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	<title>Anna Piuzzi &#187; Anna</title>
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		<title>Da ieri sera «vilane» onoraria!</title>
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		<pubDate>Fri, 05 Jun 2015 10:24:51 +0000</pubDate>
		<dc:creator>Anna</dc:creator>
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				<content:encoded><![CDATA[<p>Per me serata di &#8220;seconde volte&#8221; quella di ieri a Villalta di Fagagna. Seconda volta ospite dell&#8217;Associazione <a href="http://lesvilanes.blogspot.it" target="_blank">«Les Vilanes»</a>. Seconda volta in dialogo con <a href="http://www.marcoanzovino.it" target="_blank">Marco Anzovino</a> per presentare il suo libro/cd (bellissimo) <a href="http://www.marcoanzovino.it/2014/10/06/turno-notte/" target="_blank">«Turno di notte»</a>. Felice della concomitanza perché per chi come me ha scelto di condire la propria vita di tante attività non può che essere grato per l&#8217;occasione di collaborare con una realtà operosa ed interessante (per altro tutta la femminile) come quella di Villalta. E, naturalmente, con una persona speciale ed appassionata come Marco, musicista ed educatore a Villa Renata, comunità veneziana di recupero per ragazzi tossicodipendenti. Vi consiglio di cuore di avventurarvi tra le pagine e la musica del suo «Turno di notte» perché, d&#8217;un tratto, vi ritroverete a camminare al fianco di Silvia, di Rosario e di Filippo. È un camminare necessario per capire, almeno in parte, la discesa dei ragazzi nel mondo della droga e che li trasforma &#8211; come scrive Marco di Silvia &#8211; in «<em>uno sguardo che ogni giorno perde qualcosa</em>» fino a far diventare ciò che accade loro attorno «<em>una semplice scenografia</em>». Un camminare indispensabile anche per far nostro il chiaro messaggio di questo prezioso libro: recuperare &#8211; come persone, cittadini e comunità &#8211; la dimensione quotidiana dell&#8217;attenzione autentica verso l&#8217;altro. È l&#8217;intrecciarsi di queste due consapevolezze che fa rinascere e rifiorire questi ragazzi, come succede nella bellissima canzone «Giada».</p>
<p>Un ultimo pensiero colmo di sincera gratitudine e «Les Vilanes» perché, non solo mi hanno regalato uno dei fiori che io amo di più, ma  soprattutto perché da ieri sera sono socia onoraria del loro bellissimo sodalizio. Grazie, grazie, davvero grazie!</p>
<p><a href="http://www.annapiuzzi.it/wp-content/uploads/2015/06/Serata-Les-Vilanes.jpg"><img class="alignnone size-full wp-image-1012" alt="Piuzzi_Anzovino_Les Vilanes" src="http://www.annapiuzzi.it/wp-content/uploads/2015/06/Serata-Les-Vilanes.jpg" width="585" height="441" /></a></p>
<p><a href="http://www.annapiuzzi.it/wp-content/uploads/2015/06/dipladenia.jpg"><img class="alignnone size-large wp-image-1007" alt="dipladenia" src="http://www.annapiuzzi.it/wp-content/uploads/2015/06/dipladenia-780x1024.jpg" width="635" height="833" /></a></p>
<p>&nbsp;</p>
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		<title>After Christmas. Nutrita dalle mie preziose radici</title>
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		<pubDate>Mon, 29 Dec 2014 07:18:08 +0000</pubDate>
		<dc:creator>Anna</dc:creator>
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		<category><![CDATA[Il mio Friuli]]></category>

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		<description><![CDATA[Di nuovo lunedì. Di nuovo blogger, dopo un lungo silenzio di assestamento. Riparto da queste giornate di festa che, in un periodo di cambiamenti, mi hanno...]]></description>
				<content:encoded><![CDATA[<p>Di nuovo lunedì. Di nuovo blogger, dopo un lungo silenzio di assestamento. Riparto da queste giornate di festa che, in un periodo di cambiamenti, mi hanno regalato &#8211; come sempre &#8211; la certezza delle radici. La gioia vera del Natale, per me, è vissuta lì, nella mia comunità, stando assieme alle persone con cui la condivisione di un cammino è nel costruire, nel lavorare, nell’immaginare e anche nell’azzardare. È con le associazioni la cui operosità non si ferma nemmeno a Natale, regalandoti un momento di festa in cui ci si guarda negli occhi, raccontando l’anno appena trascorso, progettando quello a venire. E allora via &#8211; nutrita di relazioni, prossimità e amicizia -, pronta a questo lunedì che ci mette sul cammino di un nuovo anno.</p>
<p>Ps: posto una foto per tutte, quella degli auguri di «Majano c&#8217;è 1.5.9». Il motivo è molto semplice dalla Fondazione Pontello, alla Pro Majano, passando per San Tomaso, il Centro Anziani, la Libertas e la Pro Loco Casasola, ho sempre lasciato a riposo la Nikon&#8230; troppe emozioni da gustare e parole da ascoltare per ricordarsi di scattare foto.</p>
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		<title>A scuola di buona politica</title>
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		<pubDate>Sun, 26 Oct 2014 07:05:36 +0000</pubDate>
		<dc:creator>Anna</dc:creator>
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		<category><![CDATA[Politica]]></category>
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				<content:encoded><![CDATA[<p>Sicché mi sono imbarcata anche in questa nuova avventura. Un po&#8217; da studente, un po&#8217; da giornalista. Fatto sta che il bilancio dalla prima giornata di <a href="http://www.diocesiudine.it/spes/00042053_SPES.html" target="_blank">Scuole di Politica ed Etica sociale</a>, promossa dall&#8217;Ufficio Cultura della Diocesi, è più che positivo. Ieri sera rientrando a casa dopo una giornata piuttosto impegnativa (abbiamo iniziato il corso alle 9 per concluderlo alle 20) avevo addosso quell&#8217;entusiasmo di quando un&#8217;esperienza — che già immaginavi bella ed interessante — ti sorprende, andando un passo oltre le tue aspettative.</p>
<p>Azzeccatissima la formula. La mattina siamo stati letteralmente rapiti dal professor <a href="http://it.wikipedia.org/wiki/Luigi_Alici" target="_blank">Luigi Alici</a> che parlando di «Persona e bene comune» ci ha guidati dalla polis di Aristotele a Sant&#8217;Agostino, dall&#8217;umanesimo integrale di Maritain a  Paul Ricoeur. Da quanto non mi gustavo una lezione così? E poi un salto nella pratica con i laboratori del pomeriggio che sono stati — innanzitutto — un modo per farci incontrare e discutere. È questo uno spazio preziosissimo, perché non capita spesso, anzi, quasi mai, che ci si possa confrontare così tra amministratori locali, scambiare esperienze, idee, dubbi e, certo, anche difficoltà. Infine il confronto sui nostri lavori di gruppo con due amministratori che all&#8217;attivo hanno un&#8217;esperienza non da poco: il consigliere regionale Vittorino Boem e il sindaco di Gemona, Paolo Urbani, persona che ammiro tantissimo ed è — almeno per me — il Sindaco per antonomasia.</p>
<p>Così stamattina, mettendo in riga gli impegni della giornata tra lavoro e incontri sul territorio, sono attraversata da una bella sensazione. La giornata di ieri è stata un&#8217;iniezione di rinnovato entusiasmo per un&#8217;esperienza bellissima, quella del servizio alla propria comunità. Un impegno significativo, a volte faticoso e spesso ingombrante per chi ci sta vicino, ma irrinunciabile perché parte fondamentale e fondante del nostro essere nel mondo.</p>
<p>&nbsp;</p>
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		<title>Ore 5.45, la solitudine (preziosa) del sabato mattina</title>
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		<pubDate>Sat, 21 Jun 2014 04:15:31 +0000</pubDate>
		<dc:creator>Anna</dc:creator>
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		<category><![CDATA[Scrivere]]></category>

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				<content:encoded><![CDATA[<p>Ore 5.45. Sabato. Leggo il giornale con il primo cappuccino di questa giornata. È il mio momento preferito. L&#8217;icona di Skype balzella: «<em>Cosa ci fai in piedi a quest&#8217;ora, tu che non devi lavorare?</em>». Pro memoria urgente: togliere l&#8217;avvio automatico di Skype.</p>
<p>Confesso. Quando suona la sveglia non scatto in piedi come una lepre. Ma faccio lo sforzo perché adoro la mattina, il suo silenzio e il regalo che mi fa: due o tre ore di solitudine, di quella beata (salvo, appunto, balzellamenti di Skype). Sono le ore in cui i pensieri vanno più veloci, le parole arrivano con facilità e le idee della notte prendono forma concreta.</p>
<p>E se non ci sono parole da mettere in fila (o anche se ci sono) allungo la mano fino al cesto sotto al comodino e mi circondo delle parole degli altri, ricominciando da dove le ho lasciate la sera prima. Stamattina, per esempio, c&#8217;erano quelle asciutte di <a href="http://it.wikipedia.org/wiki/Herta_Müller" target="_blank">Herta Müller</a>: «<em>Lentamente oltrepassai il ponte, anche il fiume odorava di fumo. Pensai ai sassi e mi sembrava che il pensiero non fosse nella mia testa. Era fuori e mi passava accanto. Poteva allontanarsi da me lentamente o rapidamente come voleva, come dalle sbarre della ringhiera. Prima che il ponte s&#8217;interrompesse, volevo vedere se il fiume a quest&#8217;ora stava di fronte o di schiena*</em>». Quindi, buon sabato mattina a tutti.</p>
<p>*Herta Müller, <em>Il Paese delle prugne verdi</em>, Keller editore, Rovereto, 2008.</p>
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