" target="_blank">Caterina Soffici</a>. Io l&#8217;ho letto tutto d&#8217;un fiato dopo aver ascoltato l&#8217;autrice sabato scorso a <a href="http://www.pordenonelegge.it/it/edizione/2014/e/588/L-Italia-tra-crisi-e-desiderio-di-fuga" target="_blank">Pordenonelegge</a> dialogare assieme a <a href="http://www.ilfattoquotidiano.it/blog/cformigli/" target="_blank">Corrado Formigli</a> (del cui volume, <a href="http://www.librimondadori.it/libri/impresa-impossibile-corrado-formigli" target="_blank">«Impresa impossibile»</a> parleremo). Il libro di Soffici è il racconto ― costruito mettendo in fila, uno dietro l&#8217;altro, momenti di quotidianità concreta ―, di un Paese e di un sistema che noi italiani potremmo pensare si trovino su un altro pianeta. Ciò in cui ti riconosci ― o almeno io mi riconosco ― è quel «<em>desiderio di normalità</em>» che Soffici a Pordenone ha citato più volte e che sta in questo passaggio che vale tutto il libro: «<em>Chi lascia l&#8217;Italia lo fa perché non ne può più. Perché c&#8217;è un momento in cui il piatto della bilancia comincia a pendere troppo da una parte e la &#8220;dolce vita&#8221; non basta a riportarlo in equilibrio. La qualità della vita, il cibo, il sole, il mare non ce la fanno più a compensare quello che ti tocca ingoiare tutti i giorni in Italia. È un limite personale. Ognuno ci arriva secondo la propria sensibilità e situazione. Ma adesso siamo in troppi, ad averlo superato. In troppi preferiamo andare a vivere peggio per stare meglio. Vogliamo vivere in paesi civili, dove si rispettano le regole, dove il bene comune è superiore all&#8217;egoismo del singolo, dove chi sbaglia paga, dove i politici si dimettono, dove i diritti non sono un privilegio, dove i privilegi non sono istituzionalizzati, dove non c&#8217;è bisogno di avere santi in paradiso, dove non si invidiano i furbi e non si deridono gli ingenui</em>». In questo libro si parla di Londra, ma in tutte le storie che ho raccolto di <a href="http://www.annapiuzzi.it/giovani-fvg-nel-mondo/" target="_blank">giovani friulani all&#8217;estero</a>, la musica è sempre la stessa: l&#8217;impressione è quella di essere sbarcati in un mondo altro, dove le cose funzionano e, soprattutto, dove il tuo impegno viene riconosciuto, dove le occasioni, se sei in gamba, arrivano anche se hai 25 anni, così ― per dirne una ― la gerontocrazia, all&#8217;improvviso, diventa solo un ricordo lontano.</p>
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		<title>Agnese, tra Burundi e Congo</title>
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		<pubDate>Mon, 22 Sep 2014 20:08:03 +0000</pubDate>
		<dc:creator>Anna</dc:creator>
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				<content:encoded><![CDATA[<p>Ci sono persone che ascolteresti per ore, senza far scivolare nemmeno un’occhiata sull’orologio. Una di queste è Agnese Castellarin che prima ti disarma con il suo sorriso e poi, con parole dense di entusiasmo, ti trascina fino in Africa, per farti conoscere la sua esperienza di cooperante. In Burundi prima e in Congo oggi.</p>
<p>Agnese, friulanissima (di Rochis), ha 28 anni e parla sei lingue, tra cui l’arabo. L&#8217;ho conosciuta all&#8217;inizio del 2013. Dovevo intervistarla perché di lì a poco sarebbe partita &#8211; con in tasca una laurea in Scienze internazionali e diplomatiche &#8211; come «casco bianco» di Caritas italiana a Bujumbura, per lavorare nel <a href="http://www.cejeka.org" target="_blank">Centro giovani Kamenge</a> (fondato da padre Claudio Marano, saveriano, friulano pure lui).</p>
<p>Quello che però ancora non sapevo, era che, da quell&#8217;intervista, sarebbe nata un&#8217;amicizia perché Agnese, dopo il nostro incontro, non avrebbe più mollato la presa, e nemmeno io: lei (dal Burundi) ha continuato a raccontare e io (da Udine) a scrivere. E non poteva non essere così, il suo racconto t’incanta perché lei ha la tenacia di chi crede in quello che fa. Di chi, nel dubbio se si può cambiare il mondo o meno, si rimbocca le maniche e ci prova. E allora, mentre parla, ti sembra di esseri lì con lei a insegnare inglese ai ragazzi del Centro, o a costruire mattoni e pace nel quartieri a nord della città. E adesso che lavora con <a href="http://www.oikosonlus.net" target="_blank">Oikos</a> in Congo &#8211; tra l’ospedale pediatrico <a href="http://www.oikosonlus.net/?q=progetti/futuro-casa-patrick-kinshasa-repubblica-democratica-del-congo-africa" target="_blank">«Casa Patrick»</a>  e i <a href="http://www.oikosonlus.net/?q=progetti/kintaround" target="_blank">progetti di sviluppo a Kinta</a> &#8211; la magia si ripete.</p>
<div id="attachment_714" class="wp-caption alignright" style="width: 310px"><a href="http://www.annapiuzzi.it/wp-content/uploads/2014/09/DSC_0137.jpg"><img class="size-medium wp-image-714" alt="Il pubblico all'incontro con Agnese Castellarin." src="http://www.annapiuzzi.it/wp-content/uploads/2014/09/DSC_0137-300x200.jpg" width="300" height="200" /></a><p class="wp-caption-text">Il pubblico all&#8217;incontro.</p></div>
<p>Ieri sera l’esperienza di Agnese l’abbiamo portata a Majano, perché va fatta conoscere e condivisa. Anche perché, dentro alla sua storia, se ne intrecciano altre, tutte partite dal Friuli: quelle dei nostri missionari &#8211; da padre Marano a padre Bepi De Cillia -, e quella della solidarietà preziosissima di realtà come Oikos. Domani all’alba Agnese, dopo la sua parentesi friulana, rientra in Congo, dai suoi bambini e dalle donne che aiuta a essere consapevoli del proprio straordinario potenziale. Da me per questa straordinaria ragazza ci sono un abbraccio enorme e la promessa che qui (e non solo) continuerò a raccontare il suo impegno. Per voi, invece, c&#8217;è una richiesta&#8230; dedicate qualche minuto per vedere <a href="http://www.kizoa.it/slideshow-maker/d11893568k9314367o1/casa-patrick-slideshow-travaux" target="_blank">questo slide show</a>, è tempo davvero ben speso!</p>
<div id="attachment_716" class="wp-caption alignright" style="width: 1065px"><a href="http://www.annapiuzzi.it/wp-content/uploads/2014/09/Agnese_Congo.png"><img class="size-full wp-image-716" alt="Agnese Castellarin e i suoi bambini in Congo." src="http://www.annapiuzzi.it/wp-content/uploads/2014/09/Agnese_Congo.png" width="1055" height="722" /></a><p class="wp-caption-text">Agnese Castellarin e i suoi bambini in Congo.</p></div>
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		<title>Stasera vi aspetto a Majano con le storie dei giovani friulani del mondo</title>
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		<pubDate>Thu, 14 Aug 2014 08:44:31 +0000</pubDate>
		<dc:creator>Anna</dc:creator>
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				<content:encoded><![CDATA[<p>Se su di un planisfero dovessimo segnare un punto per ognuno di loro, scopriremmo ben presto che di giovani friulani all&#8217;estero per lavoro ce n&#8217;è in ogni angolo del mondo! È su questa cartina immaginaria che mi sono mossa negli ultimi tre anni, scovando le storie di questi ragazzi globali per ascoltarle e poi raccontarle.</p>
<p>Stasera, giovedì 14 agosto, vi aspetto a Majano perché quelle storie emozionanti e piene di talento le sentirete dalla viva voce dei loro protagonisti: <strong>Alessia Ermacora</strong> (Majano), manager di ricerca e sviluppo alla Unilever a Rotterdam; <strong>Silvano Ciani </strong>(Majano), ricercatore in biotecnologie agricole a St. Louis negli USA, da poco rientrato stabilmente in Friuli; <strong>Carlo Bernardis </strong>(Rivarotta di Teor), project manager nel settore della cooperazione internazionale in Bosnia; <strong>Andrea Boscutti </strong>(Udine), pianista e docente al conservatorio di Parigi; <strong>Alina Zardo </strong>(San Giorgio di Nogaro), fotografa in Messico e <strong>Andrea Travani </strong>(Tomba di Mereto), direttore di cantiere a New York. Con loro ci sarà anche <strong>Angelica Pellarini</strong>, curatrice del libro «<em>I pendolari della valigia. Costruttori friulani nel mondo dagli anni 60 ad oggi</em>», edito dalla Samuele Editore. Io, invece, introdurrò e modererò la serata.</p>
<p>È un modo per accendere i riflettori su un fenomeno complesso e significativo, che merita davvero tanta attenzione e su cui è necessario aprire uno spazio di riflessione. Noi stasera partiamo dal dialogo, dal racconto e dalla conoscenza di questi ragazzi. <strong>L&#8217;appuntamento è alle ore 20.30 al Monumento di via Roma a Majano o, in caso di mal tempo, nell&#8217;Auditorium comunale</strong>.</p>
<p>Questa iniziativa è importante anche per un altro motivo, perché vede la collaborazione preziosa tra il circolo Majano c&#8217;è 1.5.9  e la Pro Majano, segno tangibile di quell&#8217;impegno che ci accomuna per la nostra Majano e per il nostro Friuli. Vi aspettiamo numerosi!</p>
<p><a href="http://www.annapiuzzi.it/wp-content/uploads/2014/08/giovani-FVG-e1408005060204.jpg"><img class="alignnone size-full wp-image-607" alt="giovani FVG" src="http://www.annapiuzzi.it/wp-content/uploads/2014/08/giovani-FVG-e1408005060204.jpg" width="433" height="606" /></a></p>
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		<title>Rimpatriate che fan bene al cuore</title>
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		<pubDate>Mon, 11 Aug 2014 14:06:39 +0000</pubDate>
		<dc:creator>Anna</dc:creator>
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		<description><![CDATA[Lunedì, primo giorno di ferie. L’elenco delle cose da fare in questa settimana prima di regalarmi il mare di Hvar è lungo. Intanto riordino le foto...]]></description>
				<content:encoded><![CDATA[<p>Lunedì, primo giorno di ferie. L’elenco delle cose da fare in questa settimana prima di regalarmi il mare di Hvar è lungo. Intanto riordino le foto scattate in questi giorni e con loro una valanga di momenti, impressioni ed incontri. Qui di foto ne pubblico due. Una pessima (un selfie che però mi piace da matti) e una ottima (perché scattata dal sempre ottimo Tiziano Bincoletto). A entrambe voglio un gran bene perché raccontano della fugace (ma preziosa) ricomposizione della nostra diaspora con il rientro estivo di Stefano e Alberto che da diversi mesi lavorano rispettivamente a Mosca e a Rotterdam, ingrossando le fila dei giovani talenti friulani all’estero (<a href="http://www.annapiuzzi.it/giovani-fvg-nel-mondo/" target="_blank">di cui, sapete, mi occupo</a>).</p>
<p>Un cambio di rotta e di vita che, per il momento, ha interrotto il nostro percorso comune di amministratori locali. Continuano però ad attraversarci intatte amicizia, sintonia e condivisione. Così la settimana che si è appena chiusa ha visto la nostra <em>reunion</em>. Una rimpatriata di quelle che fanno bene al cuore, in cui ci si racconta e sembra di essersi visti appena ieri. E la malinconia per l’essere di nuovo distanti diventa piccina piccina pensando all’intima allegra bellezza dell’essere stati insieme.</p>
<div id="attachment_591" class="wp-caption alignnone" style="width: 836px"><a href="http://www.annapiuzzi.it/wp-content/uploads/2014/08/Chris-slade.png"><img class="size-full wp-image-591" alt="Al concerto di Chris Slade - 54° Festival di Majano" src="http://www.annapiuzzi.it/wp-content/uploads/2014/08/Chris-slade.png" width="826" height="539" /></a><p class="wp-caption-text">Al concerto di Chris Slade &#8211; 54° Festival di Majano</p></div>
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		<title>Giovani majanesi all&#8217;estero, ora li conosce anche la Presidente Fvg</title>
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		<pubDate>Tue, 05 Aug 2014 20:46:20 +0000</pubDate>
		<dc:creator>Anna</dc:creator>
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		<description><![CDATA[«Ma tu, conosci qualche giovane majenese che è all&#8217;estero per lavoro?». Chi tra maggio e i primi di giugno ha avuto a che fare con me,...]]></description>
				<content:encoded><![CDATA[<p>«<em>Ma tu, conosci qualche giovane majenese che è all&#8217;estero per lavoro?</em>». Chi tra maggio e i primi di giugno ha avuto a che fare con me, sicuramente si è sentito porre con insistenza questa domanda perché ero alle prese con il mio contributo per «Majano Nuova 2014», lo storico (e mitico) numero unico edito ogni anno dalla Pro Majano in occasione del Festival. Ebbene questa volta ho scritto di alcuni miei giovani concittadini che hanno fatto armi e bagagli per cercare (e trovare) fortuna all&#8217;estero. 12 storie tutte accomunate dal talento, da una notevole dose di determinazione e da un&#8217;inguaribile voglia Friuli. Pensateci. 12 ragazzi all&#8217;estero per lavoro in un Comune di appena 6 mila abitanti sono tantissimi, tanto più se &#8211; come avevo previsto &#8211; il numero non si ferma qui: ce ne sono infatti altri della cui avventura oltre confine ho saputo purtroppo in ritardo rispetto alla data di consegna del mio lavoro. Comunque sia a breve pubblicherò qui l&#8217;articolo, intanto &#8211; siccome venerdì 1° agosto ho partecipato alla cena dei presidenti dei Fogolârs furlans -, ho regalato una copia di «Majano nuova 2014» alla presidente Fvg Debora Serracchiani (<em>nella foto</em>) e al presidente dell&#8217;Ente Friuli nel Mondo, Pietro Pittaro, perché le storie di questi ragazzi meritano davvero di essere conosciute. Di novità in merito ne ho comunque parecchie, vi terrò aggiornati sul work in progress.</p>
<p><em>Foto di Claudio Midena.</em></p>
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		<title>Giovani FVG nel mondo, le storie</title>
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		<pubDate>Fri, 20 Jun 2014 17:50:46 +0000</pubDate>
		<dc:creator>Anna</dc:creator>
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		<description><![CDATA[Mi sono rimessa al lavoro per raccontare i giovani friulani all&#8217;estero. A breve tutti gli aggiornamenti e, soprattutto, tutte le nuove storie provenienti da ogni angolo...]]></description>
				<content:encoded><![CDATA[<p>Mi sono rimessa al lavoro per raccontare i giovani friulani all&#8217;estero. A breve tutti gli aggiornamenti e, soprattutto, tutte le nuove storie provenienti da ogni angolo del mondo. Intanto ho aperto una nuova pagina del blog <a href="http://www.annapiuzzi.it/giovani-fvg-nel-mondo/" target="_blank">«Giovani FVG nel mondo»</a> che raccoglie, per iniziare, le 24 avventure lavorative all&#8217;estero di altrettanti giovani friulani pubblicate su «Stele di Nadâl» tra il 2012 e il 2013. Buona lettura.</p>
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		<title>Zegna richiama i «cervelli in fuga»</title>
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		<pubDate>Fri, 28 Feb 2014 11:30:13 +0000</pubDate>
		<dc:creator>Anna</dc:creator>
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		<description><![CDATA[Alberto, ingegnere navale, si è trasferito a Rotterdam dove finalmente fa il lavoro che sognava e per cui ha studiato. Stefano è a Mosca. Segue cantieri...]]></description>
				<content:encoded><![CDATA[<p>Alberto, ingegnere navale, si è trasferito a Rotterdam dove finalmente fa il lavoro che sognava e per cui ha studiato. Stefano è a Mosca. Segue cantieri e progetti di una città che cresce. A Martina &#8211; fresca di laurea in biotecnologie e con in tasca pure un’esperienza a Cambridge -, l’Australia ha spalancato le porte offrendole un super dottorato. Partirà tra meno di un mese. Andrea, invece, terrà duro ancora un po’ con l’assegno di ricerca da 500 euro al mese. Poi, se nessuno si farà avanti, accetterà la generosissima offerta di un istituto canadese che lo vuole ad ogni costo nel suo staff. Queste non sono storie di cui sono andata in cerca, ma semplicemente storie che ruotano attorno a me. Tutte di amici che negli ultimi mesi hanno ri-sintonizzato (o stanno ri-sintonizzando) le proprie vite altrove, lontano dall’Italia. Quell’Italia che intanto guarda &#8211; afona e immobile &#8211; i suoi giovani più qualificati che prendono il largo.</p>
<p>Le storie che invece ho cercato e raccontato &#8211; in «Nuovi cittadini del mondo» &#8211; sono una trentina, tutte di friulani under 30 che hanno fatto armi e bagagli portando le proprie competenze in ogni angolo del globo. Insomma. Proprio come i miei amici.  E sia chiaro. Non sono tutti «cervelli in fuga», anzi, molti di loro hanno sempre sognato un futuro all’estero. Quasi tutti però mi hanno confidato di voler rientrare, un giorno, per mettere a frutto nel nostro Paese quello che hanno imparato nel mondo.</p>
<p>Ma l’Italia cosa offre loro? A dir la verità molto poco, e allora fa piacere leggere una buona notizia riportata oggi dal settimanale «Sette» del Corriere della Sera. L’azienda tessile Ermenegildo Zegna &#8211; che ha una lunga storia contrassegnata dalla lungimirante capacità di investire in progetti a favore del proprio territorio &#8211; mette a disposizione risorse per far studiare giovani italiani all’estero con la promessa che poi rientreranno in Italia per mettere a frutto la propria esperienza. Si parla di un milione di euro l’anno per 25 anni. Il progetto Ermenegildo Zegna Founder’s Scholarship offre, infatti, a «<em>neolaureati italiani la possibilità di conseguire un master o un dottorato presso università o centri di ricerca di eccellenza internazionali</em>» a patto che «<em>una volta terminato il ciclo di studi di due o tre anni, facciano ritorno in Italia, pena la restituzione del finanziamento</em>». Illumina il commento di Zegna che a «Sette» ha evidenziato: «<em>Vorremmo occuparci non dell’oggi, ma del domani e vorremmo cominciare anche a dare corpo e risorse a un nuovo ciclo di pensiero che vede l’imprenditoria privata e familiare fare il primo passo nel contribuire al futuro del nostro Paese</em>». Un modo semplice per dire che dei giovani e dunque del futuro di questo Paese devono farsi carico tutti, anche perché i dati non lasciano margine di ottimismo. Nello stesso articolo, infatti, si legge che tra i giovani dottori e dottoresse italiani sono «<em>circa novemila ogni anno secondo le ultime stime</em>» quelli che «<em>dopo un soggiorno di studio all’estero non tornano più nel Bel Paese</em>». Perché «<em>il problema non è il master o la specializzazione oltre confine. Anzi, se in Germania è il 23 per cento dei giovani che decide di emigrare dopo l’università, e in Gran Bretagna il 25, in Italia, solo il 16 per cento opta per un’esperienza fuori casa. Il fatto è, che poi, non torna</em>». E c’è chi ha provato a monetizzare questa spreco di capitale umano: «<em>Si parla, per l’Istituto della Competitività, di un reddito mancato di 733 milioni di euro l’anno. O di una perdita netta, se si considerano le stime di Confindustria che valutano intorno agli 800 mila euro il costo allo Stato per la formazione di un ricercatore, di qualche miliardo di euro</em>».</p>
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